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Moda sostenibile? Ecco dove acquistare

Una persona che fa shopping- Credit: iStock

SOSTENIBILITÀ10 febbraio 2022

Moda sostenibile? Ecco dove acquistare

di Melissa Viri

L’offerta di giacche, intimo, maglie e scarpe realizzati con fibre organiche e materiali di scarto è sempre più ampia. Ecco i marchi che hanno la sostenibilità nel proprio Dna aziendale.

Il mondo della moda sostenibile è in continua evoluzione. Fino a pochi anni fa, nell’immaginario comune, il concetto di moda green era associato a capi oversize - maglie, gonnelloni e pantaloni - in tessuti grezzi (come il lino), a borse e sandali in cuoio, in vendita nei mercatini etnici e nei negozi del commercio equo-solidale. Poi sono arrivate le t-shirt in cotone organico e i primi piumini invernali in poliestere riciclato tra le collezioni dei marchi fast fashion. Oggi un capo sostenibile ha poco o nulla da invidiare all’abbigliamento “tradizionale”. Ha un design curato, una perfetta vestibilità, è in linea con le ultime tendenze. Anche le differenze di prezzo si vanno sempre più assottigliando. 

 

 

Borse eco-friendly: da Freitag a Ecodream

Se vent’anni fa ti sei lasciato conquistare dalle borse del brand svizzero Freitag - realizzate con teloni di camion riciclati, camere d’aria di biciclette e cinture d’auto in disuso - oggi ritroverai le stesse suggestioni di stile nelle collezioni di Ecodream, un marchio toscano indipendente. La produzione è locale e artigianale. Zaini, cartelle, borse e portafogli sono realizzati con materiali di recupero – pelle, tessuto, sacchi di juta, manifesti in Pvc… – e con colle ecologiche. È presente anche una linea totalmente vegan, quindi senza alcun materiale di derivazione animale. Stesso concept per borse, cinture e poltrone di Cingomma. Il marchio è torinese. I suoi artigiani utilizzano scarti di ruota di bicicletta – sottraendoli così alle discariche - per realizzare a mano accessori e complementi d’arredo resistenti e dalla forte personalità.

 

 

I jeans ecologici

In passato i jeans – che rimandano all’idea di capo “industriale” – sono finiti più volte sotto accusa per il loro impatto ambientale. Dai pesticidi utilizzati per il cotone da cui si ricava il denim ai coloranti chimici, dal consumo eccessivo di acqua alle precarie condizioni di lavoro negli stabilimenti di produzione. Troppe le criticità legate alla realizzazione di questo capo così iconico. Anche in Italia, oggi, sono sempre più numerosi i brand che producono jeans senza chimica e senza sprechi. Tra questi c’è Par.Co Denim, con sede a Bergamo. I jeans a filiera corta di Par.Co., per uomo e per donna, sono realizzati con cotone biologico e prestando particolare attenzione alla fase del lavaggio, la più delicata in termini di impatto ambientale. La classica sabbiatura è stata infatti sostituita da tecniche più sostenibili: ghiaccio, resine naturali ed eco-aging. Bottoni e rivetti, inoltre, sono nickel-free. Etici ed ecologici sono anche i jeans di EcoGeco, con sede e filiera in Veneto. Il cotone organico viene tinto di blu usando solo indaco vegetale. Il denim viene poi tagliato utilizzando programmi digitali che riducono gli sprechi anche in produzioni di piccola scala.

 

 

Indossare marmo, canapa e bambù

Se l’idea di indossare capi realizzati con plastica riciclata ti è ormai familiare, decisamente più particolari risultano gli impermeabili e le gonne prodotte da Fili Pari. Questo nuovo brand milanese utilizza, infatti, polveri di marmo derivate da sottoprodotti dell’industria della pietra. Le polveri, dopo essere state selezionate e preparate, si “trasformano” in MARM/MORE, un microfilm brevettato che contiene, per l’appunto, vera polvere di marmo. Dei tessuti realizzati con questo procedimento non si butta via niente. Grazie alla filosofia zero waste, gli scarti di tessuto di Fili Pari, derivanti dal taglio nella confezione dei capi d’abbigliamento, trovano nuova vita in una collezione di mascherine anti-Covid. Abbracciare la sostenibilità senza rinunciare a stile ed eleganza. È quanto offre alle donne un altro marchio italiano, Marisé Perusia, con sede in provincia di Perugia. Camicie, maglie, abiti, gonne e pantaloni sono realizzati solo con fibre naturali e sostenibili. Dal bambù - che ha proprietà antibatteriche, traspiranti, anti-UV – all’ortica anallergica; dalla canapa, morbida e resistente al tempo stesso, al lenpur - conosciuto anche come “cashmere vegetale” – che non attira cariche elettrostatiche dannose per il corpo. 

