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Lago d'Aral in Uzbekistan oggi: un lago prosciugato Lago d'Aral - Credit: iStock
GREEN 24 settembre 2020

Lago d'Aral in Uzbekistan oggi: un lago prosciugato

di Melissa Viri

Fino a qualche anno fa il Lago d'Aral era il quarto bacino più grande del mondo

Dalla sua salute dipendeva l'economia di tutte le cittadine che si affacciavano sulle sue sponde, ma da quando si è in gran parte prosciugato la situazione è drammaticamente cambiata.

Non a caso l'ONU ha definito questo disastro ambientale tra i più gravi della storia.

La lenta scomparsa del Lago d'Aral

Il Lago d'Aral si trova tra il Kazakistan e l'Uzbekistan e in passato era un luogo spettacolare e ricco di fauna ittica, grazie alla quale si sostenevano i cittadini di città come Aralsk e Moynaq, dove le rive del lago erano assai prossime al centro abitato.

 

I tramonti oggi sono sempre splendidi ma il paesaggio è desolante, con i relitti di navi adagiati dove un tempo c'era solo acqua. Si stima che dal 1960, dunque nell'arco di 50 anni, la superficie del lago si sia ridotta del 75% con la perdita del 90% del volume dell'acqua: questi dati sono confermati dalle immagini fornite dalla Nasa, dove il lago si rivela ormai prosciugato.

 

Un tempo il Lago d'Aral era costantemente alimentato dai fiumi Amu Darya e Syr Darya ma, quando era sotto il controllo dell'Unione Sovietica, il loro corso è stato deviato per alimentare le piantagioni di cotone.

 

Questi campi poi si estendevano sempre più, mangiando terra anche utilizzando l'uso di diserbanti, le cui polveri sono state trascinate lontano dalle tempeste di sabbia, fino al Lago d'Aral. Il risultato è non solo la mancanza di acqua ma anche una distesa di sabbia avvelenata.

Un danno per tutti

Il disastro del Lgo d'Aral è a causa dell'uomo, in particolare della produzione e del commercio di cotone: l'Uzbekistan è il sesto produttore di cotone al mondo. Questo sviluppo ha peraltro anche un altro effetto, ovvero quello dello sfruttamento del lavoro minorile. Si pensi che in Uzbekistan i bambini abbandonano la scuola già a 7 anni per lavorare nelle piantagioni di cotone, per una paga davvero misera.

 

A risentire del prosciugamento del Lago d'Aral è anche il clima della zona: quando infatti il bacino era colmo di acqua, l'aria era umida e il caldo era mitigato dalla sua influenza. Adesso invece la poca acqua rimasta evapora in tempi brevissimi inaridendo ancora di più l'area circostante.

 

Gli ambientalisti vedono come unica soluzione per la salvezza del Lago d'Aral l'umidificazione della zona e un grande passo avanti è stato fatto dal Kazakistan con la costruzione di una diga nel 2005.

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