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Pesce ragno: dove si trova e rimedi per le punture

Pesce ragno- Credit: iStock

GREEN15 giugno 2021

Pesce ragno: dove si trova e rimedi per le punture

di Melissa Viri

Il pesce ragno è un pesce d'acqua salata che fa parte della famiglia delle Trachinidae

In realtà, all'interno di questa famiglia vengono ricomprese ben 9 specie diverse, tutte accomunate da caratteristiche simili. La più importante è il possedere aculei velenosi sulle pinne del dorso. I pesci ragno sono dotati di un corpo cilindrico, di una bocca molto ampia che spicca sulla testa rotonda, pinne sul ventre appiattito e dorsali. A seconda della specie variano sia le dimensioni sia il colore dell'animale. Infatti la lunghezza del pesce parte da un minimo di 15 centimetri per arrivare a 43 centimetri. Inoltre il colore delle squame va dal nero al bianco passando per il marrone, il giallo e il grigio.

Dove si trovano i pesci ragno

I pesci ragno vivono nei mari caldo-temperati. Si possono trovare sia nel Mare Mediterraneo sia nell'Atlantico, lungo le coste europee e africane, nelle Isole Canarie e persino lungo la costa cilena. Queste specie prediligono i fondali sabbiosi nei quali si nascondono e si infossano grazie alla forma del loro corpo. In questo modo rimangono in agguato e possono colpire all'improvviso le loro prede abituali, cioè crostacei e piccoli pesci. Sempre nei fondali sabbiosi vengono deposte le uova, prodotte dopo il periodo di accoppiamento (giugno-luglio). Le difese del pesce ragno sono legate alla sua capacità di mimetizzarsi tra i fondali e ai suoi aculei velenosi. Vediamo quindi come procedere se si viene punti.

I rimedi per le punture del pesce ragno

La possibilità di essere punti da un pesce ragno non è remota sia perché queste specie vivono nei fondali vicino alla costa sia perché vengono pescati frequentemente. Infatti sono molto apprezzate per la loro carne delicata. Le punture degli aculei velenosi comportano infiammazioni e forti dolori, che raggiungono il livello più alto dopo 30-45 minuti dall'incidente. L'arto colpito rimane intorpidito e insensibile e il dolore continua per l'intera giornata, in alcuni casi anche per quella seguente.

 

Anche se le probabilità di uno shock anafilattico sono molto basse, è frequente che si verifichino nausea, febbre, tremiti, giramenti di testa, vomito e svenimenti. Per questo motivo è bene premere sulla ferita per alcuni secondi e immergerla per 1-2 ore in acqua salata calda e successivamente sotto la sabbia per 30 minuti. Quindi si consiglia di procedere a una profilassi antitetanica e antidolorifica e a un trattamento di antibiotici sotto controllo medico.