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Perché anche la tecnologia digitale ha un impatto sull'ambiente Scienziato al computer - Credit: iStock
GREEN 24 novembre 2021

Perché anche la tecnologia digitale ha un impatto sull'ambiente

di Maura Corrado

E-mail, video in streaming e dispositivi hi-tech: strumenti preziosi che però generano, in vari modi, emissioni inquinanti.

Le tecnologie digitali hanno semplificato notevolmente la vita dell’uomo.

Sono sicuramente meno inquinanti di altri settori, come trasporti e industria pesante, ma hanno comunque un impatto sull’ambiente, a partire dai consumi di energia.

 

 

Digitale e gas serra

Inquinare nel mondo digitale significa molte cose. Ecco qualche esempio. Internet da sola consuma il 10% dell’elettricità mondiale e, rispetto ad appena dieci anni fa, inquina sei volte di più, con un totale di emissioni che eguaglia oggi quello dell’intero traffico aereo internazionale. Due ricerche su Google rilasciano anidride carbonica al pari di una teiera d’acqua portata a ebollizione e Netflix consuma da sé l’energia di 40mila abitazioni americane.

 

 

Videogiochi 

Alcuni settori meritano, poi, un discorso a parte. Ad esempio, i videogiochi. Il 2020, a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia da Coronavirus, è stato un anno da record per l’industria dei videogames, che nei soli Stati Uniti assorbe il 2,4% dell’elettricità domestica, cioè più di quanto facciano congelatori e lavatrici.  Le ore di gioco generano in media tante emissioni quante quelle di 55 milioni di automobili a motore termico. Per correre ai ripari – e ridurre, così, consumi ed emissioni - Sony e Microsoft hanno introdotto una modalità di utilizzo a risparmio energetico nella loro ultima generazione di console. Ciononostante, l’intero settore sta rapidamente avanzando verso il più energivoro cloud gaming multipiattaforma.

 

 

Criptovalute

Non meno impattanti sono le monete digitali. Ad oggi, l’impronta di carbonio di una singola transazione in Bitcoin equivale a quella di 680 operazioni Visa e di 51 ore di binge watching su YouTube. Paradossalmente, estrarre un dollaro di Bitcoin richiede quattro volte più energia che fabbricarne uno in rame e tre volte uno in oro, con proporzioni leggermente migliori per altre criptovalute come Litecoin, Ethereum e Monero.

 

 

I dispositivi

Un’altra nota dolente è rappresentata dai dispositivi tech che usiamo quotidianamente: laptop, smartphone, tablet, server, ecc. Tutti questi device, infatti, contribuiscono al riscaldamento globale; all’inquinamento e al degrado legato al mancato o al non corretto smaltimento a fine vita; al depauperamento di alcune risorse limitate come alcuni minerali. Costruire un dispositivo hi-tech richiede una notevole quantità di combustibili fossili, materiali (anche tossici), minerali rari, acqua. Una parte dell’impatto ambientale deriva dall’estrazione delle materie prime e dalla fabbricazione dei componenti, che comporta anche un forte utilizzo di energia elettrica. Il prodotto finito viene poi trasportato per lunghe distanze, spesso utilizzando mezzi inquinanti, e in imballaggi voluminosi che andranno poi smaltiti. Server, data center, computer, monitor, infrastrutture di comunicazione e relativi sottosistemi consumano infine una grande quantità di energia durante il loro funzionamento. 

 

 

Gli indicatori utilizzati

Tra gli indicatori che vengono impiegati per determinare l’impatto ambientale di dispositivi e software, ce ne sono alcuni che rientrano nella cosiddetta Footprint Family, ovvero nella famiglia di indicatori che si basano sul concetto di impronta, a sua volta legato all’appropriazione delle risorse naturali. Ad esempio l’impronta ecologica (ecological footprint) e l’impronta di carbonio (carbon footprint) monitorano aspetti diversi e complementari. L’impronta ecologica è un indicatore complesso che serve per valutare il consumo umano di risorse naturali, rispetto alla capacità della Terra di rigenerarle. L’impronta ecologica misura l’area biologicamente produttiva di mare e di terra necessaria sia per rigenerare le risorse consumate dalla popolazione che per assorbire i rifiuti prodotti. La carbon footprint (l’impronta di carbonio) è un parametro utilizzato per stimare le emissioni di gas serra generate da un prodotto, da un servizio, da un’organizzazione, da un evento o da un singolo individuo. Le emissioni sono espresse generalmente in tonnellate di CO2 equivalente. 

 

 

Il Life Cycle Assessment

L’impatto ambientale deve essere considerato lungo l’intero ciclo di vita (“from cradle to grave”: dalla culla alla tomba). Nell’ambito dei processi produttivi, ogni unità di prodotto genera un impatto lungo la sua intera filiera, di cui il cliente finale è in qualche misura “responsabile”, in quanto causa della domanda di quel bene. Il ciclo di vita del prodotto è formato da varie fasi: l’estrazione di materie prime, la produzione, il trasporto, l’utilizzo del prodotto e il fine vita. La produzione di dispositivi hi-tech, come già accennato, è ad alta intensità energetica e materiale. I combustibili fossili utilizzati per realizzare un computer desktop tradizionale pesavano, fino a qualche anno fa, circa dieci volte il peso del computer stesso. Questo rapporto, per i device tecnologici, è dunque piuttosto alto rispetto a molti altri beni materiali. Per un’automobile o un frigorifero, ad esempio, il peso dei combustibili fossili utilizzati per la loro produzione è all’incirca uguale al loro peso.

 

 

Consigli per ridurre l’impatto della tecnologia digitale

Molte aziende dell’hi-tech sono impegnate nella transizione verso processi produttivi e prodotti finali meno inquinanti. Anche noi, come consumatori, possiamo fare la nostra parte, adottando qualche accorgimento di “ecologia digitale”. Il primo è fare pulizia, tutti i giorni, nella casella di posta elettronica. Cancellare 30 e-mail al giorno, ad esempio, equivale ad economizzare una lampadina accesa per una giornata intera. È arrivato il momento di disiscriversi alle newsletter indesiderate o che, più semplicemente, non ci interessano più. Il secondo consiglio è chiudere le schede web non utilizzate. Una scheda aperta nel browser si aggiorna costantemente, consuma dati ed energia e mantiene in funzione i data center.

 

 

Acquisti consapevoli

Prima di procedere all’acquisto di un nuovo smartphone o di un computer, è preferibile fare qualche ricerca per verificare con quali materiali è stato realizzato e quanta energia consuma, privilegiando i modelli più sostenibili e quelli progettati per durare a lungo nel tempo. Ecco altri consigli utili per ridurre il consumo di energia e/o ottimizzare uso e durata di software e dispositivi: disattivare le notifiche non necessarie; staccare il caricabatteria dalla presa di corrente una volta terminata la ricarica; spegnere i dispositivi quando non si utilizzano (ad esempio prima di andare a dormire); utilizzare il wi-fi al posto della rete 4G; quando è possibile, utilizzare le app di messaggistica istantanea al posto delle e-mail.

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