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Energie rinnovabili, quali sono le più utilizzate in Italia Impianto di energia solare - Credit: iStock
GREEN 1 giugno 2021

Energie rinnovabili, quali sono le più utilizzate in Italia

di Maura Corrado

Ecco le fonti rinnovabili che hanno consentito all’Italia di raggiungere gli obiettivi europei

L’utilizzo di energia da fonti rinnovabili ha un’importanza fondamentale quando parliamo di green economy e del raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità fissati a livello internazionale.

A che punto siamo in Italia? È il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) a descrivere con accuratezza, attraverso numeri e percentuali, il quadro di radicale trasformazione che ha interessato il nostro Paese negli ultimi anni. 

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Gli obiettivi europei

Va subito detto, ad esempio, che l’Italia ha raggiunto con largo anticipo gli obiettivi europei sulle fonti rinnovabili fissati per il 2020. Già nel 2018, infatti, la produzione energetica in modalità green ha coperto il 17,8% dei consumi finali, evidenziando due punti percentuali in più rispetto al 2017 e quattro rispetto al 2016. Un dato superiore all’obiettivo del 17% di impiego di fonti rinnovabili nei consumi energetici complessivi, assegnato all’Italia dall’Unione Europea per il 2020. Nel dettaglio, ecco cosa dicono i report diffusi nei mesi scorsi dal Gestore dei Servizi Energetici, con dati definitivi aggiornati al 2018 e le prime stime relative al 2020.

Le fonti rinnovabili e i consumi in Italia 

A fine 2018 le fonti rinnovabili di energia (FER) hanno confermato la propria funzione di rilievo nel panorama energetico italiano, trovando un impiego sempre più diffuso per la produzione di energia elettrica (settore elettrico), per il raffrescamento e per il riscaldamento (settore termico) e come biocarburanti utilizzati nel settore dei trasporti. Per quanto riguarda il 2020, sulla base dei dati preliminari disponibili, il GES stima invece che i consumi energetici da fonti rinnovabili possano essersi attestati sui 21,5 Mega TEP: un dato che induce a valutare una percentuale di consumi soddisfatti mediante energie rinnovabili intorno al 20% del totale. 

Il settore elettrico

Nel settore elettrico, più specificamente, nel 2018 la produzione lorda di energia elettrica da fonti rinnovabili, pari a 114,4 TWh, rappresentava il 39,5% della produzione complessiva di energia elettrica in Italia. La fonte che garantiva il contributo principale alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili era quella idroelettrica (43% della produzione complessiva, in notevole aumento rispetto al 35% del 2017), seguita da solare (20%), bioenergie (17%), eolica (15%) e geotermia (5%). Per quanto riguarda la distribuzione regionale degli impianti fotovoltaici, le prime tre regioni per presenza di impianti, nel 2018, erano Lombardia (15,2%), Veneto (13,9%) ed Emilia-Romagna (10,4%). In coda alla classifica, invece, si posizionavano Basilicata (1%) e Molise (0,5%).

Fonti rinnovabili, settore termico e trasporti

Nel 2018 il 19,2% dei consumi energetici nel settore del riscaldamento proveniva da fonti rinnovabili. La fonte rinnovabile principale nel settore termico è la biomassa solida (poco meno di 7 Mega Tep, senza considerare la frazione biodegradabile dei rifiuti), utilizzata soprattutto in ambito domestico, sotto forma di legna da ardere o pellet. Assumono un certo rilievo anche le pompe di calore. Tra le altre fonti, nell’anno preso in considerazione, è stato rilevato un aumento nell’impiego della fonte solare catturata da collettori solari termici (+4,6%). Nel settore trasporti, infine, l’immissione in consumo di biocarburanti (biodiesel, benzine bio), nel 2018, è stato pari a 1,4 milioni di tonnellate, per un contenuto energetico di 1,25 Mega Tep (+17,9% rispetto al 2017 se si applicano i criteri di calcolo fissati in ambito europeo).

Il 2020

Il Gestore dei Servizi Energetici stima che, nel 2020, l’energia da fonti rinnovabili e i risparmi energetici incentivati in varie forme abbiano evitato l’emissione in atmosfera di 42 milioni di tonnellate di anidride carbonica e il consumo di 109 milioni di barili di petrolio. Inoltre, per quanto riguarda l’ammontare delle risorse destinate alla promozione della sostenibilità, sempre per il 2020, si calcola un controvalore economico di 15,2 miliardi di euro: nel dettaglio, 11,9 miliardi per l’incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili; 1,1 miliardi riconducibili all’efficienza energetica e alle rinnovabili termiche, un miliardo per i biocarburanti e 1,3 miliardi riconducibili ai proventi derivanti dall’ETS (Emissions Trading Scheme).

Il conto termico e gli incentivi fiscali

Negli ultimi anni gli incentivi fiscali per il raggiungimento dell’efficienza energetica hanno avuto – e hanno tuttora - un ruolo importante nella promozione dell’utilizzo di energia da fonti rinnovabili. Per quanto riguarda la promozione dell’efficienza energetica attraverso il Conto Termico, nel 2020 sono pervenute al GSE 113.498 domande (in linea con quelle pervenute nel 2019), corrispondenti a richieste di incentivi per un totale di 451 milioni di euro. Prevalgono le richieste relative ai generatori a biomassa (55% degli interventi) seguiti da pompe di calore, in forte aumento rispetto al passato, e dagli impianti solari termici.

L’idrogeno pulito

In tema di energia da fonti rinnovabili, la comunità scientifica e tecnologica guarda già al futuro. Per gli anni a venire, in Italia e in Europa, si punta sull’idrogeno. Questo combustibile non si trova da solo in natura e, per produrlo, è necessario il contributo di un altro tipo di energia. L’idrogeno viene dunque considerato un vettore energetico e non una fonte energetica, come ad esempio quella solare o eolica. Solo il cosiddetto “idrogeno verde” è davvero a impatto zero: si ottiene separandolo dall’acqua con un processo di elettrolisi alimentato da energia rinnovabile. Quindi è senza emissioni inquinanti e non è previsto il consumo di preziose risorse naturali. 

La strategia europea

La “Strategia per l’idrogeno” mira a favorire la decarbonizzazione dell’industria, dei trasporti, della produzione di energia elettrica e dell’edilizia in tutta Europa, Italia compresa. Attualmente la priorità è sviluppare l’idrogeno rinnovabile, prodotto usando principalmente energia eolica e solare. Per questo, è richiesta una transizione graduale con un approccio in più fasi. Tra il 2020 e il 2024 sarà supportata l’installazione, negli Stati membri dell’UE, di almeno 6 GW di elettrolizzatori e la produzione fino a un milione di tonnellate di idrogeno rinnovabile. Tra il 2025 e il 2030 l’idrogeno dovrà entrare a pieno titolo nel sistema energetico integrato degli Stati europei, inclusa l’Italia.

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