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Giornata della Terra: perché le foreste sono il nostro «antivirus»

Foresta- Credit: iStock

GREEN09 maggio 2020

Giornata della Terra: perché le foreste sono il nostro «antivirus»

di Melissa Viri

Il nostro benessere ;dipende dall’ambiente. Ecco perché proteggere la Terra aiuta anche la nostra salute

Alla luce dell’emergenza Coronavirus è importante ristabilire degli equilibri che, forse, si sono persi nel tempo. Ecco il parere degli esperti in materia.

L'equilibrio fragile tra uomo e animale

Si dice che quando si abbattono gli alberi si va a toccare un ecosistema che da solo funziona perfettamente. Viene compromessa la fauna e i germi si alzano e vengono trasportati con la polvere prodotta dall’abbattimento. A dirlo è David Quammen che, nel suo saggio narrativo chiamato Spillover, denuncia l’opera dell’uomo come sconsiderata e pericolosa anche per se stesso.

 

Queste parole sono tornate oggi sulla bocca di tutti e a confermare questa tendenza è anche il report emesso da WWF Italia. All’interno di questo si sottolinea come il Coronavirus possa dipendere anche dall’impatto umano sulla natura e dalla distruzione degli habitat naturali di diverse specie animali. Come si può capire si tratta di un circolo vizioso.

 

Marvo Galaverni, direttore scientifico di WWF Italia e naturalista, ha spiegato che l’origine del Coronavirus è animale e a portarlo all’uomo è stata una specie di pipistrello selvatico che vive nel sud est asiatico. Ma come è arrivato all’uomo? Semplicemente grazie al commercio clandestino di animali selvatici. Questo particolare ha messo in contatto l’uomo e l’animale selvatico, compiendo il cosiddetto "salto di specie".

I mercati abusivi di animali selvatici

In Cina e non solo, il commercio di animali selvatici è florido e negli anni è stato fatto ben poco per limitarlo. Questi arrivano in condizioni igieniche pietose e vengono posti su dei banchi a stretto contatto con il pubblico, quindi, tutti sono in pericolo. Perciò, grazie a queste pratiche, la diffusione è stata veloce e capillare.

 

Si può dire, quindi, che così come per la Sars, Ebola, Hiv e Mers, c’è stato il salto di specie e ciò dipende dalla rottura di alcuni equilibri tra animali e uomo. Tale situazione viene chiamata scientificamente come spillover.

L’esperienza che non insegna

Alla luce delle passate epidemie, sicuramente meno gravi rispetto a quella del Covid-19, si può dire che l’uomo non ha ancora imparato a rispettare un ordine naturale delle cose.

 

Bisogna sempre ricordare che la salute umana dipende proprio dalla natura e dalla Terra che ospita tutti. Questo deve essere considerato come un legame stretto da non rompere. Solo così ogni essere vivente può fare la sua parte nel mondo senza nuocere a nessuno.

Come evitare altri problemi futuri?

Di sicuro la pandemia ci può insegnare tanto. Prima di tutto è importante cambiare il proprio stile di vita e ciò potrà essere positivo per tutti. Quindi è necessario fare scelte green nella propria vita, non affidarsi al mercato nero di bestiame, acquistare da filiere controllate e sostenibili, ridurre le emissioni che sono nocive per il pianeta e prendere le giuste decisioni con le istituzioni.