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Il discorso più emozionante di Angela Merkel

Angela Merkel- Credit: Kay Nietfeld / IPA / Fotogramma

COVID-1910 dicembre 2020

Il discorso più emozionante di Angela Merkel

di Michela Cannovale

"Servono più restrizioni a Natale, perché ;590 morti da coronavirus al giorno ;non sono ;accettabili"

"Sono davvero dispiaciuta, dal profondo del cuore, ma se il prezzo che paghiamo è di 590 morti al giorno, allora tutto ciò è inaccettabile".

 

Mercoledì 9 dicembre Angela Merkel ha parlato con il cuore in mano al Bundestag, chiedendo ai suoi connazionali di rimanere a casa per Natale e ai Laender di introdurre restrizioni più severe per limitare i danni del coronavirus. Per Paolo Valentino, del Corriere della Sera, è stato "un discorso destinato a passare alla storia del suo cancellierato".

 

Angela Merkel, la cui popolarità è legata a doppio filo alla tranquillità capace di emanare anche durante situazioni difficili, ha deciso questa volta di non nascondere le emozioni. A pochi mesi dal giorno in cui dirà addio alla Cancelleria tedesca (le nuove elezioni sono fissate per settembre 2021), eccola parlare con la voce rotta, tutto fuorché che tranquilla, sottolineando l'importanza di misure ancora più restrittive di quelle attualmente in vigore in una Germania che, come tutti i paesi europei, è nel pieno della seconda ondata di Covid, e che martedì 8 dicembre ha registrato il numero record di morti in 24 ore: 590.

 

L'obiettivo è, come suggeritole dall’Accademia nazionale di scienze Leopoldina, è di chiudere le scuole dal 16 dicembre e ridurre al minimo le interazioni sociali nelle due settimane di festività.

 

Ecco le sue parole:

 

"Per quanto sia difficile – e so quanto amore è stato messo nel preparare gli stand per il vin brulé e per i waffle – tutto ciò non è compatibile con la regola di poter comprare cibo in strada solo per poi consumarlo a casa. Mi dispiace, mi dispiace dal profondo del mio cuore, ma se il prezzo che dobbiamo pagare è avere 590 morti al giorno, allora non è accettabile. E se gli scienziati ci stanno praticamente implorando di ridurre i contatti per una settimana, prima di poter rivedere i nonni e le persone anziane a Natale, allora forse dobbiamo valutare bene se non sia il caso di anticipare l’inizio delle vacanze scolastiche al 16 invece che al 19 dicembre. Cosa diremo in futuro, guardandoci indietro, se non saremo stati in grado di trovare una soluzione riguardo tre giorni, mentre è in corso un evento epocale? E forse non è giusto rimandare i bambini a casa, ma ci sarà la didattica digitale o qualcos’altro. Io questo non lo so, non è la mia area di competenza e non voglio interferire. Ma voglio dire che se ci saranno troppi contatti adesso, nel periodo che precede Natale, e dovesse finire che questo sarà l’ultimo Natale che passeremo con i nostri nonni, allora avremmo fatto qualcosa di sbagliato. E non lo possiamo permettere".

 

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E ancora: "L'Europa è dove si trova oggi grazie all'illuminazione e alla fede nella scienza. Quando decisi di studiare fisica della DDR, lo feci perché credevo, e credo, nei fatti. Si può dire che non sappiamo tutto della velocità della luce o della forza di gravità, ma non le possiamo mettere in discussione per questo".