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Perché Diego Maradona trascende il calcio Napoli, 25 novembre 2020 - Credit: Antonio Balasco / IPA / Fotogramma
1960-2020 27 novembre 2020

Perché Diego Maradona trascende il calcio

di Luigi Gavazzi

Una storia che valica i confini dello sport e diventa mito, come Muhammad Ali

Se amate il calcio e pensate che il calcio sia davvero un pezzo fondamentale della vostra vita, capite di cosa si parla quando si parla di Maradona e, ora, della sua morte.

Ma una vita e una morte così rilevanti, sono tali proprio perché vanno ben oltre il calcio e, anzi, trasformano il calcio, il suo mondo, in un fenomeno universale, con legami profondi con la vita tutta, soprattutto di una parte del mondo, quello di chi ha sempre perso.

Trascendere se stessi e lo sport

Maradona è stato il più grande proprio perché la sua storia è una delle poche storie il cui immaginario ha saputo andare ben oltre i confini della propria attività, entrando nel cuore e nei nervi di una parte del pianeta, una parte così ben rappresentata dall’Argentina e da Napoli. Forse solo Muhammad Ali (1946-2016) è stato un fenomeno sportivo con la stessa forza: trascendere se stessi e la propria parabola umana per diventare un mito.

Il riscatto dei poveri

Sintetizza Enrico Deaglio su Domani: “È stata l’unica vittoria del sud del mondo, quello che non vinceva mai, e che non vincerà mai. È stata una delle più grandi utopie del Novecento, il riscatto dei poveri, il sogno momentaneamente realizzato di un’Argentina lontana e solitaria. E di Napoli, la città alla quale è stato l’unico a dare la felicità”.

Contro i potenti

“Perché lui – scrive su Repubblica Emanuela Audisio – era sempre pronto a scatenare guerre: contro chi comandava, contro chi stava in alto, contro i potenti. Nessuno zittiva Maradona, né allo stadio né fuori”. E ancora: “E soprattutto è stato l’unico giocatore nel mondiale a pareggiare una guerra con un gol che ha fatto invecchiare l’Inghilterra e con un altro di rapina che ha riscattato l’Argentina dalla perdita delle Isole Falkland/Malvinas. Ha fatto più male lui alla signora Thatcher che non i laburisti o il sindacato dei minatori”.

Così umano

Naturalmente non era un mito senza ambiguità e contraddizioni, cadute di stile e volgarità. Ma proprio questo ha contribuito a renderlo così vicino, così popolare, così riconoscibile, così umano. Come ha detto Ciro Ferrara, ex calciatore e compagno di Maradona nel Napoli, a Maurizio Crosetti (Repubblica, 26 novembre 2020): “L’ho stimato, l’ho conosciuto come pochi ma amato come tantissimi: era impossibile non farlo. Per la sua profonda, straripante umanità. Per la vicinanza con tutti. Era un dio, ma nessuno è stato più umano di lui”.

 

 

(Questo articolo è stato pubblicato la prima volta il 26 novembre 2020)

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