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L’università della California farà a meno degli investimenti nei combustibili fossili

Industria di combustibili fossili- Credit: iStock

GREEN14 dicembre 2019

L’università della California farà a meno degli investimenti nei combustibili fossili

di Melissa Viri

Stop agli investimenti in combustibili fossili da parte del ;sistema USA di ;atenei pubblici

Un'importante notizia è stata comunicata lo scorso 24 settembre dall’università della California.

Il più grande sistema USA si atenei pubblici ha deciso che non effettuerà più investimenti nei combustibili fossili come il carbone, etichettandoli come rischiosi, anche dal punto di vista dell’economia.

 

Il carbone ed il petrolio sono un rischio finanziario

La decisione che è stata presa dall’Università della California ha un peso importante in quanto la stessa università comprende 10 campus tra i quali spiccano quelli di Los Angeles, San Diego, Davis e Berkeley che vedono oltre 280mila studenti iscritti e che hanno un numero totale di persone che operano, tra staff organizzativo e docenti che tocca le 227mila unità.

Gli importi in gioco sono quindi molto rilevanti.

Il fondo pensioni dell’Università ad esempio, ha una disponibilità di circa 70 milioni di dollari da gestire, e molto cospicue, 13,4 milioni di dollari, sono anche le dotazioni finanziarie. Da entrambi i portafogli scompariranno le azioni delle aziende che lavorano nel settore dell’estrazione dei combustibili fossili.

Una variazione importante in quanto attualmente gli investimenti che l’Università della California ha in atto sono di circa 150 milioni di dollari, suddivisi tra duecento aziende che operano nel settore del gas, del petrolio e del carbone. L’elenco delle aziende che resteranno senza investimenti potrà però essere ancora più corposo, comprendendo altre aziende legate alle primarie.

In un editoriale che è stato pubblicato sul famoso quotidiano Los Angeles Times, con le firme dei responsabili delle politiche economiche dell’università, Richard Sherman e Jagdeep Singh, è stato asserito "Crediamo che dipendere dai combustibili fossili sia un rischio finanziario", facendo così capire che le motivazioni di questa scelta, oltre che legate all’ambiente sono perlopiù economiche.

Il taglio dei fondi alle aziende dei combustibili fossili è comune a tante università

Negli Stati Uniti e nel resto del mondo il movimento che punta a disinvestire nel settore dei combustibili fossili è molto pressante ed ha ottenuto ottimi risultati nel mondo accademico.

Nei mesi estivi ha aderito a questo movimento anche l’università britannica di Liverpool, che in precedenza investiva quasi 9 milioni di sterline nelle aziende del settore petrolio e carbone.

Nel mese di agosto scorso è stata la volta di una famosa università australiana, quella di Auckland, che ha messo in programma di raggiungere lo status di "fossil free" entro la fine del prossimo anno, partendo da un investimento di 224 milioni di dollari.

Altre università famose, come ad esempio Yale e Harvard non sono invece ancora comprese nell’elenco.