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Quali sono i vulcani attivi in Italia

Vulcano Etna- Credit: iStock

GREEN11 settembre 2020

Quali sono i vulcani attivi in Italia

di Melissa Viri

Siamo portati a credere che i vulcani "attivi" siano solo quelli che mostrano delle manifestazioni evidenti

Quindi in Italia solo l’Etna e lo Stromboli potrebbero essere definiti tali secondo il nostro metro di giudizio. Ebbene, non è così perché i tempi geologici sono molto più ampi di quelli umani ed un vulcano può essere quiescente per diversi secoli prima di eruttare, ma non per questo non può essere definito in attività.

 

Ecco, allora che la lista dei vulcani attivi in Italia si allunga notevolmente ed anche se non ne siamo a conoscenza all’improvviso ci si può accorgere di vivere proprio vicino ad uno di essi.

 

Quali sono? Oltre a quelli già citati e ben noti, ci sono anche il Vesuvio, Vulcano, Pantelleria, Lipari, Ischia, Campi Flegrei, Colli Albani, Isola Ferdinandea ed Marsili, poco conosciuto, ma estremamente pericoloso.

 

Come è evidente, gran parte di essi si trovano in Italia meridionale. Conosciamoli meglio.

Vulcani in Sicilia

L’Etna non ha bisogno di presentazioni, perché è in grado di farsi conoscere da solo. Si tratta del vulcano più alto d’Europa, grazie ai suoi 3.300 m e si trova sulla costa orientale siciliana.

 

La sua attività è di tipo effusivo, ovvero si manifesta con colate laviche molto liquide, ma anche esplosivo con colonne di fumo e lancio di piroclasti. Non è pericoloso è può essere facilmente controllabile, proprio per la sua prevedibilità.

 

Lo Stromboli è ubicato nell’arcipelago delle Eolie e presenta un’attività così caratteristica da essere definita stromboliana anche per altri vulcani nel mondo. Periodicamente lancia magma e piroclasti a centinaia di metri di distanza, mentre la lava seguendo "la sciara de fuoco" arriva fino al mare.

 

Anche Vulcano e Lipari fanno parte delle Isole Eolie e la loro attività eruttiva violenta si è manifestata nel corso dei secoli con una certa regolarità fino al 1890 per il primo ed al 1888 per il secondo, quando ci fu il lancio massiccio di rocce e cenere.

 

Da allora sono quiescenti e le uniche manifestazioni sono rappresentate da fumarole, che possono svilupparsi anche sulle spiagge delle isole.

 

Pantelleria è la parte emersa di un vulcano che si trova nel Canale di Sicilia ed ha conosciuto nel corso della sua evoluzione una serie di eruzioni esplosive ed effusive, con collassi della caldera. L’ultima attività evidente è stata nel 1891; da allora, nonostante persista il pericolo, la densità abitativa è cresciuta moltissimo.

 

Discorso a parte va fatto per il Marsili, vulcano sottomarino ubicato sempre lungo l’arco insulare eoliano, molto pericoloso e costantemente monitorato, e per l’Isola Ferdinandea, nel canale di Sicilia, che testimonia l’attività di un vulcano sottomarino, che formò nel 1831 un’isola ben presto distrutta dall’azione di erosione.

Vulcani attivi in Campania

In Campania il Vesuvio, Ischia ed i Campi Flegrei sono la testimonianza di un’intensa attività vulcanica. Il primo dorme dal 1944, ma viene tenuto sotto stretto controllo a causa della sua pericolosità e dello sviluppo abitativo della zona.

 

Stessa cosa per i Campi Flegrei, la cui attività è cessata nel 1538 ma tutta la zona è sottoposta a costante bradisismo, fatto che testimonia il continuo movimento dell’area.

 

Tutta l’isola di Ischia, invece, è legata a successive eruzioni; essa stessa è la parte sommitale di una struttura vulcanica che si estende per 900 m sotto il mare. Le molte fonti termali sono la manifestazione della sua origine.