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Simbolo riciclo: plastica riciclabile e non riciclabile Simbolo del riciclo - Credit: iStock
GREEN 17 ottobre 2020

Simbolo riciclo: plastica riciclabile e non riciclabile

di Melissa Viri

Simbolo riciclo: riconoscerlo per organizzare la giusta raccolta differenziata

Alzi la mano chi, almeno una volta nella propria vita, non si sia trovato in difficoltà nell'organizzare e gestire la raccolta dei rifiuti.

Come ben sappiamo, infatti, i rifiuti non sono tutti uguali e, a seconda delle varie caratteristiche di cui sono dotati, distinguiamo tra plastica, metalli, umido, cartone e indifferenziata.

 

Leggere, pertanto, i simboli posti su ogni confezione non solo ci aiuta nella raccolta più consapevole dei rifiuti, ma diventa un valido aiuto per sapere cosa si può differenziare. Il simbolo del riciclo, caratterizzato da tre frecce che s’inseguono, è quello universalmente utilizzato sugli imballaggi di carta e cartone e indica che la confezione è perfettamente riciclabile e proviene, in larga parte, da materiale riciclato.

Plastica riciclabile e non riciclabile: come distinguerle?

Nonostante l'Unione Europea continui a bacchettare gli Stati membri rei di continuare a utilizzare ancora troppi imballaggi, la plastica è una componente fondamentale della nostra vita, al punto tale che non riusciamo a farne a meno. Ma come possiamo distinguere la plastica riciclabile da quella non riciclabile?

 

Gli imballaggi che siamo soliti utilizzare, infatti, sono suddivisi in base al polimero specifico e, ognuno di essi, è contraddistinto da una sigla speciale corredata da un codice di riciclo identificativo. Se, infatti, il comunissimo PET, polietilene tereftalato, è caratterizzato dal codice identificativo 1, l'LDPE, ovvero il polietilene a bassa densità è corredato dal codice identificativo 4, il PS, ovverosia il polistirolo vanta il codice identificativo 6 e così via. Ma queste sigle come possono aiutarci a distinguere cosa possiamo differenziare e cosa no?

Riciclo: cosa si può differenziare?

Districarsi nel vasto e complicato mondo della raccolta differenziata, come si è visto, non è proprio semplicissimo e cadere in errore, il più delle volte, è quasi automatico. Nel novero della plastica riciclabile, dunque, possiamo inserire, a puro titolo esemplificativo:

- le bottiglie d'acqua e di altre bevande;

- i flaconi ultimati dei detersivi;

- sacchetti delle patatine;

- blister;

- flaconi dello shampoo;

- imballaggi degli elettrodomestici.

 

Di contro, all'interno della vastissima categoria della plastica non riciclabile annoveriamo:

- utensili e posate da cucina;

- frullatori;

- barattoli di plastica;

- siringhe;

- giocattoli;

- CD;

- sedie e tavoli da giardino.

 

Impariamo, dunque, a riconoscere tutto quello che si cela dietro il simbolo del riciclo: in questo modo, infatti, la plastica non avrà più segreti per noi.

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