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Qual è la prima causa di inquinamento nel mondo

Fumo esce da case e industrie- Credit: iStock

INQUINAMENTO08 maggio 2022

Qual è la prima causa di inquinamento nel mondo

di Melissa Viri

Non ha a che vedere con le industrie.

L'impatto della presenza umana e delle sue attività sulla salute del pianeta è un problema studiato da decenni. Effetti delle attività industriali, traffico automobilistico e trasporti, allevamenti intensivi, produzione di energia e riscaldamento: sono alcune delle cause che concorrono alla principale forma di inquinamento ambientale sul pianeta, ovvero quello atmosferico.

Conoscere in che modo ciascuna di queste voci influisca sull'alterazione dell'ecosistema è importante per capire dove intervenire con più urgenza e sfatare falsi miti: infatti non è il risultato della lavorazione delle industrie ma la produzione del riscaldamento a inquinare maggiormente, seguita dalla contaminazione causata dagli allevamenti intensivi.

 

 

Il peggior vettore di inquinamento

Contrariamente alla percezione comune, a inquinare maggiormente l'atmosfera non sono né il volume di NOx (ossido di azoto) prodotto dal traffico motorizzato e né quello dei COV (composti organici volatili) generati assieme al PM10/PM2.5 (i particolati) dalle lavorazioni industriali: la principale causa dell'inquinamento atmosferico è il riscaldamento, nei suoi usi residenziali o commerciali e nella combustione della legna.

Una ricerca dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sostiene infatti che il riscaldamento è responsabile di oltre il 50% del particolato nell'atmosfera, assieme all'agricoltura (soprattutto per l'uso di fertilizzanti con carbonio, la calcitazione del suolo e la combustione in campo di residui agricoli) e zootecnia ad alto impatto energetico (in particolare, per le emissioni di metano derivanti dalla fermentazione enterica).

 

 

L'impatto del particolato nell'atmosfera

Come è noto, a differenza di quello idrico e del suolo, l'inquinamento atmosferico fa riferimento alla presenza nell’aria di sostanze gassose, pulviscoli e vapori nocivi.

Stando allo studio di cui sopra, il settore della produzione del riscaldamento e il suo utilizzo inciderebbero più del traffico di autoveicoli a diesel e benzina: queste stime sono preoccupanti se si tiene conto che per particolato si intende quello primario (emesso direttamente dalla "fonte inquinante") ma anche secondario, generato nell'atmosfera da reazioni chimiche con altri gas.

Non solo: tra gli inquinanti atmosferici ci sono anche il biossido di azoto (NO2) e l'ozono troposferico.

 

 

Inquinamento atmosferico

Per inquinamento atmosferico non si intende solo lo smog, la "nebbia" scura generata dal ristagno di particelle solide e anidride solforosa da combustione, ma anche le concentrazioni di NO2.

Questo gas rossastro fortemente irritante, prodotto dall'ossidazione del monossido di azoto, è responsabile delle piogge acide e dell'alta concentrazione di nitrati e fosfati nelle acque.

L'ozono troposferico invece è un inquinante secondario: generato da reazioni che interessano NOx e COV in presenza di temperature elevate, questo smog fotochimico è nocivo per l'ambiente e altera le funzioni respiratorie umane.