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Latte vegetale: qual è il migliore per tutelare l'ambiente

Latte vegetale- Credit: iStock

GREEN06 agosto 2021

Latte vegetale: qual è il migliore per tutelare l'ambiente

di Maura Corrado

Le bevande vegetali più sostenibili sono quelle a base di avena e di soia. Ecco cosa c’è da sapere

Il latte vegetale, nato come alternativa per gli intolleranti al lattosio e per i vegani, è sempre più presente sulle tavole degli italiani. In Italia circa 12 milioni di persone consumano bevande vegetali, per un totale annuo di circa 85 milioni di litri: un dato in crescita del 5% rispetto al 2016. Si tratta di una categoria di bevande apprezzata soprattutto da un pubblico di età compresa tra i 25 e i 54 anni, più femminile che maschile (58% donne) e con una fascia di reddito medio-alta (dati Nielsen). In base ad altre stime, il mercato italiano ha raggiunto un valore di 280 milioni di euro, con ulteriori prospettive di crescita per il futuro.

Latte vegetale vs latte vaccino

Non è in corso una “guerra”, è semplicemente una questione di scelte. Ricapitolando: il latte è un alimento di origine animale che si ottiene dalla mungitura dell’animale. Se non specificato in etichetta, si riferisce al latte vaccino, altrimenti può provenire da ovini, caprini o asina. Le bevande vegetali, invece, di solito si ottengono lavorando il cereale (riso, avena), il legume (soia) o la frutta secca (noci, nocciole, mandorle) e aggiungendo principalmente acqua.

 

I motivi che possono spingere ad un maggior consumo di bevande vegetali, in sostituzione del latte vaccino, sono diversi: dall’intolleranza al lattosio alla necessità di seguire un regime alimentare ipocalorico. Il latte vaccino intero ha infatti un contenuto calorico superiore a tutte le bevande vegetali, sempre se non vengono aggiunti zuccheri durante il processo produttivo. Per questo, è sempre preferibile scegliere il latte vegetale sugar free. Ci sono poi le preferenze legate al gusto e, soprattutto, le scelte di natura etica, come quelle legate al benessere degli animali e, più in generale, alla sostenibilità ambientale.

Quanto è sostenibile il latte vegetale?

Il latte vegetale è complessivamente più sostenibile di quello vaccino, considerando diversi parametri. Per quanto riguarda, ad esempio, le emissioni di gas serra, il latte vaccino ha un impatto triplo rispetto alle bevande vegetali. Per la produzione di latte di mucca, poi, è necessario un consumo di suolo nove volte superiore a quello richiesto per il latte vegetale. Infine, vanno considerati l’acidificazione, l’eutrofizzazione e il consumo d'acqua: quello del latte di mucca è dodici volte maggiore.

 

Passiamo in rassegna, adesso, i diversi tipi di latte vegetale in commercio, per capire qual è il prodotto con il minor impatto ambientale, basandoci sui risultati di uno studio di un gruppo di ricercatori dell’Università di Oxford, studio pubblicato nel 2018 sulla rivista Science e successivamente analizzato in un articolo sull’autorevole quotidiano britannico The Guardian.

Il latte d’avena

Il latte vegetale più sostenibile risulta ad oggi quello d’avena. Produrre un bicchiere di latte vaccino ogni giorno per un anno richiede 650 metri quadrati di terreno, l’equivalente di due campi da tennis: 10 volte di più di quanto non ne richieda la produzione di latte d’avena. Questa bevanda vegetale non ha ancora i problemi legati alla produzione su larga scala, dato che il suo consumo sta crescendo lentamente. Se è comunque vero che le coltivazioni possono essere intensive e che si utilizzano, soprattutto negli Stati Uniti, pesticidi tra cui il famigerato glifosato, per risolvere il problema è sufficiente acquistare bevande la cui avena è italiana e certificata biologica. Inoltre, il 90% della produzione globale di avena è destinato ai mangimi per animali: se alleviamo meno animali e usiamo l'avena per la produzione diretta di latte vegetale, ne basterà molta di meno di quella attualmente coltivata. Quello d'avena è un latte versatile in cucina, perché ha un sapore neutro, quindi si può utilizzare per ricette sia salate che dolci.

Il latte di soia

La regina indiscussa delle bevande vegetali, in Italia e nel mondo, è la soia, che solo nel nostro Paese rappresenta il 48% del mercato. Il successo del latte di soia si deve sia, per chi lo beve a casa, ai suoi valori nutrizionali, sia, per chi ama bere qualcosa al bar, al fatto che la sua concentrazione proteica consente di montare più facilmente i drink. Sono sempre di più, infatti, i baristi che usano il latte di soia come sostituto del latte vaccino per cappuccini e simili. Nella classifica di sostenibilità che emerge dallo studio, il latte di soia è al secondo posto. Anche se la soia viene spesso presa di mira dagli ambientalisti, vale quanto detto per il latte d’avena: la gran parte delle coltivazioni di questo legume è per i mangimi animali. Quindi, deviandola al consumo diretto per noi umani, ne occorrerà una quantità molto minore e, di conseguenza, si potranno liberare terreni e risparmiare risorse.

Il resto della classifica

Le bevande vegetali alla canapa e al lino sono ex-aequo al terzo posto in quanto a sostenibilità ambientale. Anche se hanno un buon contenuto nutrizionale, al momento sono meno diffuse e più costose. Segue il latte vegetale alle nocciole: senz'altro buono da consumare come bevanda, soprattutto se mescolato al latte di riso, ad oggi è ancora abbastanza costoso rispetto agli altri latti vegetali e poco versatile in cucina. Il quinto posto è occupato dal latte di riso: per la coltivazione del riso è infatti necessaria più acqua rispetto ad altri cereali. Il latte di mandorla fa parte da decenni della tradizione italiana, ma richiede molta acqua per la sua produzione, rispetto alle altre bevande vegetali.

 

Va anche considerato che è più calorico, più costoso e più ricco di zuccheri. Quindi è una buona bevanda da concedersi di tanto in tanto, più che un latte da utilizzare quotidianamente. Chiude la classifica di sostenibilità il latte di cocco, in quanto prodotto legato allo sfruttamento dei lavoratori e alla deforestazione. Sarebbe quindi preferibile scegliere il latte di cocco del commercio equo-solidale. Qualsiasi bevanda vegetale si scelga – evidenziano gli esperti intervistati dal Guardian - sarà comunque di gran lunga migliore rispetto al latte di mucca, in termini di sostenibilità ambientale.