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La Cina controlla segretamente i telefoni dei turisti

ESTERI03 luglio 2019

La Cina controlla segretamente i telefoni dei turisti

di Michela Cannovale

Con un software estrae e-mail, sms, chat e contatti e tiene traccia dei movimenti

La polizia di frontiera cinese sta segretamente installando una app di sorveglianza sui telefoni dei visitatori. L’iniziativa, attuata al solo fine di raccogliere quante più possibili informazioni personali, è parte della politica di controllo intensivo nella regione dello Xinjiang, rivela The Guardian.

 

La libertà umana nello Xinjiang

Il governo cinese ha limitato le libertà per la popolazione musulmana che vive nella provincia, installando telecamere per il riconoscimento facciale sulle strade e nelle moschee e costringendo i residenti a scaricare un software che tiene sotto controllo i telefoni cellulari.

 

La stessa cosa succede ai viaggiatori che entrano nella regione dal vicino Kirghizistan. Peccato che succeda senza che loro lo sappiano, visto che molti turisti fanno sapere di non essere stati avvertiti in anticipo dalle autorità e di non sapere che tipo di informazioni vengano prese.

 

Secondo quanto suggerito da The Guardian, il software, progettato da una società cinese, non sarebbe interessato unicamente a catturare termini associati all’estremismo islamico, ma anche materiale più generico, come il digiuno durante il Ramadam, la letteratura sul Dalai Lama o la musica metal giapponese.

 

Come viene installato il software?

Circa 100 milioni di persone, turisti ma anche commercianti, visitano la regione dello Xinjiang ogni anno, secondo le autorità cinesi. Ai vari checkpoint viene chiesto loro di consegnare i telefoni e altri dispositivi elettronici, incluse le macchine fotografiche, che vengono portati dalle guardie di frontiera in una stanza separata e riconsegnate poco dopo.

 

Se i dispositivi Ios vengono scansionati con una sorta di lettore, negli Android viene installato il software. Quest’ultimo dovrebbe essere disinstallato – e così è, nella maggior parte dei casi – prima che il telefono sia restituito al proprietario, ma molti viaggiatori fanno sapere di esserselo ritrovato ancora sul cellulare.

 

L’app appare sotto forma di un’icona predefinita di Android e una parola scritta in cinese. Il termine, scrive The Guardian, non ha una traduzione diretta, ma si riferisce alla raccolta del miele.

 

Foto: iStock