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La sicurezza alimentare, cos'è e come può aiutare il pianeta

Verdure fresche assortite su una tavola- Credit: iStock

ALIMENTAZIONE14 giugno 2022

La sicurezza alimentare, cos'è e come può aiutare il pianeta

di Maura Corrado

La sfida è garantire cibo sicuro e sostenibile per tutti.

La sicurezza alimentare è un tema di grande attualità, in particolare a causa della guerra in Ucraina e delle temute carenze di grano e altre materie prime fondamentali per l’alimentazione umana. 

 

 

Definizione di sicurezza alimentare

La sicurezza alimentare può essere definita in vari modi. Nella sua accezione più ampia, è intesa come la possibilità di garantire in modo costante e generalizzato acqua ed alimenti per soddisfare il fabbisogno energetico di cui l'organismo necessita per la sopravvivenza.

 

La definizione comunemente accettata, a livello internazionale, è quella elaborata durante il World Food Summit del 1996, secondo la quale essa descrive una situazione in cui “tutte le persone, in ogni momento, hanno accesso fisico, sociale ed economico ad alimenti sufficienti, sicuri e nutrienti che garantiscano le loro necessità e preferenze alimentari per condurre una vita attiva e sana”. Sotto l’aspetto strettamente sanitario, la sicurezza alimentare viene anche intesa come sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti e dei mangimi (food safety), nell'ottica di filiera integrata ambientale.

 

 

Da un raccolto all’altro

Sotto l’aspetto economico-sociale, nei casi in cui le condizioni di base della popolazione di un determinato territorio siano caratterizzate da forte rischio di denutrizione, per sicurezza alimentare si intendono in via primaria le misure in grado di assicurare la copertura delle esigenze delle popolazioni interessate da un raccolto all'altro, con un sufficiente livello di scorte per le evenienze negative.

 

Nei Paesi in cui il pericolo di carestie generalizzate è basso, le problematiche di sicurezza alimentare sono prevalentemente di tipo qualitativo (riguardano, cioè, l’igiene degli alimenti). Il concetto di sicurezza alimentare come possibilità di garantire cibo e acqua alle popolazioni è a sua volta collegato con quello di sovranità alimentare.

 

 

Lo scenario attuale

Gli eventi meteo estremi legati al fenomeno dei cambiamenti climatici, la pandemia da Covid 19 e la guerra in Ucraina hanno riportato sotto i riflettori questo tema di fondamentale importanza. Basti pensare che attualmente la sicurezza alimentare di circa 400 milioni di persone, in tutto il mondo, è messa in pericolo proprio dal blocco navale russo delle coste dell'Ucraina, che impedisce il transito delle navi cariche di rifornimenti.

 

L'Ucraina, infatti, è uno dei maggiori produttori mondiali di grano, olio di girasole, colza e mais, ma secondo la Commissaria europea per i Trasporti Adina Vălean quasi 40 milioni di tonnellate di grano sono attualmente bloccate nel Paese a causa dell’aggressione militare russa. Obiettivo dello sforzo diplomatico in corso – dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite - è aprire i porti di Odessa e del Mar Nero al più presto, per far passare le navi cariche di cibo e di materie prime.

 

Sarà comunque un’operazione non priva di difficoltà, visto che bisognerà sminare i porti e/o organizzare il trasporto del grano attraverso la rete ferroviaria europea. E bisognerà far presto, visto che tra poche settimane sarà pronto un nuovo raccolto. 

 

 

Rafforzare la sicurezza alimentare globale

Lo scorso settembre si è svolto a New York il Food Systems Summit, un evento organizzato dalle Nazioni Unite che ha avuto la sicurezza alimentare tra i suoi temi centrali. In quell’occasione, sono state individuate cinque aree d’azione fondamentali su cui i leader mondiali e le organizzazioni coinvolte dovranno concentrarsi per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Onu per il 2030: nutrire tutti gli abitanti della Terra; promuovere modalità di consumo sostenibili; incentivare l’adozione di sistemi di produzione che rispettino la natura e la biodiversità; sviluppare resilienza nei confronti dei disastri naturali e dei conflitti; migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle persone direttamente coinvolte nel settore alimentare.  

 

 

I dati ONU

Secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite, nel 2019 690 milioni di persone – l’8,9% della popolazione mondiale – non hanno avuto cibo a sufficienza. Il numero è cresciuto di 60 milioni negli ultimi anni e, se le tendenze attuali dovessero continuare, nel 2030 gli affamati saranno 840 milioni.

 

Sempre nel 2019, all’incirca 750 milioni di persone si trovavano in una situazione di insicurezza alimentare. “La malnutrizione, la fame e le carestie non sono forze della natura ma il risultato di azioni umane o della loro mancanza”, ha dichiarato il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres.

 

 

Una sfida da vincere

La crisi alimentare rappresenta un’importante sfida, sia per i Paesi industrializzati che per le economie emergenti. Sono necessari, ad esempio, forti investimenti in infrastrutture idriche, logistiche e digitali, indispensabili per superare limiti strutturali che rendono lento e difficile qualsiasi miglioramento delle performance in termini di produttività e sostenibilità. Occorrono poi maggiori investimenti congiunti, fra i vari Paesi, in ricerca e innovazione sui temi dell’energia, dell’agricoltura e dei sistemi idrici.

 

Nel programma 2021-27 per la cooperazione internazionale, l’Unione Europea lavorerà allo sviluppo della sostenibilità dei sistemi alimentari con circa 70 Paesi partner. Gli Stati Uniti, inoltre, stanzieranno oltre 5 miliardi di dollari, nei prossimi anni, per affrontare le minacce alla sicurezza alimentare e alla nutrizione in tutto il mondo.

 

 

Cibo sicuro e sostenibile

La sostenibilità alimentare rappresenta un modello responsabile, attraverso il quale garantire l’accesso alle risorse alimentari a tutta la popolazione mondiale, senza compromettere le condizioni del Pianeta. Oggi, alimentazione e sostenibilità ambientale sono due obiettivi essenziali di programmi di sviluppo ritenuti cruciali, come l’Agenda 2030 di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e le strategie agroalimentari dell’UE inserite nel Green Deal europeo.

 

Alimentazione sostenibile significa non solo garantire la sicurezza alimentare di tutte le persone a livello globale, ma anche promuovere soluzioni ecocompatibili per ridurre l’impatto ambientale e diminuire la carbon footprint (cioè l’impronta di carbonio che causa il surriscaldamento globale).

 

 

Qualche suggerimento

Se da un lato sono i governi e le organizzazioni internazionali a dover guidare il cambiamento nel campo della sostenibilità e della sicurezza alimentare, tutti noi possiamo compiere scelte responsabili ogni giorno, come quelle suggerite dalla FAO nel report Sustainable Diets and Biodiversity.

 

Ecco qualche consiglio: prediligere gli alimenti di origine vegetale e i prodotti biologici; preferire i prodotti a “km zero”; scegliere prodotti freschi e di stagione; ridurre il consumo di alimenti confezionati.