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Lo smart working fa bene all'ambiente, dati e vantaggi Ragazzo che lavora in smart working - Credit: iStock
GREEN 19 aprile 2021

Lo smart working fa bene all'ambiente, dati e vantaggi

di Maura Corrado

Meno emissioni inquinanti, meno rifiuti. Lo smart working ha ridotto l’impatto ambientale delle nostre giornate

Ecco cifre e scenari tra presente e futuro.

 

Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo familiarizzato un po’ tutti con il concetto di smart working o lavoro agile.

Fino al 2019 il lavoro da remoto era riservato perlopiù a partite Iva e nomadi digitali. L’esplosione della pandemia da Covid-19 ha costretto tutti a riorganizzare le modalità di svolgimento delle proprie attività e ha rappresentato uno straordinario acceleratore di un processo – quello della digital disruption o rivoluzione digitale – che era già in atto anche in Italia, ma con tempi molto più lenti rispetto ad altri paesi, come gli Stati Uniti. 

L’impatto ambientale dello smart working

Liberi professionisti, dipendenti privati e della pubblica amministrazione, a partire da marzo 2020 hanno avuto la possibilità di lavorare stabilmente da casa o da un luogo a scelta, diverso dall’ufficio, con orari più o meno flessibili. La routine quotidiana, per molti di noi, è cambiata in maniera radicale. Niente più spostamenti in auto o in scooter, casa-ufficio e ufficio-casa. Niente più bottigliette di plastica da tenere sulla scrivania.

 

Qual è stato l’impatto ambientale di questi cambiamenti? Il mancato uso dell’automobile si è tradotto in un abbattimento delle emissioni (e dei rumori) inquinanti nell’aria. Quindi, meno inquinamento atmosferico e meno inquinamento acustico. Negli uffici i consumi per luce, acqua e riscaldamento sono calati notevolmente. Anche se, proprio per lo smart working, il consumo di energia è invece aumentato in ambito domestico. Infine, sono stati prodotti meno rifiuti. Basti pensare alle mancate pause caffè alla macchinetta: meno bottigliette d’acqua, meno bicchieri e meno palette di plastica. 

I dati dell’Enea

Nei mesi scorsi questo cambiamento di abitudini, salutare per l’ambiente, è stato tradotto in numeri dall’Enea. L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile ha infatti condotto uno studio che ha coinvolto 29 pubbliche amministrazioni e 5.500 lavoratori. È emerso che lo smart working è in grado di ridurre, in media, la mobilità quotidiana di circa un'ora e mezza a persona, per un totale di 46 milioni di chilometri evitati.

 

Tutto ciò equivale a un risparmio di quattro milioni di euro in mancato acquisto di carburante. In termini di emissioni, si parla di un taglio di ottomila tonnellate di CO2, di 1,75 tonnellate in meno di PM10 e 17,9 tonnellate in meno di ossidi di azoto. In base alle previsioni formulate da Enea, un impiego sempre più diffuso dello smart working consentirebbe, entro il 2030, il risparmio di oltre 3,53 miliardi di ore impiegate ogni anno per raggiungere il posto di lavoro.

L’analisi dell’AIE sull’impatto dello smart working

Questo cambiamento epocale ha coinvolto milioni di lavoratori in tutto il mondo. Durante il primo lockdown globale, si è verificato un calo tra il 50% e il 75% del traffico stradale in tutto il mondo. Nelle principali metropoli del mondo è stato rilevato un calo della congestione nelle ore di punta che va dal 65% al ​​95%. In futuro i vantaggi per l’ambiente potrebbero continuare ad essere notevoli ad ogni latitudine. Nei mesi scorsi è stata pubblicata un’interessante analisi effettuata dall’Agenzia internazionale per l’energia.

 

Analizzando i dati del mercato del lavoro e le tendenze dei pendolari, è venuto fuori che se tutti i lavoratori fossero in grado di lavorare da casa, in tutto il mondo, anche per un solo giorno alla settimana, in un anno si risparmierebbe all’incirca l’1% del consumo globale di petrolio per il trasporto di passeggeri su strada. Anche tenendo conto dell’aumento nel consumo di energia da parte delle famiglie, l’impatto complessivo sulle emissioni globali di anidride carbonica si tradurrebbe comunque in un declino annuale di 24 milioni di tonnellate (Mt). Cifra che equivale alla maggior parte delle emissioni annuali di CO2 dell’intera area metropolitana di Londra.

Il futuro dello smart working

Come si comporteranno le imprese al termine della pandemia? In base al Quick Survey Smart Working 2.0 realizzato nelle scorse settimane da Fondirigenti, più della metà delle aziende (54%) – tra le 15mila realtà imprenditoriali che hanno risposto al sondaggio - continuerà ad utilizzare lo smart working. In molti casi si ricorrerà alla settimana mista: metà in ufficio, per recuperare i rapporti sociali e l’interazione con il proprio gruppo di lavoro, e metà da remoto. La modalità “agile” riguarderà soprattutto il mondo dei servizi e della manifattura. Per far sì che il ricorso allo smart working diventi permanente, si punterà su innovazione e formazione. 

Le buone abitudine quotidiane

Secondo altre ricerche nazionali, resteranno in smart working tra i tre e cinque milioni di lavoratori. Rientri in questa categoria? Puoi adottare una serie di buone pratiche affinché la tua giornata lavorativa tra le mura domestiche sia non solo produttiva, ma anche a basso impatto ambientale. Innanzitutto, scegli un fornitore di energia 100% green, quindi un’azienda che compra l'elettricità da centrali eoliche, fotovoltaiche e idroelettriche. In questo modo, sempre più fornitori di energia saranno incentivati ad investire in soluzioni di produzione non inquinanti. Per rendere l’ambiente domestico più salutare e rasserenante, puoi tenere alcune piante nelle stanze in cui lavori. Le specie più indicate per migliorare la qualità dell’aria sono: dracena marginata, palma di bambù, ficus, aloe vera, pothos, edera, azalea, filodendro e spatifillo. 

Anche la casa diventa smart

Per lo smart working, utilizza dispositivi ad alta efficienza energetica per ridurre i consumi. Stesso discorso per le lampadine: l’illuminazione della nostra casa può corrispondere al 10-15% del consumo annuale di energia. Utilizzare lampadine a risparmio energetico (come le LED) può ridurre i consumi fino a un quarto del totale. Anche la gestione della casa diventa smart, infine, se usi le app giuste.

 

Con un sistema integrato di controllo, puoi ottenere un reale risparmio energetico e un’ottimizzazione di tempi e modalità di gestione per caldaia, frigorifero, climatizzatore, ecc. Se possiedi piccoli e grandi elettrodomestici per i quali non è previsto l’utilizzo di una app, tienili comunque sotto controllo, durante la giornata, per eliminare i consumi “nascosti” in modalità standby.

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