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Covid, cosa sappiamo della variante Lambda

- Credit: Pixabay

CORONAVIRUS03 agosto 2021

Covid, cosa sappiamo della variante Lambda

di Michela Cannovale

Individuata per la prima volta in Perù, è ora presente in decine di Stati

Dopo la Delta, c'è un'altra variante del virus Sars-Cov-2 che impensierisce gli scienziati: è la Lambda, rilevata per la prima volta in Perù nel 2020 e la cui presenza è ora accertata in almeno 29 paesi.

 

L'Organizzazione mondiale della sanità ha aggiunto il ceppo sudamericano all’elenco delle varianti di interesse, in quanto possiede una serie di caratteristiche e mutazioni genetiche che influenzano alcuni parametri, come la trasmissibilità (in questo caso più veloce rispetto alla versione originale di Covid-19), la gravità della malattia e la capacità di eludere le difese immunitarie sviluppate con il vaccino.

 

"Quando l’abbiamo trovata non ha attirato molta attenzione", ha dichiarato ad Al Jazeera Pablo Tsukayama, microbiologo molecolare dell’Università Cayetano Heredia di Lima. "Ma a marzo era nel 50% dei campioni a Lima. Ad aprile era nell’80% dei campioni in Perù. Quel salto dall’1% al 50% è un indicatore precoce di una variante più trasmissibile", ha sottolineato.

 

Ma come evidenziato da Adam Taylor (Menzies Health Institute of Griffith University, nel Queensland) in un articolo apparso su The Conversation, il ceppo Lambda è ancora troppo sconosciuto perché ne vengano date informazioni certe. “In questa fase sono necessarie ulteriori ricerche per dire con certezza in che modo le sue mutazioni” possono costituire un pericolo. “Le prove preliminari suggeriscono che Lambda infetta le nostre cellule con più facilità ed è un po’ più brava a schivare il nostro sistema immunitario”.

 

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