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Catalogna, condannati al carcere i leader indipendentisti Le bandiere della Catalogna in una manifestazione indipendentista - Credit: Fotogramma
SPAGNA 14 ottobre 2019

Catalogna, condannati al carcere i leader indipendentisti

di Gianluca Cedolin

Pene comprese tra i 9 e i 13 anni. Puigdemont: “Un’aberrazione”

La Corte Suprema spagnola ha condannato nove leader indipendentisti catalani, accusati di sedizione e appropriazione indebita, a una pena compresa tra 9 e 13 anni di carcere.

 

L'ex vicepresidente della Generalitat, Oriol Junqueras, leader dei secessionisti di Esquerra Republicana de Catalunya, ha ricevuto la pena più alta, 13 anni, per sedizione e malversazione.

Le condanne, pesantissime, sono comunque più leggere di quanto chiesto dalla procura (e dai partiti della destra spagnola): l’accusa voleva condannarli per ribellione, che prevede 25 anni di carcere.

 

La sentenza pone fine a due anni di un processo iniziato il 16 ottobre 2017 con l'arresto preventivo dei leader dell'Assemblea nazionale catalana (Anc) e Òmnium Cultura, Jordi Sànchez e Jordi Cuixart. Due settimane dopo, l'ufficio del procuratore generale presentò una denuncia contro l'intero governo di Carles Puigdemont e i membri dell'Ufficio di presidenza del Parlamento che avevano autorizzato il voto per la dichiarazione unilaterale di indipendenza il 27 ottobre.


L'allora presidente e cinque consiglieri fuggirono dalla Spagna, mentre le autorità spagnole arrestarono Junqueras e altri sei membri del governo. “Cento anni di prigione in totale. Un'aberrazione. Ora più che mai, al vostro fianco e con le vostre famiglie - ha scritto Puigdemont, che vive 'in esilio' in Belgio – “È tempo di reagire come mai prima d'ora. Per il futuro dei nostri figli e delle nostre figlie. Per la democrazia. Per l'Europa. Per la Catalogna”.

 

Gli altri condannati sono gli ex assessori Jordi Turull, Raül Romeva e Dolors Bassa (12 anni di carcere), l’ex presidente del Parlament Carme Forcadell (11 anni e mezzo), Josep Rull e Joaquim Forn, anche loro assessori (10 anni e mezzo) e Jordi Sànchez e Jordi Cuixart. “Los Jordis”, gli unici due imputati che non avevano responsabilità dirette nell’amministrazione (9 anni). Le difese degli imputati hanno già annunciato che faranno ricorso contro la sentenza della Corte, percorrendo le uniche due strade possibili: l'appello alla Corte costituzionale per violazione dei diritti fondamentali e la richiesta di intervento della Corte europea dei diritti Umani, con sede a Strasburgo.

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