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Il nuovo record delle temperature dell'Oceano

- Credit: Pixabay

AMBIENTE15 gennaio 2022

Il nuovo record delle temperature dell'Oceano

di Tina Carlyle

È successo nel 2021. "Pari a sette bombe atomiche al secondo"

 

Secondo lo studio internazionale "Another record: Ocean warming continues through 2021 Despite La Nina Conditions" pubblicato sulla rivista "Advances in Atmospheric Sciences", nel 2021 le temperature dell'Oceano hanno segnato un nuovo record: per il sesto anno consecutivo non ha mai fatto così caldo, nonostante proprio nello stesso anno si sia manifestata "La Nina" (fenomeno che comporta l'arrivo di temperature particolarmente fredde sulle acque terrestri) che ha in qualche modo contenuto il riscaldamento nell'Oceano Pacifico.

 

Particolarmente allarmante è la situazione del Mediterraneo, il cui bacino è quello che si scalda più velocemente.

 

Secondo lo studio, a cui hanno partecipato 32 scienziati di 14 istituzioni diverse, "la variazione del contenuto termico degli oceani nel 2021 è equivalente all'energia che si otterrebbe facendo esplodere sette bombe atomiche ogni secondo per tutta la durata dell'anno".

 

L'aumento delle temperature, si legge nella ricerca, è dovuto al fatto che gli oceani assorbono poco meno di un terzo della CO2 emessa dalle attività umane, ma il riscaldamento delle acque riduce l'efficienza di questo processo, lasciandone una percentuale maggiore in atmosfera.

 

"Monitorare le variazioni di temperatura e di Co2 serve per giungere a un piano di mitigazione per limitare gli effetti del cambiamento climatico - ha sottolineato Simona Simoncelli dell'Ingv - In conseguenza del riscaldamento delle acque degli oceani sta aumentando il volume e quindi il livello del mare con ripercussioni drammatiche ad esempio per gli atolli del Pacifico e le isole Maldive ma anche per le nostre aree costiere".

 

Per questo motivo, oceani sempre più caldi "creano le condizioni per tempeste e uragani sempre più violenti e numerosi, abbinati a periodi di caldo esasperato in zone sempre più estese" oltre al fatto che "l'acqua più calda è meno ricca in ossigeno e influisce sulla catena alimentare, così come acqua con acidità più elevata ha effetti anche pesanti sulle forme viventi".

 

Franco Reseghetti, ricercatore dell'Enea che ha partecipato allo studio, ha spiegato che le conseguenze potrebbero essere le seguenti: l'energia che si sta accumulando nel Mediterraneo può dare "sempre più spesso origine a episodi meteo estremi come ondate di calore e violenti fenomeni precipitativi sconosciuti in precedenza in queste zone. Il 2021 è stato un manifesto di tutto questo: il caldo in Sicilia ad agosto, la pioggia in Liguria, gli uragani del Mediterraneo a fine novembre ancora in Sicilia".