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Cosa sono gli orti condivisi

Due donne che lavorano un orto- Credit: iStock

GREEN20 gennaio 2022

Cosa sono gli orti condivisi

di Melissa Viri

Nati negli Stati Uniti, gli orti condivisi si stanno diffondendo in tutto il mondo.

Gli orti condivisi rappresentano una pratica nata negli Stati Uniti e diffusasi successivamente in Francia, Svezia e Olanda. Anche in Italia negli ultimi anni queste realtà si stanno moltiplicando. Gli orti condivisi si sviluppano da iniziative di alcuni gruppi di cittadini che si prendono cura gratuitamente di aree verdi urbane, coltivandole e in alcuni casi riqualificandole. Gli orti condivisi sono spazi, terreni e aree verdi provate o pubbliche di cui una comunità di persone (più o meno piccola) ottiene il permesso di curare, mantenere e coltivare per semplice passione. Questa comunità non è proprietaria di fatto dell'orto, ma se ne occupa, assicurandone la manutenzione ordinaria e il decoro. Spesso non è prevista alcuna spesa, in altri casi la comunità paga un piccolo affitto per il terreno.


Spazi di aggregazione e condivisione

Gli orti sono detti condivisi perché la comunità che se ne occupa ne condivide la cura. Si tratta di gruppi eterogenei di persone che abitano nella stessa città, cerchie di amici, famiglie oppure residenti nello stesso quartiere che decidono di dedicare il proprio tempo libero a questa attività. Gli orti condivisi diventano occasioni di interazione, aggregazione, scambi e condivisione, oltre a rappresentare una pratica di utilità pubblica. Infatti questa esperienza non è soltanto uno svago, un hobby o la possibilità di svolgere un'attività sana e soddisfare il proprio amore per la cura delle piante, ma ha anche ottimi effetti sociali. Da un lato è un'attività all'aria aperta che dà molte soddisfazioni, dall'altro è una buona pratica anti-stress, migliorando il benessere psico-fisico.


Gli orti condivisi in Italia

In Italia gli orti condivisi non sono una realtà molto diffusa, tuttavia ci sono Regioni più attive in questo settore. In particolare, hanno svolto e svolgono un'attività di promozione il Veneto, l'Emilia Romagna, la Valle d’Aosta e il Friuli Venezia Giulia, che vedono gli orti urbani come un mezzo per il miglioramento della sostenibilità urbana. In secondo luogo è bene ricordare che in genere gli orti condivisi sono realizzati da gruppi di famiglie dello stesso quartiere oppure piccole associazioni, tuttavia si sono fatti promotori di questa attività anche le scuole e alcune aziende. Le prime coinvolgono in questa pratica gli insegnanti, gli studenti e le loro famiglie, le seconde i propri dipendenti.