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Come sta andando la pandemia in Corea del Nord

Kim Jong-Un- Credit: IPA / Fotogramma

COVID-1925 maggio 2022

Come sta andando la pandemia in Corea del Nord

di Michela Cannovale

Il regime parla di riduzione dei contagi, ma i numeri potrebbero non essere affidabili

 

Lo scorso 11 maggio, per la prima volta dall’inizio della pandemia di Covid-19, la Corea del Nord ha ammesso apertamente di aver riscontrato alcuni casi di coronavirus. Fino ad allora, il leader Kim Jong-Un aveva sempre detto che l'infezione non era ancora riuscita a entrare nel territorio nazionale. Una volta arrivata, però, il virus si è diffuso rapidamente. Ma visto che nel Paese mancano i test per verificare le infezioni da Covid-19, così come non ci sono sufficienti risorse per trattare i pazienti più gravi negli ospedali, si parla più che altro di focolai di casi di "febbre".

 

Secondo l'agenzia di stampa Kcna, nelle 24 ore fra 23 e 24 maggio sono stati registrati 134.510 contagi (contro i 232mila della settimana precedente), un numero inferiore rispetto al trend delle ultime settimane. Il totale dei morti è invece fermo a 68. Kcna ha quindi ringraziato le autorità per "il successo nel mantenere la situazione stabile e nell'accelerare il suo sviluppo favorevole": "In pochi giorni dall'attivazione del sistema di massima prevenzione dell'emergenza epidemica, i tassi di morbilità e mortalità a livello nazionale sono drasticamente diminuiti e il numero di persone guarite è aumentato, con il risultato di frenare e controllare efficacemente la diffusione della malattiapandemica e mantenere una situazione chiaramente stabile". 

 

Secondo gli esperti, tuttavia, le cifre fornite non sono affidabili. I mezzi di comunicazione, infatti, sono tutti statali e sotto lo stretto controllo del regime, il cui obiettivo è fare propaganda e mettere in buona luce il dittatore Kim Jong-Un.

 

Proprio il leader nordcoreano, per dimostrare ai cittadini la ritrovata fiducia in seguito al calo dei contagi, in segno di una ritrovata fiducia, ha presenziato senza mascherina ai funerali di un alto funzionario del governo, il maresciallo Hyon Chol-hae. "Reprimendo a fatica la tristezza per la grave perdita del risoluto rivoluzionario", ha scritto il Rodong Sinmun, principale quotidiano del regime, "Kim ha portato la bara al funerale insieme ai membri del Presidio del Politburo". 

 

Gli aiuti rifiutati di Corea del Sud e Stati Uniti

La Corea del Nord ha finora rifiutato di vaccinare la sua popolazione contro il Covid-19, nonostante paesi come Corea del Sud, Cina e Stati Uniti si siano offerti di inviare le dosi del farmaco.

 

Il sistema sanitario locale è inoltre al 193º posto al mondo (su 195 Paesi), in base ad uno studio condotto dagli esperti dell'Università americana Johns Hopkins.

 

Seoul ha dunque fatto sapere di voler inviare un appello al World Economic Forum perché siano forniti vaccini Covid-19 e altri aiuti medici al Nord anche se ciò dovesse significare allentare le sanzioni internazionali nei confronti del regime di Kim.

 

"L'invio di vaccini è una priorità poiché si ritiene che il tasso di vaccinazione sia prossimo allo zero nel Nord", ha detto a Reuters Na Kyung-won, inviata speciale del presidente sudcoreano.

 

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