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PPA: cosa sono i Power Purchase Agreement Casa in miniatura - Credit: iStock
GREEN 14 settembre 2021

PPA: cosa sono i Power Purchase Agreement

di Maura Corrado

Gli accordi per la fornitura di energia pulita sono un importante strumento per la sostenibilità ambientale

Nel processo di transizione ecologica, i Power Purchase Agreement (PPA) si stanno rivelando, per molte aziende, uno strumento importante per raggiungere un fondamentale obiettivo di sostenibilità: utilizzare esclusivamente energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, coniugando le esigenze di produttori e consumatori.

Conoscere meglio i PPA

Un Power Purchase Agreement (PPA) è un accordo di fornitura di energia elettrica - a breve (pochi mesi, un anno) o a lungo termine (tra i dieci e i trenta anni) - tra due parti.

Il contratto di solito viene stipulato da un produttore di energia elettrica (seller) e un consumatore o distributore di energia elettrica (buyer). Mentre il primo è in possesso di un impianto che produce elettricità, il secondo firma un accordo per l’acquisto di energia rinnovabile prodotta a condizioni particolarmente vantaggiose. I PPA sono molto utilizzati negli Stati Uniti, che ad oggi rappresentano il mercato più grande in questo settore. Gli accordi PPA si stanno rivelando molto vantaggiosi soprattutto nel campo dell’energia eolica e fotovoltaica, in particolare per la possibilità di realizzare ed estendere impianti di produzione anche in assenza di incentivi statali.

Soluzioni su misura

I PPA definiscono nel dettaglio tutti i termini e le condizioni per la vendita e l'acquisto di energia elettrica, compresi il volume di elettricità da fornire, il prezzo negoziato, il bilanciamento tra produzione e consumi e le penali in caso di inadempimento del contratto. Trattandosi di un accordo bilaterale, il PPA può assumere varie forme. Le forniture di energia elettrica possono essere fisiche o avvenire attraverso gruppi di bilanciamento. Poiché i PPA possono ridurre i rischi legati alle variazioni dei prezzi di mercato, sono utilizzati in particolare dai grandi consumatori di energia elettrica o nel caso di investimenti importanti previsti per la costruzione o il mantenimento di impianti per la produzione di energia rinnovabile.

I vantaggi 

Poiché eolico e fotovoltaico comportano spese iniziali di investimento molto elevate ma costi di manutenzione ed esercizio ridotti (non vi è, infatti, nessun combustibile da acquistare), il Power Purchase Agreement si è rivelato interessante, per quanto riguarda il settore delle energie rinnovabili, in quanto è possibile sapere fin da subito quali saranno i ricavi futuri e il tempo necessario per il rientro dell’investimento. Gli accordi stipulati consentono così alle aziende di risparmiare sull’energia elettrica, senza costi iniziali, raggiungendo più velocemente i propri obiettivi di sostenibilità; ai produttori, una volta recuperata la spesa iniziale per l’investimento, di guadagnare dalla vendita dell’energia prodotta. La sostenibilità rende le imprese più attraenti sul mercato: un importante valore etico si è così trasformato in un’opportunità di business.

Una nuova cultura dell’energia

Negli ultimi anni i PPA, dopo il successo registrato negli Usa, in Messico e in Cile, si sono diffusi in altre aree del mondo, Italia compresa. Secondo alcuni esperti, è riduttivo definire i Power Purchase Agreement semplicemente un contratto. Sarebbe più corretto definirle partnership, durante le quali due aziende lavorano insieme su progetti di creazione di valore condiviso e collaborano per diffondere valori e pratiche di sostenibilità al proprio interno. I PPA di ultima generazione sono progettati su misura per ogni azienda e sono pensati per rispondere in maniera attiva e resiliente ai cambiamenti che avvengono, nel corso dei decenni, nella vita di una società. Nella maggior parte dei casi, si tratta di forniture di energia provenienti da un mix di risorse rinnovabili, in modo da essere pronti alle variazioni del prezzo dell’energia sul mercato.

I diversi tipi di PPA

Ci sono innanzitutto i PPA fisici. In comune hanno una definizione precisa della quantità di elettricità venduta e da fornire, mentre si differenziano per la modalità di fornitura. Il PPA on-site prevede una fornitura fisica diretta di energia elettrica, è dunque obbligatoria la vicinanza fisica tra produttore e consumatore. L'impianto di produzione deve essere situato dietro il contatore del consumatore (behind the meter, BTM). Con un PPA on-site non si applicano oneri come i corrispettivi di rete per l'energia elettrica prodotta dall'impianto, in quanto questa è fornita al cliente attraverso una linea elettrica diretta e non attraverso la rete pubblica. Con un PPA off-site, invece, non avviene alcuna fornitura fisica tra il produttore e il consumatore. Il contratto prevede piuttosto l'acquisto bilanciato di una certa quantità di elettricità prodotta. Rispetto al PPA on-site, il produttore fornisce elettricità al consumatore attraverso la rete pubblica. Ciò comporta una maggiore flessibilità, in quanto il gestore dell'impianto può scegliere le località con condizioni ottimali, per l'installazione del proprio impianto eolico o fotovoltaico, o un impianto già esistente.

I Synthetic PPA

I Synthetic PPA separano il flusso fisico dell'elettricità dal flusso finanziario, consentendo accordi contrattuali ancora più flessibili. Come nel caso dei PPA fisici, anche nei Synthetic Power Purchase Agreement (SPPA) i produttori e i consumatori concordano un prezzo per chilowattora di elettricità. Tuttavia, l'energia non viene fornita direttamente dall'impianto di produzione al consumatore, bensì il fornitore di servizi energetici del produttore (come un trader del comparto elettrico) immette l'elettricità prodotta nel proprio gruppo di bilanciamento e la commercializza, ad esempio, sulla borsa spot dell’energia elettrica.

PPA ed energia green: i numeri del 2020

Da quanto emerge in una ricerca pubblicata da Bloomberg NEF (BNEF), a livello globale le aziende hanno contrattualizzato, nel 2020, forniture a lungo termine di energia pulita per 23,7 GW. Un dato che, nonostante la pandemia da Covid-19, ha registrato un incremento del 18% rispetto al 2019. A guidare la classifica sono ancora gli Stati Uniti, con 11,9 GW di PPA aziendali, mentre in Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) i volumi sono quasi triplicati. Per quanto riguarda le singole aziende, Amazon è stato il principale acquirente di energia da fonti rinnovabili, con 35 distinti PPA e 5,1 GW di potenza.

 

Con 7,5 GW acquistati in totale, l’impresa fondata da Jeff Bezos ha superato altri due giganti del web - Google (6,6 GW) e Facebook (5,9 GW) - piazzandosi al primo posto nel mondo. Tra le aziende italiane, anche TIM ha scelto i PPA, optando per una soluzione di lungo periodo. Nei mesi scorsi, infatti, TIM ha sottoscritto un accordo con ERG, il più grande di lungo termine nel nostro Paese, per la fornitura di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili (nello specifico eolica). Per un periodo di 10 anni, dal 2022 al 2031, ERG fornirà a TIM energia 100% green per 3,4 TWh, un quantitativo che corrisponde all’incirca al 20% dei consumi energetici aziendali. Una svolta green che si somma al 30% di consumo energetico proveniente da fonti rinnovabili, traguardo già raggiunto da TIM a fine 2020.

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