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Sudan, gli sviluppi dopo il golpe
ESTERI 14 aprile 2019

Sudan, gli sviluppi dopo il golpe

di Federico Bandirali

Ancora caos nel Paese, si dimette Auf, ora il leader è Abdel Fattah el Burhan

In Sudan, al termine di una settimana convulsa culminata col colpo di stato dell’11 aprile, trionfa la volontà del popolo.

L’esercito sudanese aveva annunciato un “consiglio militare” per 24 mesi. Ma le manifestazioni di protesta, che avevano portato alla destituzione dell’ex presidente Omar Bashir, non si sono placate nei giorni successivi, nemmeno dopo la promessa di creare un governo di transizione “civile”. Il popolo, che chiedeva le dimissioni del nuovo leader, vicepresidente e ministro della Difesa, Awad Ibn Auf è stato accontentato: nella serata di venerdì 12 aprile Auf è apparso in TV per comunicare di aver abbandonato l’incarico. E a Khartoum sono iniziati i festeggiamenti.

Il nuovo presidente

Al suo posto si è insediato il generale Abdel Fattah el Burhan, recentemente nominato da Bashir comandante delle forze armate di terra, che ha prestato giuramento come presidente del consiglio di transizione. Consiglio che però non estraderà l’ex presidente: estradarlo “sarebbe un brutto marchio per il Sudan”, ha spiegato il generale Abedeen nel corso di una conferenza stampa.

Il Consiglio militare di transizione, dopo questa scelta, ha ritenuto necessario aprire un dialogo con tutte le entità politiche sudanesi, aggiungendo che il governo sarà di nuovo eletto dal popolo. Lo stesso consiglio – come riporta Al Jazeera – ha chiesto a tutte le “forze politiche” del paese di nominare due rappresentanti per intavolare un confronto su come gestire la fase di transizione del Paese, prima di tornare al voto.

Chi è Auf, presidente dimissionario

Nel frattempo sono in corso le consultazioni per redistribuire gli incarichi dei componenti della giunta: l’Associazione dei professionisti sudanesi ha reso noto che, oltre al leader Awad Ibn Auf, si è dimesso anche il suo vice Abdelmarouf al-Mahi: entrambi sono legati agli islamisti.
In particolare Auf è accusato di essere il mediatore tra il governo destituito e la cruenta milizia dei Jajaweed; i “diavoli a cavallo” saliti alla ribalta delle cronache per le atrocità perpetrate nel Darfur. Nel 2007 Auf venne sanzionato dagli Stati Uniti, che congelarono i suoi beni vietando ai cittadini americani di intrattenere rapporti, commerciali e non, con lui.

Niente estradizione per Bashir

Le autorità militari hanno annunciato che l’ex presidente Omar al-Bashir non sarà estradato, evitandogli così il processo della Corte penale internazionale, che lo vorrebbe processare per il genocidio di 300mila uomini in Darfur. Bashir, con tutta probabilità, verrà processato in Sudan, anche se il generale Abedeen non ha escluso che, dopo la fase di transizione (che dovrebbe durare meno di 24 mesi) verso un nuovo governo eletto dal popolo, il Sudan possa “portarlo” davanti alla Corte dell’Aja.

Gli effetti del golpe

Intanto è stato reso noto che nei tentativi di sgombero prima del golpe sarebbero comunque decedute 27 persone, un quarto di tutte le vittime della repressione avvenuta da dicembre. A queste si aggiungono 13 persone uccise giovedì 11 aprile e altre 3, tra cui un soldato, venerdì 12. Questo almeno ha comunicato l’Associazione dei professionisti sudanesi, aggiungendo che le vittime sono morte per mano delle forze del regime e delle milizie ombra. Le autorità parlano invece di 16 decessi causati da proiettili vaganti, e nel caos in cui versa il Sudan è impossibile trovare riscontri attendibili.

PH:Ala Kheir/Fotogramma

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