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La complessa questione della Crimea (spiegata in 1 minuto)

- Credit: Sergei Malgavko/Ipa-Agency.Net / Fotogramma (Sebastopoli, Crimea, prove per la parata militare)

Ucraina05 maggio 2022

La complessa questione della Crimea (spiegata in 1 minuto)

di Roberto Pianta

Un facile ripasso di storia: la penisola contesa

In questi giorni di guerra, i media fanno spesso riferimento alla Crimea, dando per scontato che a tutti siano i chiari i termini della vicenda della penisola da anni contesa da russi e ucraini. Ma quali sono le cose da sapere per capire di che si parla? Proviamo a dare una spiegazione semplice.

La Crimea è una penisola sul Mar Nero, da millenni contesa per la sua posizione strategica sul Mar Nero. 

Dal punto di vista geografico, la Crimea è direttamente collegata all’Ucraina dall’istmo di Perekop. Ecco una mappa.

È separata dalla Russa da un braccio di mare, lo stretto di Kerch, su cui però dal 2019 passa un colossale ponte fatto costruire da Putin, per congiungere via terra Crimea e Russia. È il ponte più lungo d’Europa: oltre 18 km.  

La Crimea è abitata in prevalenza da abitanti di lingua russa. 

Nel 1954 l’Unione Sovietica aveva affidato l’amministrazione della Crimea all’Ucraina, una delle repubbliche che componevano la federazione dell’Unione Sovietica.

Con il crollo dell’Unione Sovietica e l’indipendenza delle varie repubbliche che ne facevano parte, la Crimea è rimasta ucraina.

Nel 2014 la Crimea è quindi una repubblica autonoma facente parte dell’Ucraina. Ma qui la questione si complica.


Cosa è successo nel 2014

La storia dell'Ucraina fra il 1991 e il 2022 ha visto diversi avvenimenti importanti, tra cui i mesi di manifestazioni di proteste in piazza, anche violente, tra il 2013 e il 2014 note come “Euromaidan”.

Le proteste erano indirizzate all’allora presidente dell’Ucraina, il filorusso Janukovic. Perché? Perché aveva sospeso le trattative per l’associazione dell’Ucraina all’Unione Europea.

Alla fine il parlamento votò l’impeachment di Janukovic, che dovette scappare in Russia, dove si trova ancora adesso.

Per gli ucraini europeisti la cacciata di Janukovic fu una rivoluzione. Per la Russia di Putin, un golpe.

Mentre succedevano queste cose, il parlamento della Crimea votava l’indipendenza dall’Ucraina e l’adesione alla Federazione Russa, che intanto aveva inviato sul posto il suo esercito.

Nel marzo 2014, l’adesione della Crimea alla Russia veniva confermata da un referendum. Un referendum mai riconosciuto dall’Ucraina.

Dunque, ancora oggi, dal punto di vista del diritto internazionale la Crimea fa parte dell’Ucraina. Ma di fatto è parte della Russia. E per questo rischia di essere fortemente coinvolta nella guerra.