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Oggi 06 luglio 2022 - Aggiornato alle 05:00

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Quanto contano le armi della Nato per la difesa dell'Ucraina

Un militare ucraino con un MBT-NLAW (Next generation Light Anti-tank Weapon) fornito dal Regno Unito- Credit: Alex Chan Tsz Yuk / SOPA Images / ipa-agency.net / Fotogramma

davanti all'aggressione di putin11 maggio 2022

Quanto contano le armi della Nato per la difesa dell'Ucraina

di Carlo Savelli

Breve rassegna degli strumenti da combattimento forniti a Kiev, sul crinale fra difesa e contrattacco

Le armi all’Ucraina sembrano essere davvero la discriminante più importante dalla quale dipendono le sorti della guerra di aggressione della Russia, oltre che un tema di dibattito aspro, soprattutto in Italia, fra differenti concezioni del “sostegno” da offrire a Kiev.
Ma quante sono e soprattutto quali sono le armi che la Nato ha consegnato all’esercito di Zelensky?

Scrive Gianluca Di Feo su Repubblica che la lista degli equipaggiamenti che sono stati portati in Ucraina aiuta a capire in che modo Kiev sia riuscita non solo a resistere con buon successo all’invasione, ma possa ora anche valutare una controffensiva.

In particolare, fanno impressione gli oltre 10mila missili anti-tank di ultima generazione già inviati al fronte. Inoltre, circa duemila Stinger contraerei stanno limitando la potenza dell’aviazione russa, tenendola lontana dai campi di battaglia.


Oltre le armi difensive

Come tutti gli osservatori hanno notato, e come sottolineano soprattutto coloro che criticano la Nato in questa fase, all’inizio del conflitto gli aiuti forniti erano di natura difensiva.
Poi da metà aprile c’è stato un cambiamento radicale, con Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia che hanno fornito, dietro la promessa di Washington di aiuti per ammodernare i propri eserciti, decine di tank T-72, cannoni semoventi e lanciarazzi multipli. Gli altri armamenti offensivi sono stati acquistati sui mercati internazionali; di questi i più importanti sono i droni Bayraktar, che arrivano dalla Turchia.

Progetto ambizioso

Ma l’Ucraina ha avviato un progetto più ambizioso: quello di adeguare il proprio arsenale agli standard Nato. È quindi arrivata l'artiglieria calibro 155 millimetri, accompagnata da radar speciali in grado di identificare le postazioni russe. Gli Stati Uniti forniranno inoltre centrali mobili per la guerra elettronica, in grado di accecare i radar nemici e modificare i comandi dei droni.
Il salto di qualità restante è quello dell’addestramento. Il Pentagono ha dichiarato di aver addestrato 23mila soldati ucraini prima dell’inizio del conflitto e adesso ne sta preparando “qualche centinaio” a utilizzare i nuovi strumenti.

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