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Cosa fare per ottenere la certificazione biologica Donna con in mano una pianta bio - Credit: Pexels
GREEN 26 settembre 2021

Cosa fare per ottenere la certificazione biologica

di Maura Corrado

Alimenti, cosmetici e tessuti: ecco i requisiti da soddisfare e gli step da seguire per ottenere il certificato di conformità.

Più sano, più sicuro, più sostenibile.

È il biologicocibo, cosmetici, tessuti – a patto che sia certificato. Qual è la procedura da seguire nei settori interessati?

 

La normativa europea per gli alimenti bio

A partire dal 2007 l’Unione Europea ha reso obbligatorio l’uso di un marchio comune del biologico (la bandierina verde con all’interno una fogliolina fatta di stelline europee) per tutti i prodotti confezionati e realizzati nel territorio della Comunità Europea. Questi prodotti devono contenere almeno il 95% di ingredienti bio. Accanto al marchio UE deve essere indicato anche il codice dell’organismo di controllo e l’effettiva origine (Italia/UE/non UE) degli ingredienti che lo compongono.

 

Quando si legge Italia (o Francia, Spagna, ecc.) vuol dire che la totalità degli ingredienti è stata coltivata sul territorio nazionale. La normativa impone l’obbligo di assoggettamento al sistema di controllo per tutte le aziende della filiera, dalla produzione agricola fino alla commercializzazione.

 

L’iter di certificazione

L’azienda interessata deve notificare l’inizio di attività biologica all’autorità competente attraverso il Sistema Informativo Biologico (SIB) o analoghi sistemi regionali. Nella notifica l’azienda deve dichiarare la categoria di attività, le unità produttive e le filiere sottoposte al controllo.

 

Le aziende di preparazione dichiarano invece gli stabilimenti dove avviene la produzione con metodo biologico, inclusi eventuali terzisti non sottoposti al sistema di controllo. L’azienda deve inoltre presentare il Programma Annuale delle Produzioni (PAP), nel quale indicare informazioni previsionali sulle produzioni biologiche da effettuare.

 

Valutazione e verifiche

L’organismo di certificazione (ad esempio Icea) esegue una valutazione dei documenti inviati dall’azienda, in modo da descrivere tutte le misure che intende adottare per il rispetto dei requisiti del biologico, l’elenco dei fornitori delle materie prime biologiche e le ricette di preparazione di tutti i prodotti per i quali è necessaria la certificazione. Si procede, poi, con una verifica ispettiva, per accertare la corretta applicazione e l’efficacia delle misure dichiarate. Viene  esaminata, inoltre, l’idoneità  delle  strutture ,e la corretta  gestione dei processi di produzione aziendale in relazione ai requisiti richiesti dalla normativa europea.

 

 

Conformità e sorveglianza

Sulla base dei dati raccolti durante la verifica, l’organismo di certificazione emette il certificato di conformità, nel quale sono indicati l’elenco dei prodotti certificati e la loro classificazione in base al metodo di produzione “biologico” o “in conversione”. Le etichette dei prodotti dovranno essere preventivamente autorizzate dall’ufficio competente. Successivamente, l’organismo di certificazione svolge ispezioni e analisi periodiche, sulla base di una attenta analisi dei rischi, per confermare il mantenimento delle condizioni di conformità ed una corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie richieste dalla normativa.

 

 

La certificazione biologica per i cosmetici 

I cosmetici biologici (detergenti viso, creme viso-corpo, shampoo, ecc.) sono realtà già da diversi anni, così come i detergenti per le pulizie di casa. Anche in questo caso è possibile ottenere la certificazione biologica. Gli standard tra cui scegliere sono più di uno.

 

Tra i più conosciuti c’è lo standard Cosmos Organic, il quale prevede che almeno il 20% del totale degli ingredienti provenga da agricoltura biologica, fatta eccezione per i prodotti da risciacquare e per i prodotti che contengono almeno l’80% di ingredienti di origine minerale (in questo caso il limite minimo per il biologico è del 10%). Gli ingredienti di derivazione agricola, fisicamente trasformati e presenti in formula, devono essere da agricoltura biologica per almeno il 95%.

 

 

L’iter Cosmos

L’iter prende il via con una valutazione preliminare dei prodotti (conformità delle materie prime, ecc.), per i quali è richiesta la certificazione, e del processo produttivo. Per gli ingredienti biologici è richiesta la certificazione rilasciata da organismi autorizzati, mentre gli ingredienti non biologici devono rientrare nelle liste di ingredienti approvati da Cosmos.

 

Una volta terminata la valutazione preliminare, si procede con una verifica ispettiva presso lo stabilimento di produzione. L’emissione del certificato di conformità avviene sulla base dei dati raccolti durante il processo di valutazione e verifica: il documento riporta l’elenco dei prodotti certificati in base alla loro classificazione.

 

Lo step finale è rappresentato dalla sorveglianza annuale, che include ispezioni periodiche presso gli stabilimenti produttivi, i centri di magazzinaggio e distribuzione dei prodotti, con l’obiettivo di verificare il mantenimento delle condizioni di conformità. Sono inoltre previsti prelievi periodici per le analisi di prodotto presso gli stabilimenti di produzione e nei punti vendita.

 

 

Il GOTS per il cotone biologico

Anche per i tessuti si punta ad una maggiore sostenibilità. Il cotone può essere organico (cioè biologico) e ottenere anche in questo caso un’apposita certificazione. Lo standard seguito a livello internazionale è il GOTS, Global Organic Textile Standard. Il GOTS (riconoscibile dal logo verde con all’interno una t-shirt bianca stilizzata) è promosso dalle principali organizzazioni internazionali, leader nell’agricoltura biologica, con l’obiettivo di avere a disposizione una certificazione accettata in tutti i principali mercati. Il GOTS prevede il rilascio di una dichiarazione ambientale, verificata da una parte terza, che attesti innanzitutto il contenuto di fibre naturali da agricoltura biologica dei prodotti, sia finiti che intermedi.

 

Oggetto di valutazione e verifica sono poi il mantenimento della tracciabilità lungo l’intero processo produttivo, le restrizioni nell’uso dei prodotti chimici ed il rispetto di criteri sociali ed ambientali in tutte le fasi della filiera produttiva, dalla raccolta in campo delle fibre naturali alle successive fasi manifatturiere, fino all’etichettatura del prodotto finito. Possono ottenere la certificazione GOTS i prodotti tessili, le attività manifatturiere e i prodotti chimici per l’industria tessile.

 

 

I requisiti per la certificazione

I passaggi per ottenere la certificazione sono gli stessi: valutazione preliminare, verifica ispettiva, emissione del certificato di conformità e sorveglianza annuale. Il GOTS deve garantire che i prodotti – non solo abbigliamento, ma anche assorbenti, salviette struccanti, biancheria per la casa, bambole e pupazzi, materassi e altri accessori - contengano almeno il 70% di fibre naturali provenienti da agricoltura biologica.

 

Inoltre, in base al GOTS, le attività manifatturiere, come la tintura o la stampa, devono essere fornite da operatori che hanno adottato modelli e procedure gestionali conformi ai requisiti richiesti. Anche i prodotti chimici utilizzati nella lavorazione dell’industria tessile devono essere conformi ai requisiti, conformità da verificare attraverso le caratteristiche tossicologiche ed eco-tossicologiche.

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