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Perché Boris Johnson è a rischio dimissioni

Il primo ministro Boris Johnson- Credit: Leon Neal / IPA / Fotogramma

regno unito20 gennaio 2022

Perché Boris Johnson è a rischio dimissioni

di Luigi Gavazzi

Lo scandalo dei party durante la pandemia pesa sul futuro politico del primo ministro

La carriera politica del primo ministro inglese Boris Johnson è a rischio. Da più parti nel paese, nel Parlamento e anche nel suo stesso partito Conservatore si chiedono le due dimissioni.

La causa del terremoto politico è in una serie di feste tenute nella residenza del primo ministro, al n. 10 di Downing Street, durante i vari lockdown per il Covid-19.

 

Il caso che ha scatenato lo scandalo è stato rivelato dal Daily Mirror il 30 novembre 2021, con il primo di una serie di articoli sui party.

In tutto sarebbero 15 feste avvenute nel corso del 2021.

Il 14 di gennaio 2022 anche il Daily Telegraph, il quotidiano per il quale ha lavorato Johnson prima della carriera politica, si è occupato delle feste, raccontando in particolare di quella tenuta in aprile, nella notte precedente il funerale del Duca di Edimburgo.

Quel funerale colpì il Regno Unito e il mondo intero perché si vide la regina Elisabetta sola a commemorare il marito, nel rispetto delle regole per contenere il contagio di Covid.

 

Per qualche settimana Johnson si è difeso dicendo che non sapeva nulla di quei party. Poi. il 12 gennaio, ha ammesso di aver partecipato a una festa il 20 maggio 2021 che aveva scambiato per “un incontro di lavoro”. Si è poi saputo che la sua segretaria personale aveva diramato inviti per un centinaio di persone ,sollecitandole a portarsi le bevande alcoliche.

Questa settimana il primo ministro si è scusato nella House of Commons, ma ormai il danno era stato fatto.

I sondaggi indicano che il partito laburista nei sondaggi ha superato il partito conservatore, per dieci punti percentuali: una situazione che nessuno prima dello scandalo poteva nemmeno immaginare.

 

Ora Johnson sembra puntare su una strategia “della distrazione”: allontanare l’attenzione dal party gate e evidenziare il successo (che in molti contestano però) nella lotta al Covid-19. Il 19 gennaio infatti il governo di Londra ha annunciato il ritorno al “piano A” nella lotta alla pandemia, dopo alcune settimane di restrizioni, il cosiddetto “piano B”. In sostanza: basta obblighi di smart working, di uso delle mascherine negli spazi chiusi e allentamento nelle richieste di green pass. Si tratta, dice il ministero della Sanità, di un traguardo ottenuto grazie al successo della campagna per il booster vaccinale.