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Hydrogen Valley Italia: i progetti e dove si trovano Macchinario per la produzione di idrogeno - Credit: iStock
GREEN 25 ottobre 2021

Hydrogen Valley Italia: i progetti e dove si trovano

di Maura Corrado

Da Nord a Sud, si moltiplicano le iniziative per favorire la ricerca e l’applicazione concreta delle tecnologie legate all’idrogeno.

La transizione ecologica italiana e globale passa anche attraverso la diffusione delle tecnologie legate all’idrogeno.

Lo scorso anno la Commissione Europea ha pubblicato la strategia sull’idrogeno e ha inserito la produzione sostenibile di H2 tra le priorità di investimento all’interno del piano Next Generation EU. L’Italia, nell’ambito del Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza (PNRR), ha stanziato nei mesi scorsi 3,2 miliardi di euro per la ricerca, la sperimentazione, la produzione e l’utilizzo di idrogeno.

Le applicazioni future dell’idrogeno

Da diversi mesi a questa parte si parla spesso di una “Hydrogen Valley” italiana. L’espressione Hydrogen Valley viene utilizzata per definire quegli ecosistemi che includono sia la produzione che il consumo di questo combustibile, combinando ricerca, usi civili e industriali, mobilità sostenibile. I numerosi progetti da concretizzare si basano sulle future applicazioni dell’elemento H2, in settori molto importanti sia per l’economia che per la vita quotidiana dei cittadini. Quali sono queste applicazioni future? Non ci sono solo le auto a idrogeno FCEV (Fuel Cell Electric Vehicle), che si aggiungeranno – o sostituiranno – alle attuali auto elettriche a batteria. Utilizzare idrogeno per produrre acciaio, ad esempio, ridurrebbe senza dubbio l’intensità di carbonio. 

Idrogeno grigio e verde

Un altro processo industriale in cui l’idrogeno porterebbe grandi benefici, in termini di abbattimento delle emissioni nocive, è quello della produzione di bicarbonato. Molte navi, in futuro, verranno alimentate ad idrogeno e lo stesso discorso varrà per i voli a lungo raggio. L’idrogeno, dunque, sarà sempre più importante. In particolare, l’idrogeno verde. Attualmente, infatti, buona parte dell’idrogeno prodotto ogni anno viene estratto da fonti fossili attraverso processi di steam reforming, water-gas shift e gassificazione del carbone. L’obiettivo, per gli anni a venire, è di eliminare gradualmente questa quota di idrogeno, definito “grigio”, trasformandola tutta in idrogeno green, ovvero prodotto tramite elettrolisi.

Hydrogen Valley: il progetto Enea

Ad oggi il progetto più importante di Hydrogen Valley italiana è quello ideato dall’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile). Grazie ad un investimento da 14 milioni di euro, nascerà a Casaccia, alle porte di Roma, il primo incubatore tecnologico nazionale per lo sviluppo della filiera dell’idrogeno. Il progetto coinvolgerà istituti di ricerca, università, associazioni e imprese, con l’obiettivo di favorire la transizione energetica e la decarbonizzazione. Si tratta di una piattaforma polifunzionale dedicata esclusivamente a ricerca e innovazione in materia di idrogeno, per colmare in tempi brevi il gap tra progetti di laboratorio e scala industriale. La filiera dell’idrogeno va dalla produzione alla distribuzione, dall’accumulo all’utilizzo, come materia prima per la realizzazione di combustibili green e come vettore energetico, il cui impiego contribuirà a ridurre le emissioni di anidride carbonica nella mobilità, nell’industria, nella generazione di energia e nel residenziale.

I dettagli dell’iniziativa

La piattaforma di ricerca Enea darà il via alla sperimentazione di nuove tecnologie per la produzione di idrogeno, come l’utilizzo dei rifiuti (biomasse residuali) e l’impiego del calore rinnovabile a media-alta temperatura, ottenuto da impianti solari a concentrazione. All’interno dell’incubatore, inoltre, verrà utilizzato idrogeno puro e in miscela con gas naturale per la produzione di energia elettrica. Non meno importante, la realizzazione di una stazione di rifornimento per veicoli a idrogeno, come bus, automobili e mezzi per la movimentazione delle merci in uso all’interno del Centro Ricerche Enea, con l’obiettivo di dimostrare concretamente il contributo di questo combustibile alla decarbonizzazione dell’intero settore mobilità.

Le Hydrogen Valley del Nord Italia

Il progetto messo appunto da Enea non è l’unico sul territorio nazionale. Altre Hydrogen Valley, infatti, sorgeranno in altre aree del Paese, sia a Nord che a Sud. Iniziamo dal Nord, con un progetto nato sull’esempio dell’iLint, il primo treno passeggeri al mondo alimentato esclusivamente a idrogeno, sperimentato con successo in Francia e in Germania. In Valcamonica, in particolare sulla linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo, un anno fa è stato lanciato il progetto H2iseO, che prevede l’acquisto di sei treni alimentati a idrogeno. Questi treni, a partire dal 2023, presteranno servizio sulla tratta della valle, sostituendo le attuali automotrici a diesel. 

Le tappe

Il primo impianto di produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno verrà realizzato da FNM (proprietaria di Trenord) a Iseo tra quest’anno e il 2023. Sorgerà nell’area del deposito di Trenord dove attualmente viene effettuato il rifornimento dei treni diesel. Sarà un impianto a idrogeno blu, ottenuto da metano e biometano con cattura e stoccaggio della CO2 prodotta. Entro il 2025, poi, dovrebbero sorgere altri centri di produzione, questa volta per mezzo dell’elettrolisi, quindi l’idrogeno diventerà verde. All’attuazione del progetto contribuiranno diverse aziende, come A2A, Snam, Enel Green Power, ecc.

Le Hydrogen Valley del Sud Italia

Anche alcune realtà del Sud Italia sono già impegnate nella transizione all’idrogeno, anche in considerazione della posizione strategica nel più ampio contesto del Mediterraneo. Iniziamo dalla Puglia, regione che già oggi tra le più virtuose per la diffusione delle fonti rinnovabili, in particolare eolico e fotovoltaico. A Brindisi, Taranto e Cerignola (Foggia) sorgeranno, infatti, tre impianti di produzione di idrogeno verde. Il progetto è stato denominato “Puglia Green Hydrogen Valley”, in seguito al memorandum di intesa firmato da Edison e Snam con Saipem e Alboran Hydrogen. Secondo le previsioni iniziali, a regime le tre strutture potranno creare ogni anno fino a 300 milioni di metri cubi di idrogeno rinnovabile. L’idrogeno così prodotto arriverà all’industria anche attraverso l’iniezione del combustibile – o blending – nella rete gas locale di Snam e verrà inoltre impiegato per la mobilità sostenibile. 

Idrogeno in Sicilia

Infine, in Sicilia, la Regione punta alla creazione di un Centro nazionale di alta tecnologia per l’idrogeno ottenuto da elettrolisi, quindi green. Ciò avverrà attraverso la collaborazione tra ente Regione, università e aziende leader del settore. L’obiettivo è ambizioso: diventare un punto di riferimento per tutta l’area del Mediterraneo, favorendo l’incontro di domanda e offerta.

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