TimGate
header.weather.state

Oggi 12 agosto 2022 - Aggiornato alle 06:00

 /    /    /  Metano o GPL: chi inquina di più
Metano o GPL: chi inquina di più

Un albero al centro di auto parcheggiate a cerchio- Credit: iStock

GREEN01 gennaio 2022

Metano o GPL: chi inquina di più

di Maura Corrado

Il metano, in termini di emissioni, è più green ma il Gpl vince nelle prestazioni complessive del veicolo.

Il processo di transizione verso automobili green prosegue in maniera costante, anche nel nostro Paese. Se le vetture elettriche al momento sono le meno inquinanti di tutte, ma in alcuni casi anche le più costose, un’alternativa accessibile – in termini di prezzi e di emissioni – alle tradizionali auto a diesel o a benzina è rappresentata dal mondo delle macchine bifuel.

 

 

Le automobili bifuel

L’espressione bifuel indica il sistema a doppia alimentazione di cui queste vetture sono dotate: un impianto a gas — Gpl o metano — integrato al motore a gasolio o a benzina. Molti italiani, in attesa che diminuiscano i costi dei veicoli elettrici, scelgono le bifuel come soluzione “ponte” per contenere l’inquinamento con un costo percepito come ragionevole. Il Gpl (Gas di Petrolio Liquefatto) è una miscela di idrocarburi composta principalmente da propano e butano, con occasionale presenza di etano o di idrocarburi non saturi come etilene e butilene. Il metano, invece, proviene dai pozzi naturali ed è composto da un atomo di carbonio e quattro di idrogeno. È molto leggero e si disperde con facilità nell’atmosfera.

 

 

Gpl vs metano

La domanda che molti automobilisti si pongono è: meglio comprare un’auto a Gpl o una a metano? Per quanto riguarda il tema dell’inquinamento e delle emissioni nocive, il Gpl riesce a tagliare le emissioni di anidride carbonica di circa il 10%, rispetto ad una vettura tradizionale alimentata solo a benzina. Il metano, però, riesce a fare meglio: chi sceglie le auto di questo tipo può rilasciare in atmosfera addirittura fino al 20% in meno, sempre di CO2, rispetto alle alimentazioni tradizionali. Inoltre, essendo trasportato attraverso metanodotti, il metano non produce alcun impatto sul traffico di superficie e non necessita di grandi depositi per lo stoccaggio. Il discorso si fa più ampio se si prendono in considerazione altri fattori, come il processo di estrazione dei due gas. A livello ambientale Gpl e metano sono quasi equivalenti. La produzione di metano sarebbe più ecologica della produzione di Gpl, ma c’è una criticità: il metano a disposizione è poco. Dunque, se non consideriamo tutta la filiera produttiva, un’auto a Gpl inquina quanto un’auto a metano. Se consideriamo l’intera filiera, il metano inquina meno del Gpl.

 

 

Un dibattito molto acceso

Se l’unico parametro preso in considerazione per l’acquisto della macchina è solo quello relativo alle emissioni inquinanti, dunque, vince il metano. Le auto alimentate a metano sono praticamente prive dei principali fattori inquinanti, producendo solo basse percentuali di monossido di carbonio, idrocarburi incombusti, biossido di zolfo (la causa principale delle piogge acide) e di sostanze ritenute cancerogene (benzene e idrocarburi aromatici policiclici), mentre è del tutto assente il particolato (PM 10 e PM 2,5). La maggior parte degli automobilisti, comunque, è interessata alle prestazioni del veicolo nel suo complesso. E in questo caso, invece, vince il Gpl. Rispetto al metano, infatti, il Gpl ha il vantaggio di non far perdere prestazioni alla macchina. In un veicolo alimentato a Gpl le performance del motore sono molto meno penalizzate rispetto a quelle di un’auto a metano, che ha invece un forte calo soprattutto in termini di ripresa.

 

 

Esigenze personali

Un ulteriore vantaggio del Gpl è rappresentato dalla manutenzione. Mentre le bombole di gas per l’alimentazione a metano vanno revisionate ogni 4-5 anni, il cambio delle bombole Gpl va effettuato ogni 10 anni. Inoltre, il costo dell’impianto Gpl è minore rispetto ad un impianto a metano. Infine, un altro fattore importante nella scelta del tipo di alimentazione a gas è la capillarità della rete di rifornimento, decisamente a favore del Gpl: in Italia, ci sono più di 4.000 stazioni di servizio per il Gpl, contro più di 1.300 per il metano. In sintesi, chi ama la guida “sportiva” sceglierà un’auto a Gpl. Chi invece percorre tanti km in un anno (almeno 20-30mila) otterrà un risparmio più consistente, sia in termini economici che di emissioni, con il metano.

 

 

Lo scenario

La Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ha pubblicato un rapporto sul tema: che cosa succederebbe se una buona parte del parco auto italiano ed europeo fosse alimentata a gas? La ricerca ha indagato le potenziali ricadute ambientali, economiche e occupazionali di questo scenario fino al 2030. I risultati sembrano indicare che questo tipo di alimentazione può diventare strategico. Per quanto riguarda gli aspetti ambientali, la diffusione dell’auto a gas porterebbe a significative riduzioni delle emissioni: – 3,5 milioni di tonnellate di CO2, -21 mila tonnellate di ossidi di azoto e – 67 tonnellate di particolato. Più in particolare, in Italia, dove l’industria che progetta e produce macchine a gas è storicamente forte, si avrebbe una maggiore occupazione rispetto ad uno scenario tradizionale con motorizzazioni diesel e benzina. In particolare, scrivono i ricercatori, la diffusione dell’auto a gas comporterebbe una produzione aggiuntiva di 4,3 miliardi di euro e circa 20.000 posti di lavoro in più entro il 2030.

 

 

L’evoluzione del settore

Come già detto, il settore automobilistico è in continua evoluzione. Studi recenti, infatti, indicano che le auto a benzina di ultima generazione hanno ormai raggiunto standard vicini a quelli di metano e Gpl e quindi sarebbero molto meno inquinanti di un tempo. Uno studio recente dell’Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), poi, fornisce uno studio aggiornato nel quale si sostiene che la mobilità a Gpl e metano non fa miracoli ma aiuta, collaborando con altre tecnologie, ad attenuare l’impatto ambientale complessivo. Le emissioni di CO2 più alte restano quelle delle auto a benzina: 195,2 g/km. Con il Gpl si scende a 149,4 (dato inferiore a quello delle diesel), mentre si sale a 176 g/km con il metano. Quanto alle emissioni inquinanti, considerando gli ossidi di azoto (responsabili delle piogge acide) i risultati peggiori sono quelli del diesel, ottimi invece per il Gpl (addirittura migliori delle auto ibride). Metano e benzina si equivalgono. Infine, il particolato fine (PM 2,5): i numeri migliori sono, nell’ordine, quelli del Gpl e del metano.