 

 

L’intimo sostenibile

Indossare slip, calzini, canotte e reggiseni realizzati in maniera sostenibile è un gesto d’amore verso l’ambiente e verso la propria salute. Caviglie colorate ed eco-friendly con i calzini trendy di Arturo Stories. Ogni prodotto è pensato per durare nel tempo e favorire quindi un atteggiamento responsabile al momento dell’acquisto. Con ogni ordine, inoltre, il cliente riceve ago e filo del colore intonato alle calze, proprio per poterle rammendare più volte. Filiera con certificazioni di qualità, completamente tracciabile e utilizzo di cotone organico sostenibile caratterizzano questo brand bresciano fondato da due imprenditrici under 30. Passiamo all’intimo per uomo e donna prodotto dal marchio veneto CasaGIN: ecologico e vegan dalla filiera corta, etica e artigianale. Slip, bra, leggings, boxer, costumi da bagno e pigiami sono realizzati con tessuti delicati sulla pelle ricavati da fibre di eucalipto, legno di faggio, cotone organico e plastica rigenerata. La tintura dei capi, inoltre, viene eseguita senza l’uso di sostanze tossiche, gli imballaggi sono plastic free e le consegne avvengono con corrieri che compensano le emissioni di anidride carbonica.

 

 

Sport e mare

Le sneakers, da anni, sono le scarpe sportive must have per uomo e per donna. Quelle realizzate dal brand toscano Id.Eight sono unisex, hanno un design ispirato agli anni ’90, sono sostenibili e cruelty free. Le scarpe vengono prodotte con materiali certificati derivati da sottoprodotti delle attività agricole o industriali: foglie di scarto dell’ananas, raspi e semi d’uva, bucce e torsoli di mele, cotone biologico e plastica riciclata. Ogni componente – quindi anche gli inserti sulla tomaia, la suola, i lacci, l’etichetta e la scatola per imballare le sneakers - è realizzata con materiali di recupero. Made in Tuscany, infine, sono anche le polo e i teli mare in cotone rigenerato prodotti da Rifò. Il nome del marchio deriva da un’inflessione toscana del verbo rifare. I fondatori hanno scelto questo nome “a chilometro zero” per celebrare quegli artigiani toscani (chiamati “cenciaioli”) che, più di cento anni fa, hanno inventato il metodo di rigenerazione dei vecchi indumenti per produrre nuovi filati. 

 

 

Moda sostenibile: quali sono i materiali da prediligere

Per fortuna c'è chi non si accontenta di acquistare un capo solo perché gli piace, ma vuole anche accertarsi che esso sia stato realizzato nel rispetto dell'ambiente e con materiali di qualità, i quali potranno poi essere riciclati e riutilizzati. Questo modo di fare fa da contrappeso al cosiddetto fast fashion, il quale, invece, richiede un utilizzo spropositato di materiali inquinanti e soprattutto di acqua.

 

 

I danni derivanti dal fast fashion

Un sostanziale incremento all'impatto ambientale della moda si è avuto senza dubbio con il fenomeno del fast fashion, a causa del quale la quantità di capi d'abbigliamento prodotti è aumentata a dismisura. A rendere il tutto ancora più nocivo per l'ambiente è il fatto che si tratta di vestiti che vengono prodotti, venuti e buttati nel giro di poco tempo (causa la bassa qualità dei capi), i quali non possono essere riciclati. Inoltre, lo sconsiderato livello di consumo di acqua da parte delle industrie tessili le rende responsabili di circa il 22% dell'inquinamento delle acque potabili del pianeta.

 

 

Moda sostenibile

L'unico modo in cui tutti noi possiamo contrastare o perlomeno contribuire alla diminuzione dell'impatto ambientale della moda è quello di prediligire la moda sostenibile. Essa ha come obiettivo proprio quello di un rapporto meno nocivo tra l'ambiente e il mondo del fashion. In che modo? Semplice, rendedo sostenibili tutte le fasi produttive dei capi che saranno messi sul mercato, dalla produzione, alla distribuzione, passando per il successivo riciclo. Possiamo dare il nostro apporto alla modasostenibile optando per i capi prodotti con materiali riciclabili.

