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Gli effetti dei consumi dei Paesi ricchi sui bambini di tutto il mondo

- Credit: Pixabay

IL REPORT UNICEF25 maggio 2022

Gli effetti dei consumi dei Paesi ricchi sui bambini di tutto il mondo

di Michela Cannovale

La maggior parte delle economie più avanzate sta creando condizioni pericolose per i minori

Secondo l'ultima Report Card pubblicata dal Centro di Ricerca UNICEF Innocenti, la maggior parte dei Paesi ricchi, a causa della logica consumistica su cui si basa la loro economia, sta creando condizioni malsane, pericolose e nocive per i bambini di tutto il mondo.

 

Gli indicatori a partire dai quali è stato sviluppato il report sono: l'esposizione a inquinanti nocivi, tra cui aria tossica, pesticidi, umidità e piombo; l'accesso alla luce, agli spazi verdi e a strade sicure; il contributo dei Paesi alla crisi climatica, al consumo di risorse e allo smaltimento dei rifiuti elettronici. Questi indicatori sono stati osservati e messi a confronto in 39 paesi dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e dell'Unione Europea (UE). 

 

Quello che ne è uscito è che sono pochi i Paesi che riescono ad offrire ambienti sani ai bambini. Tanto che, "se tutti i cittadini del mondo consumassero le risorse al ritmo dei paesi dell'OCSE e dell'UE, sarebbe necessario l'equivalente di 3,3 pianeti Terra per mantenere i livelli di consumo. Se tutti consumassero le risorse al ritmo di Canada, Lussemburgo e Stati Uniti, sarebbero necessari almeno 5 pianeti Terra".

 

La classifica dei paesi secondo l'Unicef

Sulla base del report, l'Unicef è stata in grado di costruire una classifica della performance dei paesi. Spagna, Irlanda e Portogallo occupano i primi posti della lista, eppure neanche queste nazioni sono risultate attente ai bambini in tutti gli indicatori. Australia, Belgio, Canada e Stati Uniti occupano invece gli ultimi posti, in quanto la loro economia (e in particolare l'emissione dei rifiuti elettrici, il consumo complessivo di risorse pro capite e l'emissione di CO2) finisce con l'avere un impatto grave e diffuso sull'ambiente globale oltre che all'interno dei loro confini. Al contrario, i Paesi meno ricchi dell'OCSE e dell'UE in America Latina e in Europa hanno un impatto molto più basso a livello mondiale.

 

"La maggior parte dei Paesi ricchi non solo non riesce a fornire ambienti sani ai bambini all'interno dei propri confini, ma contribuisce anche alla distruzione degli ambienti in cui vivono i bambini in altre parti del mondo", ha dichiarato Gunilla Olsson, Direttore del Centro di Ricerca UNICEF Innocenti. "In alcuni casi, vediamo che i Paesi che forniscono ambienti relativamente sani per i bambini nel proprio paese sono tra i maggiori responsabili dell'inquinamento che distrugge gli ambienti dei bambini all'estero".

 

L'Italia è sesta in classifica

Per quanto riguarda l'Italia, è al sesto posto su 39 nella classifica generale delle condizioni ambientali che influenzano il benessere dei bambini nei paesi industrializzati.

"In particolare - si legge nel report - l'Italia risulta in una posizione buona (7°) per quanto riguarda inquinamento dell'aria e dell'acqua e avvelenamento da piombo e in posizioni medie (16° e 14°) per sovraffollamento, spazi verdi urbani e sicurezza stradale e numero di pianeti Terra consumati, produzione di rifiuti elettronici ed emissioni di CO2 basate sui consumi".
 

"Le maggiori criticità - prosegue il report - sono legate alla situazione abitativa: in particolare, la percentuale di famiglie con bambini che hanno difficoltà a riscaldare la propria abitazione (10%), le famiglie che vivono in un'abitazione sovraffollata (18,9%), la percentuale di bambini sotto i 6 anni che vivono in condizioni di disagio abitativo grave (5,9%) e le condizioni di sovraffollamento nel 20% delle famiglie con il più basso reddito (24,3%)".