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Partecipante alle proteste a Barcellona Partecipante alle proteste a Barcellona - Credit: Paco Freire / SOPA Images/SIPA / IPA / Fotogramma
SPAGNA 21 ottobre 2019

Catalogna, il presidente Torra: Sanchez fissi i negoziati

di Michela Cannovale

E la sindaca di Barcellona si appella allo Stato perché liberi i leader indipendentisti

Le proteste degli ultimi giorni a Barcellona sembrano aver distrutto rovinosamente la città e i suoi abitanti, che continuano a fare i conti con la condanna al carcere dei nove leader indipendentisti catalani da parte della Corte Suprema spagnola.

 

Solo a Barcellona, 152 persone sono finite in ospedale a causa degli scontri con la polizia, che ha usato gas lacrimogeni, proiettili in gomma e idranti.

Altre decine sono ferite a Lleida, Girona, Tarragona, Madrid. I testimoni, secondo quanto riportato dal Corriere, dicono che in città “sembra che sia passata la guerra”.

 

Torra: “Subito negoziati incondizionati”

È in questo caos che il presidente della Catalogna, Quim Torra, ha richiesto che il premier Sanchez “fissi giorno e ora per aprire un tavolo di negoziati senza condizioni”, e che venga stabilito un referendum sull’autodeterminazione della regione.

 

“La violenza non è mai stata la nostra bandiera e non lo sarà mai”, ha detto il presidente, senza tuttavia condannare esplicitamente i responsabili, e ha aggiunto: “La causa della libertà è inarrestabile e andremo fino a dove il popolo della Catalogna vorrà andare”.

 

La sindaca di Barcellona: liberate i leader sociali e politici

Quasi contemporaneamente alla richieste di Torra, la sindaca di Barcellona Ada Colau ha fatto appello alla calma dopo le proteste violente e al dialogo tra la Catalogna e il governo. Si legge nella sua dichiarazione diretta a Sanchez e Torra:

 

“[…] Ciò che mi preoccupa di più in questi giorni sono i feriti e soprattutto le sette persone che si trovano in uno stato grave o molto grave […] Sappiamo anche che tra i feriti gravi molte persone hanno perso un occhio, lesioni molto probabilmente causate da pallottole di gomma, un materiale antisommossa che in Catalogna si era smesso di utilizzare. Chiedo la revisione dei protocolli riguardo all’uso di questo materiale e l’avvio delle indagini del caso.

Vorrei anche sottolineare che dobbiamo ascoltare ciò che dicono i giovani in questi giorni. La responsabilità è soprattutto di coloro che guidano le istituzioni che devono svolgere un ruolo guida nel negoziato […].

Chiedo, in qualità di sindaco, che il presidente ad interim dello Stato, Pedro Sánchez, e il presidente della Generalitat Quim Torra, dialoghino tra loro. Se i governi catalano e spagnolo possono parlare per coordinare le operazioni di polizia, come è possibile che non siano in grado di affrontare il problema politico fondamentale che abbiamo? […] È necessario parlare con serenità e generosità su come risolvere la situazione di detenzione di leader sociali e politici, perché sappiamo tutti che senza la loro libertà sarà molto difficile trovare soluzioni al conflitto in cui viviamo”.

 

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