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Delivery sostenibile: come ordinare cibo a domicilio in modo sostenibile Una ragazza riceve la spesa a domicilio - Credit: iStock
GREEN 18 giugno 2021

Delivery sostenibile: come ordinare cibo a domicilio in modo sostenibile

di Maura Corrado

Dalla guida di Just Eat e LifeGate alle nuove piattaforme etiche e supertecnologiche: ecco come unire gusto, comodità e rispetto dell’ambiente.

Il food delivery – pizza, sushi e panini ordinati online e consegnati a domicilio - è una comodità di cui non possiamo più fare a meno.

Ma quanto impatta sull’ambiente e sul benessere dei lavoratori?

 

C’è una crescente consapevolezza su questo tema, da parte dei consumatori italiani.

L’indagine di Just Eat

Lo conferma, ad esempio, un’indagine effettuata qualche mese fa da Just Eat – una delle principali società di delivery presenti in Italia – tra i propri clienti.

 

Cosa è emerso? Tra i 12mila utenti intervistati, il 74% si è dichiarato attento a non sprecare cibo quando acquista online, riflettendo sulle quantità da ordinare in base al numero di persone presenti. Il 33%, poi, ha dichiarato di ordinare dai ristoranti più vicini per ridurre l’impatto ambientale e sostenere le piccole realtà locali.

 

Il 32% dei clienti non usa posate o piatti di plastica (32%). Non manca chi beve l'acqua del rubinetto e non in bottiglie di plastica (29%), chi ordina da ristoranti che utilizzano confezioni eco-friendly (28%) e da piattaforme che adottano comportamenti sostenibili (28%).

La guida con LifeGate

Oltre ai risultati di questa indagine, Just Eat ha diffuso una guida sul food delivery sostenibile in collaborazione con LifeGate. La guida contiene una serie di buone pratiche che ciascuno di noi può usare come riferimento prima di ordinare. Il primo fattore da tener presente è la mobilità sostenibile.

 

È preferibile affidarsi alle società che usano mezzi non inquinanti per le consegne, come bici e scooter elettrici, per evitare emissioni inquinanti nell’atmosfera. Un’altra raccomandazione, per evitare di produrre inutilmente rifiuti, è utilizzare, se possibile, le posate (cucchiaio, forchetta, ecc.) e i condimenti che si hanno in casa.

 

In molte app, infatti, nel riepilogo dell’ordine è presente un apposito spazio per inserire delle note: puoi specificare di non volere le posate monouso e le bustine di olio, aceto, ecc.

Gli altri consigli

Proseguendo, la guida suggerisce di bere l’acqua del rubinetto, per chi consuma il pasto in casa, o di acquistare una borraccia riutilizzabile, per chi ordina dall’ufficio.

 

Seguendo questo consiglio, sarà possibile limitare la quantità di rifiuti in plastica, che in alcuni casi non viene raccolta e smaltita correttamente. Se avanza qualcosa o se hai ordinato del cibo in eccesso, niente paura.

 

Ci sono alcuni accorgimenti anti-spreco da adottare. Ad esempio, puoi imparare a cucinare utilizzando scarti e avanzi. La guida suggerisce, come esempi, due ricette. La prima è Riso saltato zenzero e verdure, per riciclare con gusto il riso bianco avanzato da una cena orientale. La seconda è Vellutata con croste di pizza croccanti, per utilizzare in maniera creativa il cornicione della pizza.

La raccolta differenziata

La parte finale della guida è dedicata alla raccolta differenziata, con le indicazioni per il corretto smaltimento delle confezioni degli alimenti più ordinati. Il cartone della pizza, ad esempio, se è pulito va nel cartone.

 

Se è molto sporco di cibo, va nell’umido o nell’indifferenziato (dipende dal Comune). I contenitori in polistirolo per gli hamburger devono essere gettati nella plastica, se poco sporchi, o nell’indifferenziato, se molto sporchi di cibo.

 

Le vaschette di alluminio per il cibo orientale vanno nella plastica, se poco unte, o nell’indifferenziato, se sono presenti residui di cibo impossibili da eliminare. Le vaschette in polistirolo per il gelato vanno gettate nella plastica. Le vaschette in pet per il sushi, infine, vanno nella plastica, se pulite, o nell’indifferenziato, se molto sporche.

 

Per eliminare i residui e smaltire correttamente le vaschette, sia in plastica che in alluminio, il più delle volte è sufficiente sciacquarle con un po’ d’acqua.

Le nuove piattaforme

Il food delivery etico e sostenibile è la mission di due nuove piattaforme attive soprattutto nelle grandi città: Giusta e Blok. La prima, Giusta, è sostenibile innanzitutto per il ristoratore, con una commissione richiesta tra le più basse del mercato - il 15% - comprensiva di marketplace e senza fee di ingresso.

 

I rider (cioè i fattorini che consegnano le pietanze a domicilio) sono tutti regolarmente assunti, con contratto logistico. L’app adotta un sistema intelligente per ottimizzare i percorsi di consegna. È previsto l'utilizzo on demand di scooter elettrici e l'impiego delle più avanzate tecnologie per garantire la perfetta conservazione dei cibi.

 

L'inviolabilità delle confezioni è garantita da un'etichetta antimanomissione. Infine, la tracciabilità in blockchain delle informazioni sull'ordine è fruibile dall’utente, inquadrando il QR code riportato sulla confezione.

Blok

Blok – Mercato Online è stata fondata da due manager con esperienze in Glovo, Uber e Deliveroo. Al momento è la prima startup, in Italia, che si propone di offrire un servizio di spesa tramite app con consegna garantita entro dieci minuti dall’ordine. Il servizio si basa su una rete di magazzini di quartiere, con una squadra di rider e di magazzinieri regolarmente assunti e una flotta di bici elettriche di proprietà per le consegne a domicilio.

 

Blok compra i prodotti direttamente dai fornitori e li rivende, tramite la sua applicazione, allo stesso prezzo del supermercato.

Alfonsino

Infine, c’è un servizio di food delivery sostenibile che opera soprattutto nelle piccole città, spesso “trascurate” dai colossi del settore. È Alfonsino, startup nata nel 2016 dall’intuizione di tre giovani casertani. È possibile ordinare online - via chat su Facebook Messenger o attraverso la classica app - e ricevere il proprio pasto in trenta minuti.

 

Alfonsino nasce per offrire un approccio più “umano” e più vicino alle esigenze sia degli abitanti delle piccole città che dei ristoratori, categoria duramente colpita dalla pandemia da Covid-19. I rider sono tutti regolarmente assunti dall’azienda: percepiscono un fisso per il turno coperto più una retribuzione per ogni consegna effettuata.

 

Obiettivo della startup è assumere 3.000 nuovi collaboratori entro la fine del 2022, per un totale di 3.700 rider su tutto il territorio nazionale. L’azienda, infine, ha adottato 60mila api e offre la possibilità di adottare un alveare anche agli utenti dell’app, offrendo uno sconto del 10%.

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