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Cile, Santiago, proteste a favore di una nuova Costituzione, ottobre 2019 Cile, Santiago, proteste a favore di una nuova Costituzione, ottobre 2019 - Credit: Adrian Manzol / IPA / Fotogramma
AMERICA LATINA 27 ottobre 2020

Perché il Cile ha cancellato la Costituzione di Pinochet

di Michela Cannovale

Nel referendum il 78,12% dei cileni ha votato a favore di un nuovo processo costituente

Con uno storico referendum, domenica 25 ottobre il Cile ha deciso di cancellare la Costituzione voluta dal generale Augusto Pinochet nel 1980 e considerata l'ultima grande legge ereditata dalla dittatura.

 

Il referendum chiedeva di approvare la stesura e adozione di una nuova Costituzione: il 78,12% dei cileni ha votato a favore dell’opzione “Apruebo”, dando così il via a un nuovo processo costituente.

La nuova Carta sarà scritta da un’assemblea composta da 155 persone elette dal popolo con voto popolare proprio a questo scopo, che dovrà insediarsi entro maggio 2021, e che sarà composta per metà da uomini e per metà da donne, oltre che da un certo numero di rappresentanti delle popolazioni indigene.

 

Una volta costituita l’assemblea, poi, le proposte per la nuova Carta dovranno essere approvate a maggioranza di due terzi.

 

Tra le questioni in primo piano per la nuova Costituzione sono inclusi: il riconoscimento della popolazione indigena dei mapuche, la revisione dei contratti collettivi di lavoro, la riforma del sistema privato dell’assistenza sanitaria, dell’istruzione e delle pensioni.

 

Il risultato del referendum, comunicato in serata, è stato festeggiato in tutto il Paese e in particolare nella capitale Santiago, dove nel 2019 c’erano state grandi e violente proteste sociali messe in moto proprio dalle richieste di una nuova Costituzione. Il popolo riteneva infatti che quella scritta dal regime militare autoritario di Pinochet lasciasse intatte profonde disuguaglianze sociali e avvantaggiasse il settore privato (in particolar modo dell’istruzione e della sanitò) rispetto a quello pubblico.

 

Ce ne aveva parlato qui Cristian Pradenas Soto, avvocato cileno ed esperto in relazioni internazionali.

 

- LEGGI ANCHE: L'inizio delle rivolte: che cosa è successo in Cile nel 2019

 

Entro la seconda metà del 2022 si terrà un nuovo referendum che dovrà approvare o respingere il testo della nuova Costituzione.

 

Il presidente conservatore Sebastián Piñera ha detto che questa dovrà essere “una casa per tutti” e che incorporerà “l’eredità delle generazioni passate, la volontà delle generazioni presenti e le speranze delle generazioni a venire”.

 

- LEGGI ANCHE: Cile, la marcia più grande di tutte

 

 

(Questo articolo è stato pubblicato la prima volta il 26 ottobre 2020)

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