 

 

Cotone bio

La lavorazione del cotone biologico richiede oltre il 90% di acqua in meno rispetto a quella che occorre per ottenere il cotone tradizionale. Come fare a capire se il cotone di un capo che stiamo per acquistare sia bio? Basta verificarfe l'etichetta Fairtrade, la quale testimonia che per produrre il vestito in questione sono stati rispettati i parametri internazionali in termini di rispetto dell'ambiente.

 

 

Lino

Oltre ad essere bello, resistente e chic, il lino è biodegradabile e non necessita di enormi quantità di acqua per essere prodotto. Di conseguenza si tratta di un materiale facilmente riciclabile.

 

 

Canapa

Per la produzione della canapa non c'è bisogno di utilizzare sostanze chimiche. Si tratta di un materiale le cui fibre provengono da una pianta (stessa famiglia della Cannabis) e necessitano di una lavorazione dello stesso tipo di quella del lino. Insieme al sopracitato lino e allo juta, la canapa è una delle tre fibre ecologiche che non hanno bisogno di certificazioni.

 

 

Seta

Tra i materiali tessili di alta qualità, come ben saprai essa è derivante da una sostanza prodotta dai bachi da seta. Questi si nutrono esclusivamente di foglie di gelso, alberi di fondamentale importanza per l'intero ecosistema. Per queste ragioni, oltre ad essere pregiata, la seta è riciclabile al 100%.

 

 

Moda second hand: le migliori app da usare

Per ridurre gli sprechi ed effettuare acquisti eco friendly, le app di moda second hand è quanto di meglio ci possa essere. In questo ultimo anno è esplosa una vera e propria mania per l’acquisto e la vendita di abiti e accessori già usati ma in buone condizioni. Chi acquista risparmia un bel po’ di soldi mentre chi vende guadagna ed evita al contempo di buttare capi ancora buoni, riducendo in modo virtuoso la produzione di rifiuti. Queste app funzionano un po’ tutte nello stesso modo: il prodotto venduto viene impacchettato a casa e poi spedito nei punti di raccolta dei corrieri o ritirato direttamente a domicilio. Dal canto suo chi ha acquistato le scarpe, l’abito dei sogni o altri accessori come bracciali o cinture, in pochi giorni riceverà a casa quanto ordinato dopo aver corrisposto il prezzo pattuito. Vediamo assieme quali sono le app migliori e più sicure da usare per la compravendita di moda second hand.

 

 

Vinted

Vinted in poco tempo è diventata la più grande e frequentata piattaforma online europea close to consumer dedicata esclusivamente alla moda di seconda mano. Al momento conta con una community di 50 milioni di persone che di giorno in giorno continua a crescere.

Vinted offre agli utenti in Italia un’app senza fee per caricare e vendere articoli che facilita le interazioni tra i membri e l’opportunità di vendere e comprare vestiti e accessori che hanno amato e che non usano più, dando così loro una seconda vita. 

Basta caricare le foto dei capi di abbigliamento o di articoli per la casa che si desiderano vendere, scrivere una breve descrizione e fissare il prezzo. Al venditore viene riconosciuto senza ricarichi il ricavato del venduto e chi compra potrà usufruire di una protezione acquisti vantaggiosa, con un’efficiente assistenza e un sistema di pagamenti sicuro.

 

 

Depop

Per chi ama il vintage, Depop è la app più cool del momento per fare grandi affari con la moda second hand. È un efficiente marketplace online che consente di cariare le foto di quello che si vuole vendere oppure scambiare. L’app ha un’interfaccia molto simile a Instagram ed è possibile utilizzarla per vendere o comprare abiti, oggetti d’arte, gioielli, riviste e libri ma anche pezzi di arredamento voluminosi. Il prezzo viene deciso autonomamente da chi vende senza vincoli di nessun tipo. Per rendere più accattivanti le foto è possibile adoperare filtri e corredarli di descrizioni creative.

 

 

Rebelle

Rebelle è l’app per chi ama il lusso e gli abiti dei grandi brand del mondo della moda. Propone abiti usati recenti oppure vintage in prefetto stato e con uno stile evergreen. Oltre ai capi di abbigliamento, su Rebelle si possono comprare accessori di oltre 600 noti brand come Prada, Chanel, Valentino e Louis Vuitton. Non si rischia di acquistare capi falsi perché un team di esperti analizza ogni prodotto per certificarne l’originalità. Sono tante le influencer del mondo della moda che mettono a disposizione virtualmente il poro prezioso guardaroba dal quale si possono acquistare i capi preferiti.