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Covid-19, difendersi con la fiducia reciproca e il pragmatismo - Credit: Unitednations÷Unsplash
seri e liberi 18 ottobre 2020

Covid-19, difendersi con la fiducia reciproca e il pragmatismo

di Luigi Gavazzi

Rispetto delle responsabilità sociali e capacità di correggersi analizzando i risultati

Nel pieno della recrudescenza della pandemia di Covid-19, mentre il governo italiano - come quasi tutti i governi del mondo – lavora a nuovi provvedimenti per contenere il contagio, infuria il dibattito, spesso scomposto tra chi ritiene questi provvedimenti restrittivi una "dittatura sanitaria" e chi chiede misure inflessibili.

L'EQUIVOCO DEL MODELLO SVEDESE

I primi spesso invocano l'esempio svedese come modello da seguire.

Modello di un paese che tutelerebbe la libertà dei cittadini e al contempo garantirebbe la protezione e la sicurezza. Perché, sostiene questa tesi, non regolare è meglio che regolare troppo.

LA PATRIA DEL WELFARE FUNZIONALE

Questo come se non si sapesse che la Svezia è da almeno 70 anni un paese che punta sull'intervento dello Stato per assicurare benessere e protezione ai propri cittadini: la patria dunque del welfare più funzionale. Alla questione svedese in relazione al Covid-19 dedica parecchio spazio l'Economist" di questa settimana. E i servizi del settimanale britannico – culla intellettuale del liberismo ragionevole di una parte, la più illuminata, di Londra – spiegano almeno due cose che anche i critici delle mascherine e delle attenzioni al distanziamento anche in Italia dovrebbero curarsi di sapere.

TASSO DI MORTALITÀ ELEVATO

La prima è che la risposta al coronavirus senza provvedimenti restrittivi, messa in pratica dal governo di Stoccolma in primavera 2020, non ha avuto un grande successo. Tanto è vero, ci ricorda l'Economist, che la Svezia ha registrato finora un tasso di mortalità da Coronavirus di circa 60 persone per 100mila abitanti, dieci volte quello di Finlandia, Danimarca e Norvegia, paesi vicini e paragonabili come condizioni generali; paesi questi citati a confronto dove invece le misure restrittive sono state dure e generalizzate. (Per chi voglia tenere sotto controllo i tassi di mortalità per abitanti, consiglio questa pagina di Statista.

TEST SU LARGA SCALA E TRACCIAMENTO DEI CONTATTI

In secondo luogo, la Svezia ha lavorato per arrivare alla seconda ondata del contagio, quella attuale, dopo aver agito come la Germania, per altro, non puntando sull'immunità di gregge, ormai screditata come sostengono molti portavoce della tesi "libertaria" contro la presunta "dittatura sanitaria", ma implementando test rapidi su larga scala e un efficace tracciamento dei contatti per identificare e interrompere la diffusione non appena si manifesti.

UNA SOCIETÀ FONDATA SULLA FIDUCIA E IL RISPETTO DELLE REGOLE

Il punto, dice l'Economist, è che questa seconda risposta efficace riposa proprio su una caratteristica assai diversa dall'anarcoide rifiuto di ogni responsabilità sociale tipica dei no-mask di ogni colore e risma; si fonda invece su una società nella quale è diffuso il sentimento della fiducia reciproca nel quale le persone seguono spontaneamente le regole.

RISPOSTE PRAGMATICHE

La risposta svedese ha convinto i cittadini che il Covid-19 resterà con noi per tanto tempo e che l'approccio più giusto deve essere molto pragmatico. Il governo si muove cioè considerando i compromessi necessari, e pesando le conseguenze positive e negative di ogni regola imposta. Dimostrando anche la capacità di correggersi, in base ai risultati ottenuti. Per esempio, davanti a una persona positiva, tutti gli adulti vanno in quarantena, ma i bambini continuano ad andare a scuola: perché i vantaggi derivanti dalla loro reclusione in casa sono ampiamente superati dai danni causati alla loro socialità e formazione scolastica. Oppure, la quarantena in Svezia è fissata fra i cinque e sette giorni, rispetto alle due settimane in genere applicate. Il rischio di diffondere il Covid-19 nella seconda settimana è minore e si riduce giorno dopo giorno, ma il danno mentale causato dall'isolamento aumenta invece ora dopo ora. Insomma, l'insegnamento svedese è fatto di analisi delle evidenze e pragmatismo nelle risposte. Tenendo sempre sotto controllo il numero dei contagi, pronti a correggere le politiche quando necessario.

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