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Eco cemento: che cos'è e quali caratteristiche ha il cemento sostenibile Un muro con del verde - Credit: iStock
GREEN 20 ottobre 2021

Eco cemento: che cos'è e quali caratteristiche ha il cemento sostenibile

di Maura Corrado

Nella definizione di cemento green rientrano le diverse alternative, oggi disponibili, per sostituire cemento classico, calcestruzzo e amianto.

Cemento e calcestruzzo sono tra i materiali edili ancora protagonisti del mondo delle costruzioni.

In passato c’era anche l’amianto. Gradualmente, però, questi materiali stanno facendo spazio ad alternative più ecologiche e meno dannose per l’uomo. Scopriamo quali sono.

 

 

Il fibrocemento ecologico

Iniziamo dal fibrocemento ecologico, alternativa green all’amianto, prodotto, quest’ultimo, messo al bando dal 1992 a causa del suo evidente effetto cancerogeno. Il fibrocemento è un materiale edile ottenuto miscelando cemento e altri materiali come acqua, cellulosa e fibre (naturali e sintetiche). L’impasto così ottenuto è caratterizzato da un’elevata resistenza alla trazione e da una buona resistenza alle sollecitazioni meccaniche. La composizione del fibrocemento ecologico è più complessa di quella dell’amianto, poiché una lastra di fibrocemento si ottiene dalla stratificazione di più pannelli tra loro. Oggi il fibrocemento trova largo impiego nel settore edile, in particolare nella realizzazione di coperture per tetti, rivestimenti esterni, comignoli, tubazioni e canali di scolo. Per realizzare dei muri portanti con il fibrocemento ecologico, invece, sono necessarie tutte le autorizzazioni imposte dalla legge (a rilasciarle è il Servizio Tecnico Centrale del Ministero dei Lavori Pubblici). I manufatti realizzati con questa mescola presentano una notevole resistenza alla corrosione, alla temperatura, all’usura e risultano anche più leggeri.

 

 

Come è nato il fibrocemento

Il brevetto del fibrocemento risale a più di un secolo fa, più precisamente al 1901, e porta la firma dell’ingegnere austriaco Ludwig Hatschek. Successivamente, lo svizzero Alois Steinmann ne acquisì i diritti di produzione e fondò la Schweizerische Eternitwerke AG a Niederurnen. Studi e sviluppi nati sulla scia di questa tradizione hanno successivamente dato vita alla produzione del fibrocemento ecologico. Il fibrocemento viene definito ecologico non solo per l’assenza di amianto (quindi non nuoce alla salute), ma anche per il fatto che si tratta di un materiale la cui produzione è a basso impatto energetico. Il processo produttivo, inoltre, consente la completa riciclabilità dei materiali nella fase di smaltimento del prodotto a fine vita. Il fibrocemento ecologico dura in media quindici anni e, oltre alle proprietà già descritte, presenta altri vantaggi. A differenza dell’amianto, il fibrocemento è più resistente alla flessione e agli urti, caratteristiche che si rivelano utili soprattutto durante la posa e la manutenzione. E ancora: contribuisce a ridurre la formazione di condense e a drenare l’umidità in eccesso. Resiste bene alle intemperie e all’aggressione delle piogge acide. Non meno importanti, infine, le proprietà fonoassorbenti e di isolamento termico.

 

 

Il cemento sostenibile

Passiamo al cemento, termine con il quale molti indicano ancora sia il calcestruzzo che il cemento armato. Se il cemento fosse un Paese, sarebbe il terzo emettitore globale di anidride carbonica, subito dopo Cina e Stati Uniti. Nonostante l’attuale disponibilità di metodi meno energivori per produrlo, ogni tonnellata di cemento immessa sul mercato genera dai 510 ai 712 kg di anidride carbonica: decisamente troppi. Individuare delle alternative meno inquinanti diventa dunque un imperativo. Tra queste, ad esempio, c’è il cemento sostenibile prodotto dalla startup americana Solidia, in collaborazione con la Rutgers University. L’azienda è in grado di ridurre le emissioni di CO2 del 70%, rilasciate durante la lavorazione, grazie ad una nuova “ricetta” che prevede un uso maggiore di argilla e una riduzione del calcare. Le temperature per far avvenire le reazioni non superano mai i 240 gradi Celsius. Il materiale così ottenuto è più economico e ha prestazioni simili al cemento convenzionale “Portland”, sia in termini di durabilità che di resistenza a compressione e deformazione.

 

 

Gli altri progetti

Un'altra tipologia di cemento ecologico arriva dal Canada e ha già permesso di salvare 100mila tonnellate di CO2 in pochi anni di produzione. La tecnologia dell’azienda CarbonCure sembra fantascienza, eppure è già realtà. Sfrutta, infatti, la mineralizzazione della CO2, in base alla quale un getto di anidride carbonica viene iniettato nella miscela di cemento in lavorazione, per poi reagire con gli ioni Calcio contenuti nel conglomerato e formare, in questo modo, un minerale dalle dimensioni nanometriche: il carbonato di calcio (CaCO3). Quest’ultimo viene inglobato nel cemento solido con la conseguenza, da un lato, di perfezionarne le prestazioni e, dall’altro, di eliminare la CO2 proveniente da altri processi industriali, invece di crearne di nuova come sottoprodotto.

 

 

CarbiCrete

Un’altra azienda canadese, CarbiCrete, sfrutta un meccanismo simile: inietta anidride carbonica nella miscela che costituirà poi il calcestruzzo. A differenza del metodo precedente, però, in questo caso si elimina completamente il cemento come legante, legante che viene invece ottenuto da un sottoprodotto della lavorazione dell’acciaio, chiamato steel slag. Gli slag sono scorie da fonderia simili al vetro: i suoi costituenti principali sono ossidi di metallo e biossidi di silicio. Con questo procedimento è possibile risparmiare 2 kg di CO2 per ogni blocco di calcestruzzo realizzato, mentre un ulteriore kg viene iniettato e “sequestrato” nel materiale stesso. In conclusione, l’impronta ecologica del cemento di CarbiCrete è ridotta al minimo.

 

 

L’eco cemento per i complementi d’arredo

Infine, un altro materiale, l’eco-cemento, si sta affermando tra le finiture per rivestire il bagno e i complementi d’arredo. È un composto naturale a base di leganti inerti, resine e acqua, altamente personalizzabile, che aderisce perfettamente sia alle superfici verticali che a quelle orizzontali. Viene definito ecologico in quanto privo di cementi, di resine epossidiche e altre sostanze tossiche per l’uomo e per l’ambiente. Dunque, è un materiale innovativo ed eco-friendly al tempo stesso. Inoltre, l’eco-cemento possiede delle qualità che lo rendono perfetto per l’ambiente bagno. È impermeabile e traspirante: non lascia passare l’acqua, mentre il vapore sì. È resistente ma flessibile, il che lo rende un materiale ideale per realizzare superfici continue, prive di giunzioni. Di conseguenza, il mobile è più igienico, in quanto limita l’accumularsi della sporcizia. L’eco-cemento presenta una superficie porosa, ma continua, che non richiede una manutenzione particolare. Per le abituali pulizie di casa è raccomandato l’uso di un panno in microfibra abbinato a detergenti delicati o eco-bio.

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