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Quanto costa ricaricare auto elettrica, a casa e alla colonna Persona che ricarica un'auto elettrica - Credit: iStock
GREEN 15 settembre 2021

Quanto costa ricaricare auto elettrica, a casa e alla colonna

di Maura Corrado

 La ricarica domestica è più economica. Con gli abbonamenti flat il pieno di elettricità alle colonnine diventa più conveniente

Anche se molti italiani le giudicano ancora troppo costose, le vendite di auto elettriche continuano a ritmo sostenuto anche nel nostro Paese, grazie soprattutto agli incentivi statali.

Dopo l’esaurimento, in meno di un mese, dell’ultima tranche di fondi (60 milioni di euro), è notizia di pochi giorni fa il rifinanziamento dell’Ecobonus per l’acquisto dei veicoli meno inquinanti M1 (quelli compresi nella fascia di emissioni da 0 a 60 grammi di CO2 per km, che include sia le full electric che le ibride plug-in), con altri 57 milioni di euro. Sono stati dunque prorogati i termini per la prenotazione degli incentivi

Gli interrogativi

Che si tratti di una dinamica Fiat 500 elettrica o di una sofisticata Tesla, gli interrogativi che tutti gli acquirenti si pongono sono gli stessi: qual è la reale autonomia del veicolo, quanti anni dura la batteria, quanto costa e quante ore ci vogliono per ricaricare l’auto elettrica. Per quanto riguarda i costi legati alla ricarica, la distinzione fondamentale da fare è tra impianto domestico e colonnine pubbliche. Bisogna inoltre considerare che i prezzi dell’energia sono piuttosto variabili. Bisogna infine familiarizzare con le unità di misura. Per sapere “quanto ho ricaricato”, è necessario ragionare in base ai kilowattora (kWh). Se il kilowatt (kW) misura la potenza, il kWh misura la quantità di energia. Dunque, il kWh rappresenta l’energia assorbita in un’ora da un apparecchio da 1 kW di potenza. Anche se il sistema internazionale utilizza i Joule, il kilowattora viene oggi utilizzato come unità di vendita dell’energia elettrica da parte delle aziende del settore.

Le wallbox

Le auto elettriche si possono caricare innanzitutto a casa, attraverso la rete elettrica domestica. L’impianto che consente di ricaricare l’auto elettrica in ambito domestico è chiamato wallbox. Le wallbox, pur somigliando alle classiche colonnine di ricarica, hanno dimensioni più contenute per non occupare troppo spazio e vengono fissate alla parete. In sintesi, trasformano una normale presa di corrente domestica in una “centrale” per la ricarica di mezzi elettrici (auto, scooter, monopattini, ecc.). Per l’installazione di una wallbox è necessario rispettare la normativa CEI EN 61851-1, che indica i parametri da rispettare per la sicurezza. L’impianto non può essere mai installato all’interno dell’abitazione, ma in luoghi annessi come il garage o il posto auto coperto. Inoltre, deve essere certificato da un tecnico abilitato. Il costo di una wallbox (e della sua installazione) oscilla tra i 1.000 e i 3.000 euro.

Potenza e costi

La potenza della Wallbox può raggiungere i 7,5 kW in monofase e fino a 22 kW in trifase. Il “serbatoio” dell’auto elettrica è costituito dalla batteria, e la capacità che di solito consideriamo in litri, in questo caso dipende dalla quantità di elettricità che riesce ad assorbire, esattamente come accade per gli smartphone. Ipotizzando un costo medio unitario dell’energia compreso tra 0,20-0,23 €/kWh e di dover caricare una batteria di taglia media da 40 kWh, la spesa dovrebbe essere di circa 8-9 euro per un pieno, con un’autonomia di circa 270 km. Più contenuti, invece, sono i costi per ricaricare una citycar a casa. Attualmente la capacità delle batterie di auto elettriche di piccola taglia è compresa tra i 16 kWh e i 24 kWh, a cui corrisponde un’autonomia reale tra i 100 ed i 200 km. Considerando il minimo, 16 kWh di batteria, per una ricarica completa saranno necessarie 4-5 ore con un impianto domestico da 3,7 kW, per un consumo totale di 16 kWh. Se paghiamo 0,25 € per 1 kWh, iva inclusa, per un “pieno” si spenderanno 4 € o fino a 5 € con contratti più onerosi. Ad oggi ricaricare l’auto elettrica nel garage di casa è il metodo più conveniente. 

Ricarica alle colonnine pubbliche

La questione è più complessa per la ricarica di auto elettriche attraverso le colonnine pubbliche, in costante aumento sulla rete autostradale italiana. Come per la benzina, i prezzi variano in base al fornitore e alle aree di percorrenza. Ogni azienda può inoltre offrire abbonamenti o sconti a seconda delle proprie strategie di marketing. Le tariffe, dunque, variano in base al tipo di colonnina, velocità della ricarica ed operatore. In generale è possibile affermare che si spendono 0,45-0,50 € per kWh. Quindi, considerando una batteria di taglia media da 40 kWh, la spesa è di circa 18-20 euro per una ricarica completa, circa il doppio rispetto alla ricarica effettuata a casa. Le tariffe flat, invece, sono pensate per spingere l’automobilista all’acquisto di abbonamenti con il maggior numero di kWh inclusi, quindi con la possibilità di effettuare più ricariche con un solo abbonamento. Ad esempio, EnelX propone le tariffe Flat Small e Large. La prima costa 25 € al mese e include 70 kWh mensili di ricarica. La seconda, invece, costa 45 € ma risulta più conveniente, in quanto include 145 kWh mensili di ricarica. Altri gestori propongono tariffe simili.

Allungare l’autonomia della batteria

Ricaricare un’auto elettrica, in generale, costa molto meno del tradizionale pieno di benzina. Imparare a non sprecare l’energia della propria auto elettrica è comunque utile per allungare l’autonomia della batteria e risparmiare sui costi di ricarica, sia in garage che alle colonnine pubbliche. Il primo suggerimento è sfruttare il sistema di frenata rigenerativa, tecnologia che consente di recuperare energia durante la fase di decelerazione. Non frenare bruscamente ad ogni stop, ma inizia a decelerare in anticipo, sfruttando anche i tratti in discesa. Durante la stagione estiva bisogna fare attenzione al sole cocente, per la salute della batteria. Durante le soste in autogrill, è meglio parcheggiare all’ombra o non sostare troppo a lungo al sole. Rispettare i limiti di velocità è salutare sia per la sicurezza che per l’autonomia di percorrenza. Bisogna ricordare, infine, che con il riscaldamento o l’aria condizionata accesi a lungo e ad un’alta intensità la batteria si scarica più velocemente.

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