TimGate
header.weather.state

Oggi 14 agosto 2022 - Aggiornato alle 09:00

Un bambino tiene in mano un bruco- Credit: iStock

ANIMALI29 giugno 2022

Curiosità che non conosci sul bruco

di Melissa Viri

L'animale simbolo della metamorfosi.

Il bruco, al pari di tutti gli esseri viventi, ha bisogno di difendersi dagli altri. Un animale così piccolo non può certo approfittare delle tradizionali tecniche di lotta tipiche per esempio dei grandi mammiferi, ma sfrutta alcune dotazioni naturali che meritano di essere conosciute.

 

I bruchi tendono a cambiare colore con il fine di mimetizzarsi tra le foglie e il terreno circostante, oppure possono contare sulla cospicua presenza di spine o peli urticanti sul loro corpo, come nel caso della famosa processionaria, molto pericolosa per i cani e altri animali domestici che nel caso possono contrarre infezioni incurabili.


 

La metamorfosi del bruco

Non si può evitare di nominare la metamorfosi parlando dei bruchi. Quest'ultimi nascono dalle uova deposte dalla farfalla e vanno incontro a un cambiamento sostanziale del loro corpo durante la vita. Grazie alla metamorfosi i bruchi subiscono una muta del rivestimento esterno e si trasformano in crisalidi, uno stadio intermedio del processo che avviene all'interno di un ulteriore guscio protettivo, il bozzolo. Il successivo passaggio consisterà nella trasformazione definitiva del bruco in farfalla, un insetto completamente differente quindi da quello che ne ha dato i natali.


 

Il bruco dai tentacoli esplosivi

Nella foresta amazzonica peruviana vive un bruco molto particolare le cui sembianze ricordano un semplice ramoscello. Questo animale ha la particolarità di essere dotato di alcune protuberanze poco visibili che sono in grado di avvertire il pericolo o la potenziale presenza di predatori nelle vicinanze. Dal momento che ciò accade il bruco sfoggia alcuni veri e propri tentacoli che per tale ragione si dicono esplosivi. Insomma, non parliamo di un animale in grado di simulare una deflagrazione, ma di una difesa naturale resa evidente dalla comparsa di questa sorta di piccole antenne, un poco come la lumaca ritrae le sue innanzi agli ostacoli.


 

Il bruco che mangia la plastica

La larva della tarma della cera detta scientificamente Galleria Mellonella è un parassita che, per una volta, non danneggia l'umanità ma contribuisce più che attivamente nel salvaguardare l'ecosistema. La scoperta è avvenuta per puro caso a causa di una temporanea soluzione adottata da un'apicoltrice italiana nel 2017, la quale mise in una busta di plastica i bruchi rimossi dagli alveari con il fine di disinfestare le arnie. In breve tempo i sacchetti che contenevano gli animali si sono riempiti di fori e tramite indagini successive è stato scoperto che le tarme in oggetto sono effettivamente in grado di eliminare la plastica, un materiale tutt'ora riconosciuto come indistruttibile.