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Gaza, esplosione di violenza in Palestina: Israele risponde agli attacchi di Hamas Gaza, esplosione di violenza in Palestina: Israele risponde agli attacchi di Hamas - Credit: Mahmoud Issa / SOPA Images / IPA / Fotogramma
ESTERI 12 maggio 2021

Perché fra Israele e palestinesi il conflitto si è riacutizzato

di Michela Cannovale

Dalla disputa di Sheikh Jarrah all'attuale escalation di scontri. I fatti, spiegati

La storia fino ad ora

Lunedì 10 maggio, le forze armate israeliane hanno preso d'assalto la moschea di Al-Aqsa nell'Haram esh-Sharif (zona nota come Spianata delle Moschee), a Gerusalemme, prima di una marcia dei nazionalisti sionisti che commemorava la cattura israeliana della metà orientale della città nel 1967.

Centinaia palestinesi sono rimasti feriti nel raid. 

 

Per rappresaglia, Hamas, il gruppo militante islamista che gestisce Gaza, ha dunque lanciato l'ultimatum, dando tempo fino alle 18 (le 17 in Italia) all'esercito di Tel Aviv per allontanarsi dalla Spianata.

 

Alle 18 precise, varie decine di razzi sono partiti dalla Striscia verso Gerusalemme e le comunità israeliane intorno all’enclave palestinese. “Si è trattato di una risposta – ha rivendicato Hamas – all’aggressione e ai crimini contro la Città Santa e alle prevaricazioni contro il nostro popolo nel rione di Sheikh Jarrah e nella moschea al-Aqsa”. 

 

Immediata la risposta di Israele che ha colpito a Gaza uccidendo, secondo il portavoce militare, otto miliziani. Ma per il ministero della Sanità di Hamas a Gaza si è trattato di 20 vittime, tra cui nove minori.

 

Cosa c'è dietro l'attuale escalation?

Le tensioni hanno cominciato ad accumularsi all'inizio del Ramadan a metà aprile, quando la polizia israeliana ha instituito barricate alla Porta di Damasco fuori dalla Città Vecchia occupata, impedendo ai palestinesi di radunarsi. 

 

Le barricate sono poi state rimosse, ma la tensioni era già alta. La minaccia di sfratto di dozzine di famiglie palestinesi nel quartiere di Sheikh Jarrah a Gerusalemme est da parte di Israele ha intensificato ulteriormente la crisi nell'ultima settimana di Ramadan, sfociando in scontri tra manifestanti palestinesi e polizia israeliana la notte del 7 maggio a Gerusalemme. 

 

Dopodiché, le autorità israeliane hanno dato il via libera alla marcia del Jerusalem Day, tradizionalmente condotta dai sionisti di estrema destra attraverso il quartiere arabo della Città Vecchia.

 

Ma prima della marcia del 10 maggio (che è stata dirottata date le tensioni), le forze armate israeliane hanno preso d'assalto la moschea di Al-Aqsa con proiettili di gomma, granate e gas lacrimogeni per sfrattare i palestinesi che secondo Israele si erano accampati con pietre e molotov.

 

Hamas ha emesso il suo ultimatum, ha attaccato, e Israele ha risposto.

 

Qual è la disputa di Sheikh Jarrah?

Centinaia di migliaia di palestinesi furono costretti a lasciare le loro case quando lo Stato di Israele fu creato nel 1948. Ventotto di quelle famiglie palestinesi si trasferirono a Sheikh Jarrah, a Gerusalemme est. Ai tempi, Gerusalemme est era governata dalla Giordania ed il Ministero giordano per l'edilizia e lo sviluppo e l'Onu facilitarono la costruzione di nuove case. 

 

Nel 1967, tuttavia, Gerusalemme est passò dalla Giordania a Israele. Subito, le autorità ebraiche iniziarono a chiedere alle famiglie palestinesi di lasciare la terra in una disputa che si è protratta fino ad oggi. Proprio all'inizio del 2021, infatti, il tribunale centrale di Gerusalemme est ha confermato la decisione di sfrattare quattro famiglie palestinesi dalle loro case a Sheikh Jarrah a favore dei coloni ebrei.

 

Dalla sua annessione, inoltre, Israele ampliò gli insediamenti a Gerusalemme est, che oggi ospita circa 220.000 ebrei. Gli ebrei nati a Gerusalemme est sono cittadini israeliani, mentre i palestinesi in città ottengono permessi di soggiorno condizionati (ma possono richiedere la cittadinanza israeliana).

 

Israele vede l'intera città come la sua "capitale unificata ed eterna", un'affermazione pronunciata da Donald Trump quando era presidente degli Stati Uniti ma non riconosciuta dalla maggior parte degli altri paesi. 

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