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Oggi 06 aprile 2020 - Aggiornato alle 12:10
Albert Uderzo, addio al papà di Asterix Albert Uderzo - Credit: OMUALD MEIGNEUX/SIPA / IPA / Fotogramma
FUMETTO 25 marzo 2020

Albert Uderzo, addio al papà di Asterix

di Giovanni Teolis

Si è spento a 92 annu il celebre artista (di origini italiane)

Addio al fumettista francese Albert Uderzo, creatore insieme a René Goscinny di Asterix.

Si è spento a 92 anni nella sua casa di Neuilly, in Francia, per una crisi cardiaca durante il sonno. Un decesso che non ha nessuna attinenza con il diffondersi del coronavirus.


Figlio di genitori italiani originari di La Spezia che lasciarono la loro terra per tentare una nuova vita in Francia all'inizio del secolo scorso, ha creato uno dei personaggi più iconici dei fumetti, che ha venduto oltre 375 milioni di albi in tutto il mondo ed è diventato un monumento della cultura e dell'identità francese. Il fumetto è stato tradotto in oltre 100 lingue.

Le avventure del villaggio gallico che si oppone agli invasori romani furono pubblicate per la prima volta nel 1959, da lì un successo senza freni che ha proiettato personaggi come Asterix, Obelix e il cagnolino Idefix, il druido Panoramix nella cultura popolare anche grazie alla trasposizioni in film, d'animazione e non. Ben 9 i lungometraggi animati realizzati, quattro quelli con attori in carne e ossa (celebre l’Obelix interpretato da Gerard Depardieu).


Uderzo non disegnava più da qualche anno, ma aveva mantenuto il controllo editoriale sulle nuove uscite. In una intervista di qualche anno fa a France presse, era il 2013, ricordava uno dei momenti più difficili della sua vita, la morte del compagno d'arte, lo sceneggiatore René Goscinny, nel 1977, quando pensò di mollare tutto. Poi la decisione di andare avanti.

"Per due anni non sono riuscito a toccare una matita - raccontava - Ma poi alcune persone devono aver intuito la mia difficoltà, e mi hanno scritto che dovevo continuare perché il personaggio non apparteneva a me, ma ai lettori".

Come il suo personaggio più amato Obelix, Uderzo non aveva infatti un temperamento facile, era risentito per un riconoscimento artistico che a suo dire gli veniva negato. Malgrado Asterix abbia venduto nel mondo ben di più del Tintin del belga Hergé, quest'ultimo aveva incassato - postumo, va detto - gli elogi della critica mondiale. Era indignato dall'essere accostato alla "scuola belga" dei fumettisti degli anni Sessanta, esponenti della "ligne claire" di cui Hergé era maestro: "Ho imparato a disegnare dagli americani, non ho nulla di belga", ribatteva.


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