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Resti del Boeing ucraino precipitato in Iran I resti del Boeing ucraino precipitato in Iran l'8 gennaio 2020 - Credit: Rouzbeh Fouladi / IPA / Fotogramma
MEDIO ORIENTE 10 gennaio 2020

Aereo ucraino precipitato in Iran: cosa sappiamo

di Luigi Gavazzi

Abbattuto con un missile "per un errore umano" dalla contraerea di Teheran

Sabato 11 gennaio, dopo oltre tre giorni di smentite, l’Iran ha ammesso che le proprie forze militari hanno abbattuto per errore (“imperdonabile”) il Boeing 737-800 della Ukraine International Airlines (Uia) causando la morte delle 176 persone che si trovavano a bordo.

Prima è stato letto in tv un comunicato del comando delle forze armate che attribuivano a un “errore umano” il missile che ha colpito il velivolo civile; poi è arrivato – su Twitter – il messaggio di scuse dell’Ayatollah Ali Khamenei, la massima carica dello Stato. 

 

 

Fino a 12 ore prima mentre le fonti dei servizi, dei media e di alcuni governi occidentali sostenevano la tesi del missile iraniano come causa della tragedia, il governo di Teheran continuava a definire questa versione “fantasiose supposizioni che non ha senso esternare”.

LA RICOSTRUZIONE DELLA VICENDA

Già nel pomeriggio di mercoledì erano apparse tutt’altro che chiare le cause e anche la dinamica dell’incidente al Boeing 737-800 della Ukraine International Airlines (Uia), volo PS752, destinazione Kiev, capitale dell’Ucraina. A bordo c’erano 176 persone, tutte morte.

Un missile russo

Una fonte fonte del comando americano a Washington, un ufficiale dell’intelligence Usa e una dei servizi iracheni avevano detto che l’aereo sarebbe stato colpito dal sistema missilistico terra aria Tor-M1 fabbricato dai russi.

 

L’aereo ucraino è decollato alle 6:12 dopo quasi un’ora di ritardo, puntando verso est e raggiungendo gli 8000 piedi, (circa 2400 metri) di altitudine. Spezzoni video e testimoni oculari, fra i quali l’equipaggio di un altro aereo che volava in zona, indicano che il velivolo fosse in fiamme mentre precipitava a sud ovest di Teheran alle 6:18, sei minuti dopo il decollo.

 

 

I russi hanno venduto 29 missili Tor-M1 all’Iran nel 2007. È un razzo in grado di colpire bersagli fino a seimila metri di altitudine fino a 12 km di distanza.

 

La Commissione di inchiesta ucraina

L’Ucraina ha inviato in Iran una commissione di inchiesta. Il presidente Volodimir Zelenskij ha chiesto a Stati Uniti, Iran e Canada di condividere le informazioni per arrivare a una definizione delle cause dell’incidente. Giovedì 9 gennaio Trump e il primo ministro canadese Justin Trudeau hanno puntato forte sulla tesi del missile lanciato dagli iraniani.

 

 

Nel condurre l’inchiesta, comunque, le autorità ucraine sono partite da tre ipotesi: 1) collisione in aria con un drone o un altro oggetto volente; 2) distruzione o esplosione di un motore; 3) esplosione causata da un attacco terroristico.

La scatola nera

Le prime dichiarazioni successive alle indagini avviate dalle autorità iraniane immediatamente dopo l’incidente, riferivano di un problema durante il decollo e di un apparente incendio al velivolo.

 

 

Secondo l’Organizzazione iraniana dell’aviazione civile, l’aereo, decollato da qualche minuto, stava tornando verso l’aeroporto di partenza.
Sempre gli iraniani hanno dichiarato che non avrebbero passato alla Boeing, azienda americana, la “scatola nera” i cui dati in genere aiutano a chiarire le cause e la dinamica degli incidenti.

 

 

Il velivolo, inoltre, martedì 7 gennaio era atterrato all’aeroporto Malpensa di Milano dove era stato sottoposto ai controlli di routine, superandoli senza problemi. Il giorno prima era stata effettuata la revisione. Il pilota durante i minuti precedenti l’incidente non aveva segnalato emergenze.

FlightRadar24

Secondo i dati di FlightRadar24 – il sito di monitoraggio di tutti i voli nel mondo – l’aereo ucraino aveva regolarmente raggiunto quota 2400 metri. Tuttavia a quel punto i dati sul volo PS752 spariscono improvvisamente. Situazione che l’analista della Bbc Tom Burridge giudica “inusuale”. Sembra suggerire, dice, un incidente “catastrofico” al bordo. Non ci sono altre evidenze, almeno per ora, che ci possano dire cosa ha causato questo “incidente”.

 

 

L’aereo precipitato in Iran è un Boeing 737-800, diverso quindi dal 737 Max coinvolto in due gravissimi incidenti in Indonesia nell’ottobre del 2018 e in Etiopia nel marzo dello stesso anno.

I missili

Il fatto che l’incidente sia avvenuto a poca distanza dall’attacco missilistico alle basi americane in Iraq, la rappresaglia iraniana per l’uccisione di Qassam Soleimani, ha suscitato sospetti che i due fatti fossero collegati. Per ora non ci sono indicazioni in questo senso.

 


Tuttavia alcuni osservatori sottolineano come il presidente ucraino abbia detto di aver chiesto un’indagine ufficiale al procuratore generale e che il comunicato stampa dell’ambasciata di Kiev a Teheran, nel quale si escludevano tra le cause “attacchi terroristici o razzi”, sia stato ritirato poco dopo la pubblicazione.

I passeggeri

I passeggeri del Boeing erano 82 iraniani, 63 canadesi, 11 ucraini, 10 svedesi, tre tedeschi e tre britannici, molti con doppia cittadinanza. Infatti le autorità iraniane hanno comunicato che 147 vittime erano iraniane. Trudeau ha dichiarato che 138 dei passeggeri erano diretti in Canada via Kiev.

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