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Qual è la differenza tra bioetanolo e benzina?

Campo arato: piante per bioetanolo- Credit: iStock

MOBILITÀ27 giugno 2022

Qual è la differenza tra bioetanolo e benzina?

di Maura Corrado

 Il bioetanolo inquina meno ma non mancano le criticità.

I biocarburanti sono tutti quei combustibili derivati dalla lavorazione delle biomasse, cioè di sostanze organiche di origine sia vegetale che animale. Si tratta, dunque, di combustibili ricavati dalla coltivazione diretta di alcuni vegetali, dagli scarti agricoli o d'allevamento, dalla lavorazione del legno e anche dalle alghe. Questi carburanti “alternativi” trovano impiego come alternativa ai combustibili fossili, per utilizzi del tutto analoghi.

 

 

Le caratteristiche del bioetanolo

Il bioetanolo è una tipologia di alcol che si ottiene dalla fermentazione di biomasse dedicate o anche di scarto. Nello specifico, si utilizzano cereali amidacei come il mais e colture zuccherine come la canna da zucchero. Nel caso delle colture zuccherine, si procede identificando le parti della pianta che contengono zucchero. A queste viene aggiunto del lievito di birra, per stimolare la fermentazione degli zuccheri, che porta così alla produzione di alcol e di anidride carbonica.

 

L'ultima fase di lavorazione prevede la distillazione della parte liquida per la produzione dell'etanolo vero e proprio. Nel caso dei cereali, invece, si procede innanzitutto separando e selezionando i semi, per poi macinarli. Successivamente viene aggiunta dell'acqua e il composto viene sottoposto ad una breve cottura ad alte temperature (la cosiddetta 'gelatinizzazione'), per poi essere raffreddato.

 

Dopo questa fase di pre-trattamento, vengono inseriti degli enzimi particolari (le amilasi), che trasformano gli amidi in zuccheri semplici, adatti alla fermentazione alcolica. A questo punto, si procede alla distillazione e all'estrazione finale dell'etanolo.

 

 

Il risparmio sul pieno

Il prodotto finale, cioè il bioetanolo, è un carburante dalle proprietà molto simili alla benzina tradizionale, a cui viene miscelato come additivo per aumentare il numero di chilometri percorribili con un solo litro, riducendo così i costi del pieno. Il prezzo di un litro di bioetanolo si aggira sui 3-4 euro.

 

Come appena accennato, questo combustibile di origine vegetale di solito non viene utilizzato in forma pura per i motori termici: viene mescolato alla benzina con percentuali massime del 20%. Il costo al litro viene pertanto rapidamente compensato: in media, la spesa per un singolo rifornimento di benzina si riduce del 30%, una differenza di prezzo che di questi tempi può essere di grande aiuto.

 

 

Le differenze rispetto alla benzina

Nell'immaginario comune, benzina e bioetanolo sono considerate sostanze intercambiabili. Questo perché entrambi i combustibili sono stati progettati per i motori a benzina e, di conseguenza, si pensa che le prestazioni siano le stesse. In sintesi, il bioetanolo sarebbe l'alternativa più sostenibile, ma con la stessa efficacia, proprio dell'idrocarburo fossile. In realtà, tra benzina e bioetanolo ci sono alcune fondamentali differenze. Innanzitutto, il bioetanolo puro può essere sfruttato solo nelle vetture dotate di motore FLEX (o flexifuel), una soluzione disponibile sul mercato dalla metà degli anni ‘90.

 

Il motore FLEX può funzionare a benzina, a bioetanolo o con una miscela dei due. In tutti gli altri casi, il bioetanolo può essere usato esclusivamente come additivo. Il bioetanolo è un carburante liquido e incolore, caratterizzato da parametri chimico-fisici simili a quelli della benzina. 

 

 

Le tipologie di bioetanolo in commercio 

Tornando a quanto detto prima, il bioetanolo viene prodotto e commercializzato come carburante per autotrazione sia in forma pura (con la sigla E100) o, più spesso, in miscele con benzina in proporzioni variabili (con le sigle E10, E15, E20, E85, ecc.), in cui il numero indica la percentuale di bioetanolo presente sul totale del carburante. Quando il bioetanolo è presente nelle benzine sotto forma di additivo, in percentuali fino al 10%, si tratta in realtà dell'etere etilterbutilico (ETBE), una variante del bioetanolo utilizzata per migliorare la combustione e diminuire alcune emissioni inquinanti specifiche, come gli idrocarburi incombusti e il monossido di carbonio.

 

Caratteristiche aggiuntive del bioetanolo sono l’elevato numero di ottani dell'etanolo puro, rispetto alla benzina (113 vs. 89,7), fattore che garantisce ottime prestazioni ai motori; un potere calorifico inferiore alla benzina, con un aumento dei consumi pari a circa il 30%-40%; l’assenza di zolfo.

 

 

Svantaggi

I biocarburanti sono senza dubbio meno inquinanti della benzina tradizionale. Ma presentano comunque delle criticità da superare. Come già detto, ad esempio, il contenuto energetico è inferiore a quello della benzina e, di conseguenza, ne sarà necessaria una maggiore quantità per liberare la stessa energia. Il bioetanolo, inoltre, tende a diluirsi, assorbendo acqua dall’ambiente (igroscopicità) e ha un’elevata corrosività.

 

Quest'ultima caratteristica lo porta a essere un "ospite sgradito" nelle strutture più utilizzate per la conservazione, il trasporto e l'utilizzo del petrolio, come gli oleodotti o i motori delle automobili non flexifuel. Infine, ma altrettanto importante, c’è l’attualità. Basti pensare alle conseguenze causate dalla guerra in Ucraina, con il blocco delle esportazioni di grano, mais e le speculazioni sui beni di prima necessità, inclusi i cereali.

 

Nelle ultime settimane non sono mancate le polemiche, anche aspre, sull’opportunità, in un momento così delicato con il rischio di una vera e propria crisi alimentare generalizzata, di continuare ad utilizzare ingenti quantità di cereali per la produzione di biocarburanti invece di dare la priorità all’alimentazione umana. 

 

 

Come utilizzare il bioetanolo

Come già detto, il bioetanolo per autotrazione, miscelato alla benzina, viene utilizzato con percentuali variabili che si possono riconoscere dal numero accanto alla E. La benzina con più bioetanolo (E10) è diventata l’unica disponibile in molti Paesi e per molte auto fabbricate prima del 2008-2010 ne è sconsigliato l’utilizzo. Ad esempio in Gran Bretagna il Governo ha pubblicato la lista delle auto non compatibili con il bioetanolo, proprio per informare gli automobilisti.

 

Ecco alcune informazioni che possono risultare utili anche per gli automobilisti italiani. Nelle vetture Alfa Romeo, ad esempio, la benzina E10 con bioetanolo si può utilizzare nei modelli MiTo e Giulietta (tutti i motori, in entrambi i casi). La benzina E10 si può utilizzare, poi, in tutti i modelli BMW, a patto che rispettino il numero di ottano minimo richiesto (verificare sul libretto). La benzina E10, infine, è omologata per tutti i veicoli Fiat dal 1° gennaio 2001 (Euro 3), ad eccezione di alcuni modelli, come Bravo/Brava, Marea, Multipla, Palio, Punto e Stilo.