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Sfide ambientali e nuove invenzioni: 3 oggetti per un futuro sostenibile

Mano di robot e mano umana che entrano in contatto- Credit: iStock

GREEN23 aprile 2021

Sfide ambientali e nuove invenzioni: 3 oggetti per un futuro sostenibile

di Maura Corrado

Robot che raccolgono ;la spazzatura, auto che volano e treni supersonici a levitazione magnetica...

Tre invenzioni che cambieranno la nostra vita

Anche se a tutti sembra che il mondo si sia “fermato” a causa della pandemia da Covid-19, ci sono numerose sfide da affrontare che riguardano la vita quotidiana di tutti noi. L’obiettivo è, da un lato, semplificare la vita all’uomo, ma senza conseguenze negative per l’ambiente. Scienza e tecnologia ci daranno una mano. Droni dog sitter, postini robot dalle sembianze canine, auto che volano, treni supersonici, dispositivi che leggono nel pensiero… Suggestioni che rimandano alla trilogia di Ritorno al Futuro o a un episodio di Black Mirror e che invece stanno per diventare realtà.

I robot spazzini

Togliere i rifiuti dalle strade e smaltirli correttamente è sempre un problema di grande attualità. Quando si potrà tornare a viaggiare senza restrizioni, ad esempio, capitali e città d’arte torneranno a fare i conti con le conseguenze dell’overtourism (il sovraffollamento turistico). Tra queste, grandi quantità di rifiuti di ogni genere, abbandonati ovunque. Tra le soluzioni al problema vi è l’impiego dei robot spazzini. In Cina e a Singapore li stanno già testando in strada. Da qualche mese, infatti, a Shenzhen, polo tecnologico della provincia del Guangdong, alcuni robot aiutano gli operatori ecologici a scaricare i rifiuti.

Come funzionano?

I robot si muovono lungo un percorso prestabilito, servendosi di un radar e reggendo un cassonetto da 660 litri. Arrivati al centro raccolta dei rifiuti, i robot scaricano il carico di spazzatura (che può arrivare a pesare più di 200 kg) e trasportano il cassonetto vuoto nell'area dedicata all'igienizzazione, dove gli addetti alle pulizie si occupano del suo lavaggio per il riutilizzo. Singapore, invece, sarà tra le prime città al mondo a sperimentare la spazzatrice stradale a guida autonoma. La macchina, dotata di sensori su ogni lato e di unità di calcolo all’interno della cabina, ha un’elevata efficienza meccanica, aspirante e filtrante. Questa spazzatrice smart ed ecologica può risparmiare fino al 60% nei consumi d’acqua e garantisce l’abbattimento totale delle emissioni di PM10.

Le automobili che volano

Alcuni strumenti della modernità stanno vivendo una fase di profonda trasformazione. Tra questi c’è sicuramente l’automobile. Gli obiettivi di imprenditori ed istituzioni sono molteplici: decongestionare le strade dal traffico cittadino, avere veicoli sempre meno inquinanti, ridurre i tempi degli spostamenti, fornire assistenza in caso di disastri naturali. Se attualmente stiamo vivendo una prima “rivoluzione” rappresentata dalla diffusione su larga scala delle auto elettriche con batteria, prepariamoci ad altri cambiamenti di scenario in tempi neanche troppo lunghi: auto a idrogeno, auto a guida autonoma, auto che volano.

 

La conferma è arrivata lo scorso febbraio da John Elkann, presidente di Stellantis, il quarto gruppo automobilistico più grande al mondo. “Questo è un decennio che vedrà tantissimi salti in avanti per la nostra industria – ha dichiarato -. Da un lato la sfida ambientale e la transizione energetica, dall'altro le applicazioni che il mondo del trasporto può immaginare, tra cui, per esempio, le automobili che volano”.

Conto alla rovescia

Per il debutto ufficiale delle prime auto elettriche volanti – tecnicamente definite eVTOL (Electric vertical take-off and landing) - è già partito il conto alla rovescia. In Giappone l’azienda SkyDrive, che sta ultimando i test sui veicoli a due posti, vorrebbe avviare il servizio di taxi volanti nel 2023 a Osaka e Tokyo, con corse a prezzi di gran lunga inferiori rispetto a un viaggio in elicottero. Negli Usa, invece, la United Airlines ha già ordinato taxi volanti per un valore di un miliardo di dollari dalla startup Archer, con l’obiettivo di ricevere l’autorizzazione per il loro utilizzo entro il 2024. I taxi volanti hanno un’autonomia di 100 km e sono in grado di superare i 250 km/h. Numerosi i vantaggi rispetto ai mezzi tradizionali: emissioni di CO2 dimezzate, emissione di rumore cento volte inferiore rispetto ad un elicottero, più economici sia da costruire che da gestire. I taxi volanti decolleranno da appositi “vertiporti” che verranno realizzati nelle principali città del mondo.

Hyperloop, il supertreno sostenibile

Si prospettano molto più lunghi, invece, i tempi per il debutto su larga scala di Hyperloop. Stiamo parlando del treno supersonico, fatto di capsule a lievitazione magnetica, che viaggia all’interno di lunghissimi tubi sopraelevati e depressurizzati. Se diventerà realtà, questo supertreno consentirà di andare da Milano a Roma in mezzora. Questa visione futuristica del trasporto risale a metà Ottocento ma è stata rilanciata dieci anni fa dall’imprenditore visionario Elon Musk.

 

Il nome Hyperloop è stato scelto perché il percorso del treno dovrebbe essere simile a un loop, cioè ad anello. Oggi diverse aziende sono impegnate in progetti e sperimentazioni legate a questa tecnologia, tra cui la Virgin Hyperloop, società di un altro celebre imprenditore, Richard Branson. La Virgin Hyperloop ha già effettuato con successo un breve test iniziale, con una capsula a induzione magnetica, alla velocità di 400 km/h, nell’area che circonda Las Vegas.

Vantaggi e criticità di Hyperloop

Negli Stati Uniti le prime tratte dovrebbero essere percorribili a partire dal 2030. L’Italia, inoltre, dovrebbe essere tra i primi Paesi a poter disporre di questo nuovo supertreno. Hyperloop si caratterizza per la velocità – dovrebbe raggiungere i 1200 km orari – e per l’efficienza energetica. Infatti, grazie al sollevamento da terra e al vuoto generato all'interno dei tubi, si può ottenere la quasi totale eliminazione degli attriti. Il che si tradurrebbe in un enorme risparmio di energia rispetto ai mezzi di trasporto più tradizionali.

 

Inoltre, recuperando energia anche in fase di frenata e coprendo i tubi con pannelli fotovoltaici, si potrebbe giungere ad una completa autosufficienza. Per rendere concretamente realizzabile il progetto servono competenze d’eccellenza, ma anche tanti soldi. Infatti è stato calcolato che per costruire un chilometro di infrastruttura Hyperloop servono ben 60 milioni di euro.