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VIDEO Costruzioni ecologiche e certificazioni, quali servono
Vita sostenibile - Credit: iStock
GREEN

Costruzioni ecologiche e certificazioni, quali servono

di Maura Corrado

LEED, EMAS, ISO, Ecolabel e CasaClima: ecco come ottenere il “bollino di sostenibilità”

Le green building – o case ecologiche – sono sempre più una realtà nel panorama edilizio italiano.

L’elenco dei materiali (mattoni, vernici, ecc.) e delle tecniche costruttive che trovano impiego nel campo dell’architettura sostenibile e della bioedilizia si fa sempre più lungo. Diventa così importante, per non cadere in confusione e per accertare che i materiali e le tecniche utilizzate siano, da un lato rispettosi dell’ambiente e, dall’altro, sicuri e collaudati, disporre di una serie di certificazioni. Quali sono le verifiche necessarie nel campo della bioedilizia?

LEED

Leadership in Energy and Environmental Design (LEED) è un sistema di classificazione dell’efficienza energetica e sostenibilità ambientale degli edifici, sviluppata negli Stati Uniti nel 1998 dallo U.S. Green Building Council. È tra le certificazioni più rilevanti, a livello internazionale, dell’impronta ecologica per le costruzioni. Ad oggi più di 150mila progetti sono stati sottoposti a valutazione e oltre 85.000 edifici sono stati certificati, in 40 diversi Paesi. In molti studi di architettura e ingegneria sono presenti professionisti accreditati LEED che seguono da vicino sia la fase di progettazione che quella di costruzione degli edifici. 

Come funziona

LEED è un sistema di certificazione su base volontaria. È uno standard adottato soprattutto da chi intende promuovere le caratteristiche di un edificio dal punto di vista energetico e ambientale. La certificazione è strutturata attraverso quattro livelli di valutazione: valutazione preliminare iniziale (pre-assessment), fase progettuale, fase di costruzione (cantiere) e certificazione finale. Il raggiungimento di un livello avviene attraverso un meccanismo di valutazione a punti. Più l’edificio è a basso impatto ambientale, più crediti LEED ottiene l’edificio. I quattro livelli sono: Certificato LEED (meno di 50 punti), LEED Argento (più di 50 punti), LEED Oro (più di 60 punti) e LEED Platino (più di 80 punti). 

EMAS

Anche la certificazione Eco-Management and Audit Scheme (EMAS) viene richiesta su base volontaria. È uno strumento rivolto sia ad aziende private che agli enti pubblici. Proposta in ambito europeo e istituita per la prima volta nel 1993, viene periodicamente aggiornata attraverso delle revisioni. L’obiettivo principale del sistema di ecogestione e audit EMAS è incoraggiare imprese e organizzazioni a perfezionare costantemente le proprie performance ambientali. Come? Attraverso un utilizzo più efficiente delle risorse naturali, la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, una minore produzione di rifiuti (attraverso riciclo e riutilizzo), l’applicazione delle forniture pubbliche verdi e la promozione della mobilità sostenibile. 

Differenze tra EMAS e ISO 14001

EMAS è una certificazione piuttosto generica e non legata esclusivamente al settore edilizio. Nel campo delle costruzioni si applica, ad esempio, alle aziende che producono case prefabbricate, moduli isolanti e altri materiali costruttivi ad alta efficienza energetica. La certificazione EMAS ha validità triennale, anche se è previsto l'aggiornamento annuale dei dati della dichiarazione ambientale. Al termine dei tre anni è possibile rinnovare la pratica, seguendo l'iter prestabilito (analisi ambientale, adozione di un sistema di gestione ambientale, audit, ecc.). In alcuni casi si fa confusione tra EMAS e un’altra certificazione legata alle prestazioni ambientali, la ISO 14001. 

I vantaggi di un sistema di gestione ambientale

Mentre EMAS è recepita a livello comunitario – anche se la sua validità viene riconosciuta anche in molte organizzazioni al di fuori dell’Unione Europea - la certificazione ISO 14001 ha valenza internazionale. Quest'ultima, inoltre, è di tipo privatistico e viene rilasciata all'intera azienda. L'EMAS, invece, viene attribuita da un organismo pubblico e può essere conferita anche a un singolo sito o ad una singola divisione aziendale. Gli esperti, comunque, concordano sul fatto che adottare un sistema di gestione ambientale può offrire diversi vantaggi ad un’impresa impegnata nella realizzazione di case ecologiche: conformità alla normativa vigente; un maggiore controllo dei processi; la riduzione dei costi legati alla produzione e gestione dei rifiuti; il miglioramento delle relazioni con le istituzioni; il miglioramento dell'immagine aziendale; il coinvolgimento dei lavoratori sulle tematiche ambientali.

Ecolabel

La certificazione Ecolabel UE è molto conosciuta dai consumatori europei. È un marchio registrato e viene utilizzato per certificare i prodotti e i servizi a basso impatto ambientale offerti dalle aziende. La certificazione può essere richiesta, su base volontaria, da qualsiasi impresa operante in uno dei Paesi dell’Unione Europea. L’azienda che vuole ottenere la certificazione per un suo prodotto o servizio, deve dimostrare di rispettare i criteri ecologici per la categoria interessata.

 

Più nel dettaglio, l’incidenza dei prodotti sull’ambiente deve essere valutata in base a: contenimento dei consumi di risorse naturali e dispendio energetico; contenimento dei consumi di materie prime; riduzione delle emissioni inquinanti nell’aria, nell’acqua e nel suolo; riduzione della produzione di rifiuti e promozione del loro riutilizzo; riduzione dell’inquinamento acustico; ottimizzazione della durata in uso dei prodotti. 

Le prove tecniche 

Il settore edilizio è diventato un mercato fondamentale per l’economia circolare e le certificazioni sono sempre più importanti. È possibile richiedere la certificazione Ecolabel per diverse categorie di prodotti per le costruzioni, come mattoni e piastrelle, adesivi e vernici per interni, ecc. La documentazione deve essere inviata al Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit. Quest’ultimo la trasferisce poi all’ISPRA, che verificherà, con prove tecniche e di laboratorio, la conformità ai criteri ecologici per il prodotto o servizio che l’azienda intende certificare. 

Agenzia CasaClima

Tra le certificazioni ambientali più conosciute nel campo della bioedilizia, c’è infine CasaClima. Questa certificazione viene assegnata solo in seguito ad una serie di indagini e valutazioni che vanno dalla costruzione fino al termine del ciclo di vita del prodotto (smaltimento/riciclo/recupero). La certificazione applica il metodo Life Cycle Assessment, in accordo alle norme ISO 14040. L’iter di certificazione prevede controlli in ufficio del progetto, sopralluoghi in cantiere con audit energetico e verifica della documentazione finale.

 

Al termine dell’iter, oltre alla certificazione, viene consegnata una targhetta da apporre in maniera visibile sull’edificio. Di recente è stato sviluppato un protocollo, che completa la certificazione CasaClima, dedicato proprio alla sostenibilità e che prevede, tra gli indicatori da rispettare: l’impatto ambientale dei materiali utilizzati nella costruzione, l’uso efficiente delle risorse idriche, i provvedimenti adottati per la protezione da gas radon, l’utilizzo della luce naturale e il comfort acustico.

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