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L'agricoltura biologica riduce le emissioni di CO2

GREEN05 luglio 2019

L'agricoltura biologica riduce le emissioni di CO2

L'agricoltura ;è altamente inquinante se non è biologica.

L'agricoltura consuma grandi quantità di suolo ed è altamente inquinante, almeno se realizzata con metodi intensivi ed industriali.
Il settore è responsabile del 24% delle emissioni globali di CO2.

Per invertire la tendenza basterebbe convertire alla coltivazione bio il 20% delle colture europee.

Agricoltura biologica ed emissioni di CO2

L'agricoltura industriale ed intensiva è estremamente inquinante, impoverisce il suolo, riduce le risorse ed emette oltre il 20% della CO2 globale.
Di fronte a cambiamenti climatici ormai impossibili da ignorare e ad una catastrofe ambientale sempre più vicina, è però possibile ridurre drasticamente le emissioni di CO2 del settore, semplicemente convertendone una parte al biologico.
Il bio infatti non utilizza pesticidi e rispetta la biodiversità, sia nelle colture che a livello di insetti e microrganismi del suolo.
In più le coltivazioni biologiche hanno delle emissioni ridotte di CO2.

Convertire l'agricoltura industriale in biologica

Convertire anche solo il 20% dell'agricoltura dell'Unione Europea in biologica permetterebbe di ridurre di ben 92 milioni di tonnellate di CO2 le emissioni annue del settore.
Si tratta di una quantità non indifferente, pari a quanto prodotto dall'intera Austria.
L'Organizzazione Meteorologica Mondiale ha calcolato che le aziende agricole bio consumano il 45% di energia in meno di quelle a regime intensivo, arrivando ad emettere il 40% di gas serra in meno.
I terreni coltivati con metodi biologici sono più ricchi di carbonio e sono in grado di trattenere meglio l'acqua, qualità importantissima nei momenti, sempre meno rari, di siccità.

I vantaggi delle coltivazioni bio

L'agricoltura biologica può rappresentare una valida alternativa alle monocolture intensive ed industriali, che impoveriscono l'ambiente e il terreno e, a causa dell'utilizzo massivo di pesticidi e diserbanti, sta contribuendo al declino globale degli insetti.
Fra questi ultimi stanno scomparendo in particolare gli impollinatori, essenziali per l'agricoltura stessa e soprattutto per le piante selvatiche.

A causa dello sfruttamento intensivo e dell'uso di prodotti chimici il suolo stesso tende ad impoverirsi ed inaridirsi, mentre le coltivazioni biologiche risultano più rispettose e sostenibili ad ogni livello. Convertire parte dell'agricoltura mondiale da intensiva a biologica permetterebbe di migliorare sensibilmente lo stato di salute dell'intero pianeta.

I danni dell'agricoltura intensiva

Sempre maggiori porzioni di terreno in ogni parte del mondo vengono convertite all'agricoltura intensiva e alle monocolture.
In questo modo foreste, prati ed interi ecosistemi vengono rasi al suolo per fare posto a coltivazioni che, invece di sostenere ed aiutare l'ambiente in cui sorgono, finiscono per danneggiarlo.
La conversione di queste immense industrie dell'agricoltura ad un regime biologico potrebbe salvare il pianeta dall'ormai imminente crisi climatica.