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Mini eolico da terrazzo: come funziona e quanto costa

Un balcone con una girandola- Credit: iStock

ENERGIE29 giugno 2022

Mini eolico da terrazzo: come funziona e quanto costa

di Maura Corrado

Una soluzione vantaggiosa nel lungo periodo, ma a determinate condizioni.

In Europa l’eolico è attualmente la seconda fonte di energia rinnovabile più sfruttata, superando l’11% del fabbisogno di elettricità dei Paesi dell’Unione Europea (anche se la distribuzione dei parchi eolici, all’interno dell’UE, non è ancora omogenea). Inoltre, questo settore è in grado di dare lavoro a più di 300mila persone, una stima destinata ad aumentare nei prossimi anni.

 

 

La diffusione degli impianti minieolici 

Lascia ben sperare per il futuro, con l’obiettivo di incrementare la quota complessiva di elettricità prodotta attraverso l’energia del vento, la crescente (anche se ancora lenta) diffusione degli impianti minieolici per la casa (giardino, balcone, tetto o terrazzo). Con il termine minieolico (chiamato anche piccolo eolico), si intende l’utilizzo di aerogeneratori con altezza inferiore ai 30 metri.

 

Questi aerogeneratori possono essere utilizzati da un’utenza privata ed isolata, quindi non collegata alla rete elettrica, oppure possono essere connessi alla rete sia per l’autoproduzione in scambio, sia per un contributo alla generazione distribuita. Le principali differenze rispetto al grande eolico sono due: le dimensioni delle macchine (quelle del minieolico sono per definizione più piccole); il minieolico necessita di regimi di vento inferiori rispetto a quelli richiesti dal grande eolico, con una potenza elettrica inferiore.

 

 

Le diverse tipologie di impianto minieolico

Gli impianti minieolici si distinguono in base a diversi fattori. Ogni impianto, infatti, può essere strutturato in due modi. Può essere stand alone: dunque, non viene collegato alla rete elettrica, ma funziona con batterie di accumulo. In questa versione, è molto simile agli impianti alimentati da pannelli fotovoltaici e quindi adatti per l’autoconsumo. In alternativa, può essere on grid: questa seconda tipologia di impianto può essere connessa alla rete elettrica e prevede gli stessi benefici apportati da un impianto con pannello fotovoltaico.

 

 

Ad asse verticale o orizzontale

Gli impianti si distinguono poi in base alla forma e alla composizione del captatore di energia del vento. Possono essere ad asse orizzontale: il generatore inizia a funzionare attraverso una pala rotante di piccole dimensioni, molto simile a quella di un ventilatore, che però deve essere sempre rivolta verso la provenienza del vento. Proprio per questo, il rotatore è munito di un timone a vela posteriore che fa virare il generatore “controvento”.

 

Per poter funzionare, un impianto minieolico ad asse orizzontale ha bisogno di un vento superiore ai 6 metri al secondo, deve essere posizionato almeno a 6 metri da terra e, in genere, non sopporta bene le turbolenze. In media pesa dai 15 ai 20 kg. Negli impianti di minieolico domestico ad asse verticale, invece, le pale sono poste verticalmente intorno all’asse di rotazione e sono perpendicolari alla direzione del vento.

 

Questa versione ha bisogno di un vento inferiore per produrre energia, in genere è sufficiente dai 3 m/s in su. Il minieolico ad asse verticale lavora anche senza essere indirizzato verso la provenienza del vento ed è molto resistente alle turbolenze. Tuttavia, è molto più pesante di quello ad asse orizzontale. Al generatore, che sia del primo o del secondo tipo, viene agganciato l’impianto elettrico di prelievo. Fatto ciò, si otterrà lo strumento desiderato per la generazione di energia elettrica.

 

 

Altre informazioni utili

Un singolo impianto minieolico, in genere, non basta per alimentare un’intera abitazione. È però sufficiente per integrare la produzione di energia elettrica e per ridurre i costi in bolletta. In base alle superfici disponibili (come già detto, sono terrazzo, balcone, tetto e/o giardino), si può propendere per una determinata soluzione. Sui balconi, che possono avere un parziale ostacolo nei muri esterni, spesso si sceglie di installare un impianto minieolico ad asse verticale.

 

Il minieolico per terrazze e balconi è indicato soprattutto per le seconde case al mare o in zone molto ventilate. Prima di procedere all’acquisto, è sempre preferibile consultare l’Atlante Eolico d’Italia, diffuso dalla società di Ricerca sul Sistema Energetico (RSE), che dipende dal Gestore dei Servizi Energetici. Potrai così verificare la velocità media del vento nell’area in cui vorresti installare il minieolico domestico. Per quanto riguarda la burocrazia, l’installazione è libera: non sono presenti vincoli né autorizzazioni specifiche da chiedere al Comune di appartenenza. L’altezza del supporto, tuttavia, non deve superare i dieci metri.

 

 

Costi e risparmio

Il costo medio di un impianto minieolico domestico si aggira sui 1.000-1.500 euro per kw ed è possibile scegliere tra diversi modelli, sia per design che per potenza. In genere, questi strumenti hanno una capacità compresa tra i 3 kw e i 6 kw. Le componenti che formano un impianto minieolico domestico sono tante. Le più importanti sono: il generatore eolico; tiranti, basi e pali di sostegno; regolatore di carica; batterie per l’accumulo di energia; inverter a onda sinusoidale.

 

Oltre ai costi per l’acquisto e l’installazione, bisogna mettere in preventivo i costi di manutenzione. Di norma, gli interventi di controllo e verifica di buon funzionamento dell’impianto andrebbero effettuati almeno due volte all’anno. Le buone notizie non mancano: è infatti possibile beneficiare della detrazione del 50% per le ristrutturazioni. Inoltre, i costi sostenuti inizialmente vengono ammortizzati in pochi anni. 

 

 

Vantaggi e svantaggi

Il parametro principale da considerare, per verificare l’efficienza di un impianto minieolico da terrazzo, è la capacità di generare energia. Questo dato, a sua volta, è da collegare alla posizione dell’impianto e, come già detto, alla ventosità. Nel caso del minieolico, la rumorosità in molti casi non rappresenta un problema di grande rilevanza. Il vantaggio principale, ovviamente, è la produzione di energia pulita ad emissioni zero. A ciò si aggiungono costi di manutenzione contenuti (e recuperabili nel corso del tempo) e la possibilità di cedere alla rete nazionale eventuale energia elettrica prodotta in eccesso.

 

I fattori che possono costituire degli svantaggi, invece, sono lo spazio ampio necessario per l’installazione; il fatto che i benefici maggiori sono riservati alle zone molto ventose. L’impatto visivo in alcuni casi può essere evidente. Infine, bisogna mettere in conto la possibilità di ferire o uccidere gli uccelli e l’eventualità di attirare i fulmini.