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I glitter sono ecosostenibili? La verità sul loro impatto ambientale

Una ragazza indossa un vestito con i glitter- Credit: iStock

IMPATTO AMBIENTALE10 agosto 2022

I glitter sono ecosostenibili? La verità sul loro impatto ambientale

di Maura Corrado

Quelli tradizionali hanno lo stesso impatto delle altre microplastiche.

Abiti, accessori, make up, pennarelli per le attività creative… Per decenni i glitter hanno reso la nostra vita meno grigia e più scintillante. Amati da tutti, grandi e piccini, da qualche anno sono finiti sotto i riflettori e, questa volta, non per il loro scintillio.

 

 

Glitter e microplastiche

I glitter, purtroppo, non sono sostenibili. Il loro impatto ambientale è potenzialmente devastante e contribuisce a dar vita al fenomeno delle microplastiche. I brillantini, infatti, non sono biodegradabili e possono impiegare letteralmente secoli per degradarsi del tutto. I glitter possono essere formati da microplastiche, cellulosa o mica, tutti materiali pericolosi per l'ambiente. Il più delle volte il materiale è costituito da plastica, creato con un film di poliestere e rivestito con alluminio e altra plastica. Una volta dispersi nell’ambiente, gli effetti si manifestano ovunque, in particolare nei fiumi e nei mari. Le microparticelle, infatti, si disperdono molto facilmente. Basta fare l’esempio di chi usa ogni giorno make up – ombretti, blush e lucidalabbra – con i glitter.

 

Ogni volta che ci si strucca, l'acqua trascina via i brillantini, che poi finiscono nello scarico e nelle fognature e, da lì, direttamente in fiumi, laghi e oceani, dove rimarranno per centinaia di anni, inquinando l’intero ecosistema marino. Le particelle incriminate, infatti, sono talmente piccole che sfuggono ai filtri degli impianti di depurazione delle acque. Il glitter non si può nemmeno riciclare, proprio perché è troppo piccolo per essere separato dagli altri rifiuti.

 

 

I rischi 

I frammenti di plastica sono legati tra loro con il polietilene tereftalato (PET), una sostanza da tenere sotto controllo in quanto, come evidenziano alcune ricerche, potrebbe compromettere il sistema endocrino e quindi avere degli effetti negativi, nel lungo periodo, per lo sviluppo riproduttivo, neurologico e immunitario della persona. Inoltre Robert Hale, un esperto di biologia marina, in passato ha dichiarato al New York Times che il colore e lo scintillio dei glitter potrebbe far pensare che siano presenti anche altri metalli o additivi dannosi per l’ambiente. Per i rischi legati all’uso dei glitter vale quanto già detto per le microsfere esfolianti non biodegradabili, già bandite da scrub e gommage proprio perché pericolose per gli ecosistemi.

 

E, soprattutto, per gli animali. Se ingeriti, infatti, glitter e microsfere esfolianti possono danneggiare l'apparato digerente degli animali a causa dei bordi appuntiti, oltre che causare delle ostruzioni interne. Sebbene non ci siano ancora sufficienti ricerche in merito, è anche possibile che i glitter penetrino nel suolo, finendo - più o meno direttamente – negli alimenti che mangiamo.

 

 

La ricerca inglese

Un team di ricercatori della Anglia Ruskin University (UK) ha spiegato, in uno studio pubblicato sul Journal of Hazardous Materials, come impatta il glitter presente su vestiti, accessori e make up. "Dopo 36 giorni – si legge nella ricerca - la presenza di glitter dimezzava la lunghezza delle radici delle lenticchie d'acqua (Lemna minor), mentre i livelli di clorofilla nell'acqua erano tre volte inferiori rispetto alle condizioni di controllo, indicando livelli ridotti di fitoplancton o microalghe". Il problema è che anche l'alternativa “sostenibile” al glitter tradizionale - cioè quelli descritti come biodegradabili e meno impattanti, con un ridotto contenuto di plastica - potrebbe creare potenzialmente gli stessi danni, dopo aver lavato gli abiti luccicanti in lavatrice o dopo un risciacquo del trucco.

 

Tra le versioni biodegradabili prese in esame dai ricercatori inglesi, ci sono ad esempio quelle formate da un nucleo di cellulosa rigenerata modificata (MRC), di solito ricavato dagli alberi di eucalipto e rivestita in alluminio (proprio per ottenere il desiderato effetto glitter) e altri strati sottili di plastica, oppure la cosiddetta "mica glitter" (dal nome del minerale utilizzato).

 

 

La lavatrice che cattura le microplastiche

Per cercare di tamponare il problema dell’inquinamento da microplastiche, si stanno testando alcune soluzioni, basate sulle nuove tecnologie disponibili. Una di queste è rappresentata dalle nuove lavatrici in grado di catturare le microplastiche. Un terzo delle microplastiche viene infatti rilasciato dal lavaggio in lavatrice dei nostri capi in fibre sintetiche (tra cui abiti e accessori con i glitter). Per questo, l’Unione Europea ha previsto che ogni nuova lavatrice, a partire dal 2025, debba essere dotata di un dispositivo di cattura delle microplastiche. Nelle scorse settimane Grundig, anticipando i tempi, ha già immesso sul mercato un modello in grado di bloccare fino al 90% delle pericolose microparticelle. La nuova lavatrice si chiama FiberCatcher, è già in vendita nel Regno Unito al prezzo di 449 sterline (540 euro), per il modello da 9 chili, e dispone di un filtro in grado proprio di trattenere le microplastiche. In dotazione vengono forniti due filtri, ciascuno della durata di sei mesi. Dopo il primo anno sarà possibile ordinare i ricambi (ad un costo contenuto), mentre l’azienda provvederà a smaltire correttamente i vecchi filtri.

 

 

I glitter sostenibili

Già nel 2020 alcune catene di supermercati e grandi magazzini, in Gran Bretagna, avevano bandito la vendita di prodotti natalizi con i glitter (addobbi, decorazioni, cartoline, ecc.). E sempre in Gran Bretagna, un team di ricercatori dell’Università di Cambridge ha creato un glitter totalmente sostenibile, non tossico, vegano e biodegradabile che ha ancora la stessa lucentezza dell’originale, con il vantaggio aggiuntivo di offrire sfumature che non sbiadiscono. Il nuovo glitter, presentato come eco-friendly, replica il modo in cui alcuni dei colori più brillanti in natura sono fatti, usando dei nano-cristalli di cellulosa che si trovano nei blocchi di costruzione delle pareti cellulari presenti nelle piante, nella frutta e nella verdura. Il materiale plant based può riflettere e piegare la luce per creare colori vividi, attraverso un processo chiamato colore strutturale. Si tratta dello stesso processo che ha creato i colori che si trovano sulle ali delle farfalle e sulle piume dei pavoni.

 

Secondo i ricercatori, il nuovo glitter non solo richiede meno energia per la sua produzione, ma offrirà tutto il divertimento del glitter tradizionale e le tonalità non sbiadiranno, per anni e anni. Per quanto riguarda l’impatto ambientale di questo nuovo prodotto, nel lungo periodo, sono necessari ulteriori studi.