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Quali sono le principali fonti di inquinamento del suolo?

La terra divisa in due: immagine simbolo inquinamento- Credit: iStock

GREEN16 gennaio 2022

Quali sono le principali fonti di inquinamento del suolo?

di Maura Corrado

Dall’agricoltura all’energia nucleare, ecco le pratiche più pericolose per la qualità dei terreni.

Quando si parla di inquinamento delle risorse naturali, ci si sofferma il più delle volte sull’inquinamento dell’aria (polveri sottili, effetto serra, ecc.) e dell’acqua. Tuttavia, l’inquinamento del suolo rappresenta un problema altrettanto importante. Tecnicamente, con l’espressione “inquinamento del suolo” si indica “l'alterazione dell'equilibrio chimico-fisico e biologico del suolo, nonché la predisposizione all'erosione, agli smottamenti e l'ingresso di sostanze dannose nella catena alimentare dell'uomo”. In sintesi, un suolo inquinato è una porzione di terreno non compatibile con il regolare svolgimento della vita vegetale, animale e umana. Quali sono le cause?

 

 

I rifiuti

Le cause dell’inquinamento del suolo possono essere davvero numerose. Questo fenomeno può essere innanzitutto generato dai rifiuti solidi, liquidi e gassosi. Per questo è davvero importante – per il cittadino comune e per le aziende - effettuare correttamente la raccolta differenziata. Purtroppo, lungo il territorio nazionale, sono ancora molto diffuse le discariche abusive. Molti di noi, poi, ricordano gli scandali relativi all’interramento di rifiuti tossici e pericolosi in aree rurali abbandonate o coltivate. Tra i rifiuti più pericolosi per la qualità del suolo, se non vengono smaltiti correttamente, ci sono ad esempio i medicinali scaduti, soprattutto quelli in forma liquida che, oltre ad inquinare il suolo, possono raggiungere le falde acquifere sotterranee, danneggiando il loro delicato equilibrio. E ancora: le pile scariche, gli insetticidi, i fertilizzanti, i concimi chimici e il mercurio. Tra i rifiuti inquinanti per il suolo, in forma gassosa, c’è invece il CFC, propellente rilasciato dalle bombolette spray al momento dell’uso.

 

 

Le acque di scarico

Anche le acque di scarico, di varia natura, possono risultare fortemente inquinanti per il suolo. Nello specifico, si tratta di acque la cui qualità è stata compromessa dall'azione dell'uomo dopo il loro utilizzo in ambito domestico, industriale o agricolo, diventando così non idonee ad un loro uso diretto. Nelle acque di scarico contaminate sono presenti sostanze galleggianti come grassi, oli, schiume, sostanze sospese e disciolte, ma anche materiali biologici come organismi vegetali e animali.

 

 

Pratiche agricole non sostenibili

L’agricoltura è fondamentale per la coltivazione dei prodotti alimentari, ma alcune pratiche agricole non sostenibili purtroppo continuano a contaminare il suolo. Come tutti sappiamo, per crescere le piante hanno bisogno di sostanze nutritive e l’agricoltura intensiva può provocare il depauperamento dei nutrienti presenti nel suolo, più rapidamente di quanto la natura possa reintegrarli. I fertilizzanti contribuiscono a compensare tale deficit, introducendo sostanze nutritive aggiuntive. Spesso, purtroppo, le piante non assorbono l’intera quantità di fertilizzante - nel caso dei prodotti a base di fosforo la quantità assorbita è appena il 20% - e il surplus di prodotto può alterare non solo l’equilibro dell’ecosistema del suolo, ma anche finire nei laghi e nei fiumi. C’è poi il rame, ampiamente utilizzato, da decenni, come fungicida nei vigneti e nei frutteti. Un recente studio su larga scala, sui suoli europei, ha evidenziato che le concentrazioni di rame nei vigneti erano tre volte superiori alla media. Il rame viene anche aggiunto al mangime animale e, quando il letame viene sparso sui prati e su altri terreni agricoli, viene introdotto nell’ambiente. Anche le deiezioni e i prodotti di scarto di un allevamento intensivo possono essere annoverati tra le cause dell’inquinamento del suolo.

 

 

Idrocarburi e diossine

Tra le sostanze che inquinano il suolo, legate allo svolgimento delle attività umane, ci sono poi gli idrocarburi, composti organici che contengono solo atomi di carbonio e di idrogeno. Si suddividono in: idrocarburi solidi (presenti nell'asfalto, nel bitume, ecc.), liquidi (presenti nel petrolio e in benzene, esano, ottano, ecc.) e gassosi (metano, propano, butano, ecc.). Il fracking (o fratturazione idraulica) viene considerata tra le pratiche di estrazione degli idrocarburi più invasive e pericolose per la qualità del suolo. Passiamo alle diossine: sono tra i più potenti veleni conosciuti. Si tratta di molecole molto varie a cui appartengono composti cancerogeni tossici sia per l’uomo che per gli animali. Le diossine derivano da processi naturali di combustione (come gli incendi di foreste o le emissioni di gas dei vulcani) oppure da specifiche attività umane come l’incenerimento dei rifiuti o i processi di produzione industriale.

 

 

Altre attività umane

Alcune attività umane possono risultare inquinanti sia per l’aria che per il suolo, come i trasporti e il riscaldamento domestico e industriale. Trasporti e riscaldamento rilasciano un’enorme quantità di polveri sottili che successivamente si depositano nel terreno, inquinandolo. Anche buona parte dei materiali impiegati dal settore edile può inquinare il suolo. Ne sono un esempio le vernici a base di piombo che, cadendo dalle pareti degli edifici, penetrano e contaminano il terreno. L’attività industriale e lo smaltimento non corretto dei rifiuti elettronici possono infine causare la contaminazione con metalli pesanti come arsenico, cobalto, cromo, rame, fluoro, manganese, nichel, silicio, zinco, mercurio, piombo o altre sostanze nocive come acidi e solventi.

 

 

I residui bellici

C’è inoltre l’inquinamento legato all’attività bellica del passato e del presente: quello relativo ai residui bellici è un dato da non sottostimare. In base ai dati della FAO, infatti, ci sono all’incirca 110 milioni di mine o altri ordigni inesplosi sparsi in 64 Paesi di tutti i continenti. Questi residui bellici non solo possono avere conseguenze mortali per gli agricoltori, ma possono anche rilasciare metalli pesanti, in aria e nel terreno, attraverso gli agenti atmosferici.

 

 

Le scorie radioattive

Una quantità di materiale radioattivo, prestabilita e autorizzata da autorità competenti, può essere reimmessa nell'ambiente dalle industrie nucleari. Tuttavia, il vero pericolo è rappresentato da eventuali esplosioni (o perdite non controllabili) delle centrali elettronucleari (allo stato solido, liquido o gassoso) o da disastri ambientali causati da malfunzionamenti e incidenti all’interno degli impianti. Basti pensare a cosa è accaduto a Fukushima e a Chernobyl. Sostanze nocive come il cesio-137 si depositano nel suolo e possono essere pericolose per l’uomo in diversi modi: quando si cammina sul suolo contaminato, quando si respirano particelle nocive presenti nella polvere che si alza dal suolo contaminato o ancora quando si ingeriscono alimenti coltivati su terreni contaminati.