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Cosa prevede Strade aperte, il progetto per ridurre l’uso delle auto Tipico tram per le vie di Milano - Credit: iStock
GREEN 22 maggio 2020

Cosa prevede Strade aperte, il progetto per ridurre l’uso delle auto

di Melissa Viri

Strade aperte è un progetto lanciato dal Comune di Milano e riguarda la mobilità sostenibile

Con l'arrivo della fase 2, con mezzi pubblici che viaggiano a capacità ridotta, è necessario scoraggiare l'uso delle auto e puntare su aree pedonali e piste ciclabili.

 

Ecco cosa ha studiato Milano per poter ridurre le emissioni inquinanti e garantire la vivibilità della città.

Il progetto

Strade aperte è un progetto rivolto alla mobilità attiva e sostenibile. L’obiettivo è di incentivare l’uso di mezzi alternativi alle auto e a quelli pubblici. Si basa sulla promozione di servizi come car sharing e bici. Il tutto è finalizzato ad evitare che si formi traffico in città e che le emissioni inquinanti diventino eccessive e, quindi, anche dannose.

 

A fare il tifo per questa iniziativa ci sono diversi ambientalisti tra cui la famosa Greta Thunberg che, con un tweet, ha espresso il suo entusiasmo l'iniziativa.

 

Strade aperte, però, non è solo un modello da seguire in Italia. Infatti tutto il mondo sta guardando con attenzione ai risultati che dovrebbe raggiungere Milano in questo periodo.

 

L’ex commissario per i trasporti della città di New York, Janette Sadik-Khan, ad esempio, ha dichiarato quanto Milano sia avanti rispetto ad altre metropoli mondiali e che la mobilità sostenibile, in questa fase, deve essere una molla per attuare un nuovo modello di mobilità quasi a zero emissioni.

 

Grazie a Strade aperte, infatti, è possibile ripensare alle strade della città, non più destinate solo alle auto ma anche alle persone. Queste ultime, infatti, potrebbero muoversi in maggiore sicurezza, senza produrre inquinamento.

 

Anche il Regno Unito si sta adeguando a tali innovazioni. A Brighton il lungomare ora è aperto solo ai pedoni. A Londra, invece, è stato ridotto l’utilizzo delle auto per incentivare aree di shopping comuni con distanziamento sociale.

Come evitare la paralisi circolatoria

Milano, durante il lockdown, ha riscontrato una riduzione dell’inquinamento pari al 75%. Il traffico delle auto è diminuito e la produzione industriale anche, quindi, meno emissioni inquinanti e maggiore qualità dell’aria.

 

Con l’arrivo della fase due, però, l’emergenza ambientale è dietro l’angolo. Per questo motivo è importante puntare tutto su un piano di trasporti sostenibile. Si inizierà dalle aree centrali come corso Buenos Aires, dove sono state ricavate piste ciclabili e aree pedonali. Vi sono, inoltre, zone con percorrenza lenta delle auto con un massimo 30 km/h.

 

L’assessore all’urbanistica, Pierfrancesco Maran, ha dichiarato che per mesi o almeno per un anno, ci sarà una nuova normalità a cui bisognerà adeguarsi e, quindi, questa è l'occasione per poter ripensare e garantire, un futuro a Milano.

 

Chiaramente è bene dire che la rivoluzione della mobilità sarà realtà quando l’energia prodotta sarà pulita e affidata a fonti rinnovabili.

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