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Ecomattoni: che cosa sono e di quali materiali sono fatti

Un uomo lavora con i mattoni- Credit: iStock

GREEN11 dicembre 2021

Ecomattoni: che cosa sono e di quali materiali sono fatti

di Maura Corrado

L’offerta di mattoni ecologici è sempre più ampia. Possono essere a base di latte, funghi, plastica riciclata, canapa e vecchi detriti.

Il mondo dell’edilizia diventa, di anno in anno, sempre più green. La rivoluzione ecologica, nel settore delle costruzioni, è fatta di tecniche e materiali che consentono di ottenere edifici a basso impatto ambientali e più salubri per chi li abita. Una delle novità eco-friendly è rappresentata dagli eco-mattoni (o mattoni ecologici). Scopriamo di cosa si tratta.

 

 

Le caratteristiche dei mattoni ecologici

Gli ecomattoni sono ottenuti utilizzando – in tutto o in parte – prodotti di scarto o sostanze di origine vegetale. Affinché possano essere concretamente utilizzabili nel settore delle costruzioni, gli ecomattoni devono possedere alcune proprietà: fisiche, meccaniche e commerciali. Per questo vengono sottoposti a numerosi test. Gli ecomattoni che hanno superato questi test, ad esempio, hanno dimostrato di apportare diversi vantaggi, tra cui: la capacità di isolare efficacemente l’abitazione da freddo, calore, rumore e umidità; varie forme di risparmio (energetico, economico, minor impiego di risorse per realizzarli, ecc.); facilità di smaltimento a fine vita. Di solito sono anche più leggeri: di conseguenza, si riducono i tempi di costruzione e lo sforzo fisico che i lavoratori devono compiere. I progetti che si sono succeduti negli ultimi anni, per la messa a punto di nuovi ecomattoni, sono davvero numerosi. Alcuni hanno avuto successo, altri no. Ecco i più importanti.

 

 

Gli ecomattoni in plastica riciclata

L’iniziativa più recente, in ordine di tempo, arriva dall’Indonesia. Le bottiglie di plastica rappresentano attualmente una delle principali cause dell’inquinamento a livello mondiale. Un impianto di riciclaggio a Bohrok è riuscito a trasformarle in una vera e propria risorsa: degli eco-mattoni per costruire le abitazioni. Come è possibile? È semplice: i lavoratori della struttura indonesiana raccolgono rifiuti, ripulendo così strade e fiumi e, successivamente, riempiono le bottiglie con della plastica “morbida”. Il prodotto finale viene incastonato nel cemento. Questa attività di riciclo “creativo” ha aperto la possibilità, a molte persone economicamente svantaggiate, di costruire delle case sostenibili e resistenti. Le abitazioni realizzate con questo tipo di eco-mattoni offrono diversi vantaggi: sono ben coibentate, riducono le emissioni di CO2 e rappresentano un’alternativa economica alle case costruite solo con il cemento o con i mattoni tradizionali.

 

 

I mattoni a base di funghi

Un altro progetto è in corso di studio presso la Columbia Graduate School of Architecture, Planning and Preservation. Si tratta di ecomattoni ottenuti combinando il micelio con rifiuti agricoli. Ignifughi, resistenti, capaci di autoriparazioni e durevoli: in un futuro non molto lontano, i funghi potrebbero sostituire (almeno in parte) il cemento nell'ambito della realizzazione di mattoni, vista la loro capacità di autoripararsi e le ridotte emissioni di carbonio e sostanze inquinanti. Inoltre, gli ecomattoni a base di funghi potrebbero biodegradarsi molto più facilmente in seguito alla demolizione di un edificio. Pubblicata su Horizon, il magazine della Commissione Europea su ricerca e innovazione, questa ipotesi è stata formulata nei mesi scorsi dagli esperti della Columbia Graduate School of Architecture, che hanno ideato un modo per utilizzare i funghi come materiale da costruzione rispettoso dell'ambiente. Nel dettaglio, il team di ricercatori ha combinato il micelio con rifiuti agricoli come paglia o scarti del mais, coltivando il composto per circa due settimane, un tempo sufficiente per colonizzare la paglia. Il composto viene poi riscaldato o trattato chimicamente per uccidere il fungo. Il risultato finale è molto simile a un mattone tradizionale, ma è costituito da solo materiale organico.

 

 

Gli ecomattoni a base di latte

Milk Brick è una startup innovativa con sede in Sardegna. Recupera il latte di scarto dell’industria casearia e della Gdo, trasformandolo in nuova materia prima da utilizzare nella produzione di centinaia di prodotti per l’industria edilizia in calcestruzzo, a impatto idrico zero. Tra i prodotti per l’edilizia a base di latte, ci sono: mattoni isolanti termici; manufatti prefabbricati in calcestruzzo; conglomerati; malte premiscelate in fibra di latte. Gli ecomattoni contengono la ‘fibra di latte’, una sostanza biologica che assorbe l’umidità per poi rilasciarla rapidamente in termoregolazione. Possiede importanti caratteristiche di isolamento termico ed è altamente traspirante e antibatterico. I milk brick possono essere utilizzati come mattoni da costruzione oppure da rivestimento, per realizzare murature isolate termicamente. L’azienda utilizza il 100% del latte recuperato, senza generare scarti di produzione. A fine vita, inoltre, gli ecomattoni possono essere recuperati per ricreare sempre lo stesso prodotto, attuando così un ciclo di vita continuo.

 

 

Gli ecomattoni in canapa e calce

Canaplock è un ecomattone composto da materie prime e additivi naturali come la calce e il canapulo (legno di canapa). Si tratta di un materiale isolante massiccio che combina proprietà di isolamento e massa termica (conducibilità e inerzia termica). Durante il processo produttivo, ha bassa energia incorporata e capacità di assorbire CO2 dall’atmosfera. Ha tutte le qualità richieste da un materiale da costruzione in linea con lo sviluppo sostenibile. L’ecomattone in canapa e calce attualmente in commercio viene utilizzato in tutte le costruzioni di muratura isolante esterna e interna, in abbinamento ad un telaio portante in calcestruzzo, acciaio o legno. Quali vantaggi offre? Numerosi: isola dal freddo e dal caldo; riduce muffe e condense grazie all’elevata traspirabilità; resiste al fuoco e al gelo; assorbe e rilascia l’umidità in eccesso; migliora il comfort acustico, grazie al suo potere fonoassorbente; è ideale per la costruzione in zone sismiche; è riciclabile e biodegradabile.

 

 

Ecomattoni da riciclo dei detriti

Una ulteriore categoria di ecomattoni è infine quella ottenuta attraverso il riciclo dei detriti da edifici appena demoliti. Il progetto è della startup fiorentina Catalyst, che persegue i principi di architettura sostenibile proprio attraverso il riciclo e il riutilizzo dei materiali derivanti dalla demolizione di vecchi edifici. I detriti vengono raccolti sul posto e, attraverso un innovativo sistema di produzione, trasformati in nuovi mattoni da riutilizzare immediatamente. Un ottimo esempio di economia circolare che favorisce il risparmio energetico ed evita le emissioni del CO2 generate da lavorazione e trasporto. Catalyst utilizza un approccio minimalista, attento al contenimento del consumo di suolo. Utilizza materiali ecologici e produce a chilometro zero.