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Formula E: le monoposto a zero impatto

Macchine monoposto in gara- Credit: Pexels

MOBILITÀ06 luglio 2022

Formula E: le monoposto a zero impatto

di Maura Corrado

Sempre più green e performanti, ma senza sacrificare lo spettacolo.

La Formula E è il primo campionato mondiale che ha come protagoniste le monoposto elettriche. Conosciuta con la denominazione ufficiale di ABB FIA Formula E World Championship, la Formula E ha l’obiettivo di promuovere la mobilità sostenibile, ponendo i veicoli elettrici al centro del percorso di transizione ecologica che riguarderà tutto e tutti, per un futuro migliore e più pulito.

 

Dalla gara di esordio, avvenuta nel 2014 al Parco olimpico di Pechino, la Formula E è cresciuta negli anni, fino a diventare un brand dell’entertainment apprezzato a livello internazionale, in grado di attrarre piloti di talento e squadre che non hanno nulla da invidiare al tradizionale campionato di Formula 1.

 

 

Storia ed evoluzione delle monoposto di Formula E

Va subito detto che le monoposto di Formula E sono oggetto di una continua evoluzione – nel design, nelle tecnologie disponibili e quindi nelle prestazioni finali - legata innanzitutto allo sviluppo di batterie e sistemi elettronici. Durante la prima stagione di gare, nel 2014, tutte le auto - realizzate da un’azienda italiana, la Dallara di Parma - erano tutte perfettamente identiche, sia all'esterno (carrozzeria e telaio) che all'interno (motore e batteria).

 

A partire dal secondo anno di gara, invece, a team e costruttori è stata concessa la libertà di progettare e realizzare singoli differenti componenti come inverter, motore, cambio e sospensione posteriore. La svolta è arrivata nella terza stagione, con l'arrivo della scenografica maxi ala anteriore e un'aerodinamica del tutto rivisitata. C'è stato anche un aumento del 50% della capacità nella frenata rigenerativa. Nella stagione successiva, poi, c'è stato un aumento aggiuntivo di potenza pari a 10 kW: da 170 kW a 180 kW.

 

 

Le caratteristiche principali delle attuali monoposto di Formula E 

Le vetture di Formula E hanno un gruppo motopropulsore composto da un invertitore, un motore e una trasmissione. L’invertitore riceve l’energia elettrica creata dalla batteria e la converte da corrente continua (DC) a corrente alternata (AC), corrente utilizzata dal motore per innescare la rotazione delle ruote.

 

Come abbiamo già detto, di stagione in stagione le vetture diventano più performanti. Attualmente le monoposto elettriche riescono a raggiungere una velocità massima di 280 km/h. Dotate di 250 kW di potenza (corrispondenti a 340 cavalli di una monoposto con motore endotermico), sono in grado di passare da 0 a 100 km/h in 2,8 secondi. Più nello specifico, la potenza massima è definita dal regolamento del campionato: 250 kW per le qualifiche, 200 kW in gara.

 

 

Le misure

Per quanto riguarda, invece, le misure delle vetture, la lunghezza è di 5,16 metri mentre la larghezza è di 1,77 metri. La batteria pesa 385 kg e si ricarica del tutto in meno di un’ora. La monoposto pesa complessivamente (pilota incluso) all’incirca 900 kg. La batteria rappresenta il cuore pulsante dell'auto: è posizionata dietro il pilota ed è integrata nel telaio. Ciò significa che la sostituzione della batteria in tempi rapidi – ad oggi - non è possibile durante la gara. Infine, tutte le monoposto di Formula E utilizzano gli stessi pneumatici Michelin, con cerchi da 18 pollici e scanalature.

 

L’abitacolo di una monoposto di Formula E è piuttosto stretto. Si guida con due soli pedali - acceleratore e freno - che però richiedono molta forza. Il volante consente di gestire una serie di configurazioni attraverso il display e una complessa rete di pulsanti. Anche in Formula E, infine, è stato introdotto l’Halo, il dispositivo di sicurezza che ha un ruolo fondamentale nel salvare il pilota in caso di incidenti. Per gestire tutti questi dispositivi, che consentono alle monoposto di formula E di funzionare correttamente, è necessario un software.

 

Ogni scuderia sviluppa il proprio e può essere un fattore determinante per la corsa al titolo. Sotto questo aspetto, il budget di ogni singolo team può fare la differenza. Per rendere la competizione più equa, il regolamento ha fissato un costo massimo per ogni monoposto, che include tutte le parti standard del telaio e del motore. Questo costo massimo al momento non può superare gli 817.300 euro.

 

 

La terza generazione di monoposto elettriche

Quelle attualmente impegnate nel campionato di Formula E sono vetture “Gen2”, cioè di seconda generazione. Le vetture Gen2, ad esempio, hanno una maggiore autonomia rispetto a quelle di prima generazione, grazie a una nuova batteria che fornisce quasi il doppio della capacità di energia (da 28 kWh a 54 kWh). I piloti, dunque, ora possono completare l'intera gara senza la necessità di effettuare il pit stop per il cambio auto, come invece avveniva in passato.

 

Un elemento, questo, che rende le competizioni di formula E più spettacolari. La buona notizia è che nei prossimi mesi debutteranno le monoposto elettriche di terza generazione. Le nuove vetture Gen3 avranno un nuovo propulsore anteriore, che aggiungerà 250 kW ai 350 kW di potenza già erogata da quello posteriore, raddoppiando così la capacità per un totale di 600 kW. Quindi la velocità massima raggiungerà, dai 280 km/h attuali, i 320 km/h, con un rapporto peso-potenza due volte più efficiente rispetto a un tradizionale motore a combustione interna. Non solo: il 40% dell’energia utilizzata in gara verrà generata attraverso la frenata rigenerativa.

 

 

Formula E e Formula 1 

L’ABB FIA Formula E Championship è il primo campionato sportivo carbon neutral fin dalla sua istituzione: durante le stagioni delle corse elettriche (dal 2014 ad oggi), la Formula E ha infatti investito in diversi programmi internazionali di certificazione ambientale. Inoltre, è stata indetta una gara per compensare le emissioni inquinanti generate. Seguendo questo modello, anche la classica Formula 1 si appresta a diventare più eco-friendly. Già nel 2019, infatti, è stato annunciato l’obiettivo di diventare carbon neutral entro il 2030.

La transizione ecologica, in questo caso, dovrebbe avvenire, ad esempio, attraverso l’introduzione di biocarburanti e sfruttando il più possibile la modalità da remoto per lo svolgimento delle riunioni, diminuendo così il più possibile viaggi e spostamenti - con tutto l’impatto ambientale che comportano – non indispensabili.